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  1. Mario Rispondi
    Nel 1776, Adam Smith aveva scritto: The Mandarins and other tax-gatherers will, no doubt, find their advantage in continuing the practice of a payment which is so much more liable to abuse than any payment in money. An Inquiry into the Nature and Causes of the Wealth of Nations, CHAP. II, PART II, ARTICLE I, p. 441.
    • Enrico D'Elia Rispondi
      Ringrazio il sito e tutti i commentatori, che hanno confermato come anche un piccolo aggravio può risultare irritante quando si parla di tasse. Sono sbalordito dalla lungimiranza di Adam Smith (...tanto che ho voluto prima verificare la correttezza della citazione, che viene effettivamente dal Libro V della sua opera principale). Se si voleva razionalizzare il sistema dei pagamenti verso la PA forse sarebbe stato sufficiente generalizzare l'uso del modello F24 senza bisogno di creare una spa. In ogni caso invito tutti, e pagoPA in particolare, a confrontare il costo complessivo (per contribuenti e PA) della riscossione prima e dopo l'avvio del nuovo sistema. Solo una verifica empirica imparziale potrà dirci se la piattaforma pagoPA è efficiente o meno.
  2. Luca Pinese Rispondi
    Il Decreto Semplificazioni (DL n. 76 del 16/07/2020) ha prorogato il termine a decorrere dal quale i pagamenti alle PA.devono essere effettuati dai prestatori di servizi di pagamento (PSP) esclusivamente attraverso PagoPA
  3. Massimiliano Rispondi
    Se ha ragione il prof. Martini pagoPA dovrebbe essere chiusa perché duplica l'attività di entità già esistenti e (da quello che di desume dal suo sito) ha un numero di amministratori superiore a quello degli impiegati, contrariamente a quanto previsto dal testo unico sulle partecipare (art. 20, comma 2, lettere b e c del Dlgs 175/2016)
  4. Marco Martini Rispondi
    Dall'ultima nota integrativa al bilancio di pagoPA, pubblicata sul sito della società, si desume che finora il 90% dei costi di gestione è rappresentato da pagamenti ad una controllata di CDP che gestisce materialmente la piattaforma dei pagamenti e che la quasi totalità delle entrate deriva da erogazioni dell'Agenzia Italia Digitale. Quindi la nuova società si configura come un puro intermediario senza compiti operativi.
  5. Fernando Di Nicola Rispondi
    Nel complimentarmi con l'autore e con lavoce per aver riservato attenzione al tema, vorrei aggiungere che tra le precedenti forme di pagamento gratuite per il contribuente c'erano i MAV, ad es. usati per pagare online la Tari al Comune di Roma. Ora, oltre a pagare tra 1,5 euro e oltre 2 di commissioni di pagamento, mi è capitato finora di vedere rifiutato il pagamento Tari sia tramite banca che bollettino postale, per disfunzioni che rischiano di tradursi anche in sanzioni per il contribuente. E' per questo peggioramento del rapporto tra contribuenti ed Enti pubblici che abbiamo istituito e finanziato l'ennesimo Ente "poco utile", quando non dannoso?
  6. Pietro Palermo Rispondi
    Penso che l'articolista si concentri troppo sugli svantaggi e poco sui vantaggi. Che ne è del fatto che si può pagare da casa anziché andare di persona presso i punti fisici? che ne é del fatto che si mettono in concorrenza tutti i sistemi di pagamento lasciando al cittadino la scelta del piu conveniente per lui (esattamente il contrario di quello che sostiene l'articolista! PagoPA ha aumentato la concorrenza, non l'ha diminuita). Che ne è del fatto che i cittadini non devono più usare forzatamente il modello F24 che certo è gratuito ma non semplice da usare come un avviso PagoPA (ognuno ha diritto a scegliere cosa è per lui/lei più comodo anche se piú costoso). E potrei andare avanti.... Inoltre è da considerare che i costi che non pagavano i contribuenti che usavamo MAV e SSD (RID) erano pagati da altri contribuenti e che la gestione delle RID richieste costi amministrativi elevati alle PA che vengono eliminati dal passaggio a PagoPA (non bisogna essere un esperto dell'ABC per ragionare in modo un po' più ampio dal punto di vista del controllo di gestione). Inioltre PagoPA permette di utilizzare i propri canali di home banking e le comuni APP di pagamento cosa che una prospettiva di Acquirente Unico non favorirebbe dal punto di vista tecnico. Da ultimo le PA non sostengono costi per utizzare PagoPA
    • Alessio Borriello Rispondi
      Queste osservazioni mi lasciano veramente perplesso. Vediamo. Si può pagare da casa... esattamente come prima. Anzi, con l'addebito sul CC era la banca a pagare direttamente. Inoltre, siamo tutti abituati a pagare da casa e in un modo molto semplice: dammi un iban e io ti faccio il bonifico. Punto (e il costo del bonifico è uno dei criteri per scegliersi il conto, specie online). Poi, mettere in concorrenza tutti i sistemi di pagamento. A parte il fatto che i vari sistemi di pagamento erano in concorrenza anche prima, come ben spiega l'articolista, gli oligopoli si comportano sempre nello stesso modo. Più interessante è il discorso sui costi impliciti o i sussidi incrociati. E' possibile che ci fossero sussidi incrociati (ma bisognerebbe conoscere bene quelle strutture di costo per saperlo). Quello che però non si capisce proprio (che si usino o meno i principi ABC) è per quale motivo questi costi dovrebbero magicamente scomparire. Se le amministrazioni sostengono costi elevati per MAV e RID, il fatto che i pagamenti li gestisca qualcun altro può forse far sperare in una maggiore efficienza e quindi in un minor costo dei pagamenti stessi, ma certo non nella loro scomparsa. Inoltre, se prima non pagavo niente con l'addebito bancario e ora pago due euro, vuol dire che qualcuno adesso - a seguito di questa redistribuzione dei costi che assumiamo abbia sanato dei sussidi incrociati - dovrebbe pagare di meno. E chi è che sta pagando di meno?
  7. Emilio Primi Rispondi
    E' assordante il silenzio delle associazioni che dovrebbero difendere i diritti dei consumatori. Propongo a "la voce info" di pubblicare la struttura della societa' pagoPa, con i nomi dei costituenti. Credo che questo aiuterebbe a capire chi ci lucra. Infine: una forma di disobbedienza civile: quando l'unico mezzo di pagamento e' pagoPa autodetrarre dall'importo il costo di riscossione.
  8. Gerardo Coppola Rispondi
    Complimenti e' di articoli come il suo che abbiamo terribilmente bisogno in Italia.
  9. Carlo Rispondi
    Finalmente si parla di questo costo di riscossione, che attualmente per esperienza personale ammonta a 1 euro per transazione se l'utente seleziona l'intermediario più conveniente fra quelli proposti nella videata principale. L'idea dell'acquirente unico va assolutamente sostenuta. E' incomprensibile che il miglioramento da pubblica amministrazione "digitalizzata" si realizzi attraverso l'introduzione di costi che, in molti casi, si potevano evitare con la precedente struttura di pagamenti. L'antipolitica si forma a partire da queste cose, non dimentichiamolo.