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  1. Giuseppe Cusin Rispondi
    D'accordo sulla premessa: l'Italia è un paese eterogeneo. Vi sono due problemi: (1) con quali criteri stabilire un ordine di priorità fra le zone da privilegiare, (2) individuate le zone dove intervenire, come scegliere i problemi ai quali dare la precedenza. In ogni caso sarebbe utile illustrare la strategia proposta con un esempio concreto e dettagliato sui costi e sui tempi per la realizzazione, ossia con l'esempio di un progetto da presentare all'UE. Il problema può essere posto anche in modo diverso: individuare i principali problemi che bloccano la crescita dell'Italia, indicando un ordine di priorità. A mio avviso vi sono quattro aree sulle quali intervenire: (1) istruzione, in particolare le università, (2) sanità pubblica, (3) la difesa del territorio (protezione da alluvioni, terremoti, ecc.) e (4) infrastrutture, in particolare al Sud, dove ancora si attendono le ferrovie promesse da Garibaldi. I progetti dovrebbero essere scelti tenendo conto che molti investimenti pubblici si autofinanziano (ad esempio quelli riguardanti la difesa del territorio).
  2. bob Rispondi
    "L’Italia è un paese geograficamente eterogeneo ed è impossibile progettare iniziative di sviluppo che si adattino sia alla Puglia che alla Lombardia, all’Emilia e alla Campania" Io per esperienza di lavoro sul campo la penso esattamente al contrario. Non si spiega e non spiegate perchè un modello di sviluppo è diverso tra Lombardia e Puglia ( siamo un Paese che è un soldo di cacio) . Questo Paese ( studiamo la Storia come dice Sapelli) ha dato il meglio di se ( pur con tutte le contraddizioni e gli errori) dal dopoguerra alla fine degli anni '60. parliamo di un periodo dove una guerra. aveva distrutto tutto. Ma il Paese e i Politici del tempo hanno agito e ragionato per il sistema - Paese. Forse sarebbe da ricominciare a parlare di distretti industriali ( giacomo becattini) e non di spassosi, variopinti personaggi che si atteggiano a " Governatori" . Tranquilli le cose non le sistemeremo noi ( come la Storia ulteriormente ci insegna) ma le sistemerà Lo Straniero di cinquecentesca memoria
  3. Savino Rispondi
    NextEU è per i giovani, per le competenze, per chi si applica negli studi e nella ricerca. Gli italiani adulti dovrebbero avere la decenza di chiamarsi fuori da queste risorse finanziarie, poichè nessuno degli italiani adulti è in grado di insegnare qualcosa in termini di produttività e l'evanescenza dello smart working ce lo sta facendo capire. Per gli italiani adulti la giornata di lavoro nasce e finisce col rito mattutino di cappuccino e brioche. Dopo resta il vuoto che insegnano di praticare ai loro figli.