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  1. antonio petrina Rispondi
    Tutte le interpretazioni sul debito pubblico non ci salveranno dal fatto della crisi e dai buoni debiti che con il RP ,come ha detto Draghi,faranno uscire il paese dalla crisi economica , risalire la china a ripagare il debito vecchio e nuovo.Ai posteri l'ardua sentenza!
  2. piero Rispondi
    In giro per l'Europa, c'è un sacco di gente che si sta mangiando non le mani ma i gomiti per aver accettato l'ingresso dell'Italia nell'euro, in deroga ai parametri (60% debito/PIL). Si fidarono della parola di quel brav'uomo di Ciampi, ma furono fregati dai nuovi governanti italiani. Per fortuna, non possono tornare indietro e devono continuare ad assistere un paese "troppo grande per fallire"; la ricetta greca non si può applicare. Il pericolo per l'Italia però potrebbe venire dall'interno. Se il prossimo governo sovranista nero/verde dovesse passare dalle parole urlate in piazza (da qualche ciarlatano/a incompetente) ai fatti, sarebbero "augelli senza zucchero". L'unica speranza è che alla prova dei fatti se la facciano sotto, come è successo con il governo sovranista giallo/verde.
    • Henri Schmit Rispondi
      Sante parole! L’unica speranza è di insistere sulla “realtà dei fatti” e rifiutare il discorso facile auto-ingannevole che dà la colpa sempre a qualcun altro, promosso dai nazional-sovranisti ma condiviso “in foro interno” dal 90% della popolazione pensante. Bisogna sconfiggere le falsità urlate e ripetute nei media.
  3. Rainbow Rispondi
    Da tempo sono convinto (da prima del Covid che ha solo amplificato il problema) che il debito pubblico italiano richieda prima o poi una soluzione "strutturale". Per soluzione strutturale intendo o una patrimoniale di scopo,oppure una cartolarizzazione del Debito,esistono in questo senso diverse proposte avanzate da Economisti importanti come Marcello Minenna,ed altri. Ovviamente,questa seconda opzione,richiede il consenso dell'Europa,ma bisognerebbe almeno parlarne mentre ora una cosa del genere è un tabù! Oppure,sempre con il consenso dell'Europa,si potrebbe fare una parziale monetizzazione del Debito trasformando una porzione di esso in perpetual bonds. A mio avviso,la linea seguita finora degli avanzi primari è deflattiva ed inefficace nel ridurre il Debito perchè ci costringe a comprimere sempre di più la domanda aggregata (la Spesa Pubblica italiana corrente,investimenti,scuola,sanità in primis,ma anche quella per la Pubblica amministrazione,è sotto la media UE ed è ferma in termini reali al livello del 2010!) e la compressione della domanda aggregata tiene il Pil asfittico. Prima lo capiremo,prima ne usciamo. La storia ci insegna che tutti i Debiti Pubblici di una certa consistenza (quello Inglese e quello tedesco del dopoguerra) sono stati ridotti soltanto con misure strutturali,o con l'inflazione!
    • P Rispondi
      Non sono d'accordo. In questa disamina (fintamente) ragionevole manca sempre un piccolo particolare : l'evasione fiscale (ovviamente mai nominata). PRIMA di tutti gli interventi non solo va debellata ma vanno fatte emergere le distorsioni che abbiamo subito per decenni. Altrimenti stavolta va a finire male, molto male. Te lo assicuro
  4. Vincenzo Provenza Rispondi
    Caro Francesco ma veramente pensi che un Paese di vecchi rapaci possa pensare al di là del proprio orizzonte temporale. Dovrebbe esser chiaro che non ci è mai occupati del patto fra generazioni e anche oggi Quota 100 porta voti alle classi dirigenti. Senza il trauma di un default che rimetta totalmente in discussione il nostro Patto sociale ritengo inutile procedere a mere questioni accademiche. uesta cleptocrazia dei banchi di scuola con le rotelle deve esser cacciata per poter ripartire. PAgherei pur di sbagliarmi
  5. Henri Schmit Rispondi
    Non vedo alcun rischio che l’UE chiuda il suo ombrello protettivo. Il debito italiano è sostenibile unicamente perché è inquadrato dall’€sistema: coordinamento, convergenza, stabilità, whatever it takes. Solo se l’Italia abbandonasse di sua iniziativa la rete di protezione, la fiducia crollerebbe, il debito diverrebbe insostenibile e la fiducia internazionale crollerebbe. Abbandonare, minacciare di farlo o di poterlo fare sono gradi dello stesso rischio. L’incapacità conclamata del governo (presente e precedente) sia di progettare che di realizzare le riforme epocali presupposte dal Recovery plan europeo incidono meno perché impercettibilmente la politica economica e fiscale del paese è sempre di più determinata dall’eurogruppo o, per dirla in modo più polemico, dalla Troika. Vedo 2 scenari alternativi a quello attuale: un governo nazionalista euroscettico, che se facesse sul serio porterebbe al crollo del paese, e a una riforma drastica dell’€sistema. O un governo efficiente e responsabile che farebbe di iniziativa propria e MEGLIO quello che ora viene improvvisato su “suggerimento” (coordinamento rinforzato e forzato del NGEu) di “Bruxelles” (Commissione, Francia&Germania, BCE, FMI, OCSE). Prima o poi gli elettori capiranno che a loro conviene essere governati da questo potere terzo, non democratico, dispotico, piuttosto che dai politici eletti attuali. È questo il significato positivo della sovranità, NON fare quello che si vuole, MA essere responsabili di quello che fa.
  6. Savino Rispondi
    Condivido in pieno. Aggiungo che il debito pubblico italiano resta insostenibile, nel medio-lungo periodo, a prescindere dall'emergenza pandemica. Chi ci governa sta basando le proprie possibilità di manovra sul bilancio esclusivamente su una presunta pioggia di danari provenienti dalla UE, ancora tutta da discutere nel merito del come, del quanto e del quando. Si continua a fare finta che la spesa pubblica corrente sia allocata bene e si continua a spacciare per investimenti quelli che sono sperperi di natura assistenzialistica ai fini clientelari ed elettorali. La vicenda Tridico, inoltre, ci dimostra ancora una volta che la revisione della spesa dello Stato e della spesa pubblica tout court deve comprendere (e deve cominciare da) tutte le leggerezze sulle carriere manageriali. Prendiamo il campo (di competenza regionale) della sanità. Mai come in questi ultimi mesi possiamo definire sovravalutata e sproporzionata la retribuzione di un manager sanitario nel paragone con le incapacità di intervento e la scarsità delle performance mostrate su tematiche essenziali come la medicina di territorio o la rsa.