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  1. Mauro Cappuzzo Rispondi
    Posto che le risorse non sono infinite, in quali settori tagliamo per aumentare il welfare?
  2. Enrico D'Elia Rispondi
    Il re è nudo: anni di retorica sui fannulloni della PA hanno prodotto un paese con un welfare modesto e di scarsa qualità, che si affida più a sussidi e pensioni che alla fornitura di servizi. È ora di convincere gli elettori che i servizi pubblici costano molto meno di quelli privati (se non altro perché non devono garantire profitti) e generalmente sono anche più efficienti, come ha dimostrato questa pandemia. Quindi ogni euro di tasse in più per finanziare i servizi pubblici è ben speso. Se ci sono da tagliare teste, sprechi, burocrazia ed evasione lo si faccia. Se poi vogliamo davvero un paese con poche tasse e poco welfare basta dirlo chiaramente prima delle elezioni.
  3. Norbert Rispondi
    Concordo perfettamente con quanto scritto sopra. Però chiamare in causa in modo generico l'istruzione come chiave di tutto è fin troppo facile. Ci sono pure persone istruite che trovano lavoro all'estero mentre in Italia troviamo troppe persone inadeguate sul loro posto. Come mai?
  4. Sergio Ascari Rispondi
    Molto interessante!
  5. Giulio Rispondi
    CONTANDO ANCHE LE AZIENDE PARASTATALI (POSTE, FERROVIE) E LE PARTECIPATE (1.000.000 di dipendenti) NON SIAMO DISTANTI DAI PAESI DEL NORD EUROPA.
  6. davide445 Rispondi
    Nulla da dire su sanità istruzione e servizi sociali, ma fare massiccie assunzioni nella PA per gestire una burocrazia abnorme é semplicemente arrendersi al fatto che ci sta bene avere una burocrazia inutile, costosa e inefficiente in modo strutturale. Prima delle assunzioni valuterei in fretta come automatizzare e snellire questo incubo per imprese e cittadini.
  7. pb Rispondi
    Finalmente la sociologia economica si fa sentire. Abbiamo bisogno di welfare (pubblico) anche per sostenere la Domanda di occupazione. E abbiamo anche bisogno di cestinare gli N saggi che raccontano che il welfare si fa con i volontari del terzo settore, eticamente disposti a lavorare sottopagati.
  8. Cheman Rispondi
    Le comparazioni hanno sempre grande utilità, ma non condivido affatto le conclusioni, quanto alla stima dell'incremento occupazionale. Infatti visto che in moltissimi settori la produttività margine e'scarsa o nulla, si tradurrebbe solo in aumento del deficit. Il problema. della produttività del nostro settore pubblico e'infatti tanto grande quanto poco affrontato.
  9. Rainbow Rispondi
    Concordo completamente perche'conoscevo questi dati mentre il grande pubblico li ignora e continua a pensare che i dipendenti pubblici siano troppi. Un'altro dato che non viene mai citato ma e'importante evidenziare perche'comprova che il blocco del turn-over e'stato un grande errore e'quello dell'eta'media:la P.A italiana e'tra le piu'vecchie del mondo,53 anni e'l'eta'media dei dipendenti pubblici. Occorre investire nella P.A facendo massicce assunzioni di personale giovane e qualificato,in questo modo migliorerebbero i servizi e aumenterebbero il tasso di attivita'e di occupazione.
  10. Lupe Rispondi
    "Ma ci si può chiedere se la bassa produttività dell’economia italiana non dipenda anche dal basso livello di istruzione e da una sanità carente". Finalmente. Finalmente. Evviva. È il primo articolo che leggo qui in cui si paventa il dubbio. Siamo sempre tutti pronti a lapidare gli "improduttivi e parassiti" del settore pubblico dimenticandoci che subisce da ormai decenni sistematici tagli di spesa e personale che hanno portato gli investimenti quasi sotto zero e a una situazione di gravissima e strutturale carenza di personale. Finalmente qualcuno che quanto meno sposta l'attenzione sulle conseguenze di queste politiche (controproducenti). Così come le aziende private non aumentano la propria produttività riducendo i salari, neache il settore pubblico può diventare più efficiente (cosa indispensabile) tagliando i fondi. Meno personale, più anziano e con dotazioni obsolete non può lavorare meglio. Speriamo che cominci un dibattito sul tema che non si basi su posizioni partigiane ("è colpa degli italiani parassiti!" Vs "è colpa dell'UE!").