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  1. mariapia mendola Rispondi
    - "diritto di asilo (che è un diritto umano fondamentale), a chi lo ha stabilito?" L’art. 14 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (oltre al Diritto Internazionale). - "E non esiste forse un diritto a difendere le proprie frontiere?" Difendere da chi/da cosa? Siamo in pericolo? - "Perché Italia e Europa devono per forza accogliere i migranti economici?" Perché ci conviene (si legga la letteratura) - "Perchè non aiutarli a casa loro?" Perchè non funziona a scoraggiare l'emigrazione (si legga la letteratura) - "In Italia ė più di vent’anni che siamo in crisi. Cosa dobbiamo fare?" Investire in istruzione, ricerca e sviluppo, innovazione. L'immigrazione non c'entra (al massimo può aiutare). - "Ridurre ulteriormente le nostre scarse risorse a favore di questi richiedenti asilo? Perché?" I richiedenti asilo sono persone (come Lei) che possono *produrre* risorse. Lei si ritiene una persona che consuma risorse e non produce niente? - "La convenienza economica per l’Italia non esiste, cerchiamo di essere onesti". L'onestà si basa su fatti oggettivi e tangibili. Io ho citato diverse fonti verificabili, Lei non cita nulla se non la sua opinione personale. Chiederei a chiunque esprime la sua opinione di portare qualche stralcio di evidenza che possa sostanziare le proprie osservazioni (altrimenti è come fare il tifo allo stadio, ma non stiamo parlando di calcio).
    • Mahmood Rispondi
      Mi sembra evidente che il diritto al rifugio non venga, nelle civiltà occidentali, messo granché in discussione nella forma del non-refoulement bensì nella dispendiosa sovvenzione pubblica UE per come ora articolata e nelle modalità di respingimento alla frontiera, che ad esempio non indicano nella territorialità di bandiera in acque internazionali il Paese competente all'analisi della domanda di asilo ma solo al porto di sbarco o a navi di diretto possesso statale. Senza contare altre storture e abusi del sistema quali la Convenzione di Montego Bay sui salvataggi in mare, consesso in cui nessuno dei firmatari pensava all'eventualità che delle persone prendessero scientemente il largo apposta su imbarcazioni inidonee a farlo per poter essere formalmente soccorsi da ONG appena raggiunte le acque internazionali. Ad ogni modo da ogni trattato internazionale che non ricalchi pedissequamente lo ius cogens è possibile recedere.
  2. Enrico Motta Rispondi
    L'autrice afferma di avere dimostrato che ad emigrare dai paesi in via di sviluppo sono "le persone con maggiori risorse (in termini economici, di qualifiche e motivazionali)". La cosa non la preoccupa? Se da lì emigrano i migliori e in parte è vero (con tutto il rispetto per chi non emigra), siamo di fronte a un trasferimento di risorse, capitale umano, dai paesi poveri a quelli ricchi. Invece di compiacersene e favorire tale processo, ci sarebbe da vergognarsi. Salvo poi preoccuparsi della fuga dei cervelli dal nostro paese.
  3. Mauro Cappuzzo Rispondi
    diritto di asilo (che è un diritto umano fondamentale), a chi lo ha stabilito? E non esiste forse un diritto a difendere le proprie frontiere? Perché Italia e Europa devono per forza accogliere i migranti economici? Perché non aiutarli a casa loro? Quando possibile? In Italia ė più di vent’anni che siamo in crisi. Cosa dobbiamo fare? Ridurre ulteriormente le nostre scarse risorse a favore di questi richiedenti asilo? Perché? La convenienza economica per l’Italia non esiste, cerchiamo di essere onesti
  4. Fabrizio Razzo Rispondi
    Il costo attuale dell’immigrazione per i contribuenti che sono costretti a pagare tutte le tasse sono diversi miliardi di euro all’anno diretti più quelli indiretti relativi a giustizia, sanità, sicurezza oltre alle migliaia di soggetti del circo arcobaleno parassitario : volontari, medici, psicologi, pediatri, mediatori culturali, assistenti, avvocati, ecc. ecc
  5. Giacomo Rispondi
    Articolo molto politico e poco economico. E' ovvio che certi immigrati sono risorse ma anche che altri sono costi. Sono costi, per esempio, quelli che lasciano il loro paese per sfuggire alle carceri, sono risorse quelli che portano qualifiche che mancano sul nostro mercato del lavoro. In mezzo ci sono tante situazioni intermedie.
  6. Max Rispondi
    Concordo con la visione di immigrati come risorsa, soprattutto in certe condizioni. Quando si parla di immigrazione si dovrebbe tuttavia evitare di contrapporre alla facile retorica dell'immigrazione come problema di sicurezza, l'altrettanto facile retorica degli immigrati sempre e solo come "risorsa". Mi chiedo quanto spazio ci sia con una caduta del PIL del 10%, e disoccupazione in aumento, per un'immigrazione "economica". E se un immigrato non trova lavoro allora diventa un costo (dal punto di vista economico). Inoltre la soluzione di scoraggiare le emigrazioni, magari con aiuti ai paesi di origine, non mi sembra stupida dato che la stessa spesa nominale in euro della Commissione (dato il maggiore potere d'acquisto nei paesi di origine) potrebbe garantire a questa popolazione migliori condizioni, sia che si tratti di politiche redistribuitive che di investimenti per promuovere lo sviluppo, che la stessa spesa nei paesi ospitanti. In breve, non mi sembrano quelle attuali, sia economicamente che politicamente, le condizioni più favorevoli a fare un salto così radicale nelle politiche migratorie europee come quelle auspicate dall'autrice. Forse è proprio questa la ragione del mancato cambio di passo. Discorso del tutto diverso è quello degli immigrati che hanno diritto all'asilo, ad esempio perché fuggono da persecuzioni o conflitti.
    • Mauro Cappuzzo Rispondi
      Concordo pienamente con il commento. Non esiste un “diritto” all’emigrazione in un altro paese.