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  1. Ruben Benatti Rispondi
    Nessuno considera il fatto che scuola e soprattutto università sono soprattutto socializzazione, scambio e dialogo. Non solo una persona che parla e le altre che ascoltano. Se si eliminano quelle, tanto vale dare i libri agli studenti e che si arrangino. Può essere utile la DAD come supporto in certi casi, ma non deve diventare la regola, come invece prima o poi ci porteranno a fare. Nessuno si preoccupa degli esami che diventano una farsa, degli studenti che si disconnettono o fanno quello che vogliono, che non tutti possono permettersi una connessione adeguata, non tutte le famiglie possono permettersi più computer, non tutti gli studenti hanno una stanza tutta per sè... la DAD può piacere solo agli studenti che non hanno voglia di studiare o ai docenti che non hanno voglia di lavorare...
  2. Giovanni Acerboni Rispondi
    Che cosa intende per Didattica a distanza? Da almeno 25 anni i bravi docenti la utilizzano, ma non è certo quella in Teams o simili improvvisata dalle scuole durante il lockdown. Se lei intende quest'ultima (come mi pare), le sue considerazioni fanno molto molto male e ingiustamente alla Didattica a distanza, che è tutt'altra cosa. Se invece lei si riferisce a modalità evolute di Didattica a distanza, allora gradirei qualche dettaglio in più, per capire in quali attività alcuni studenti vengono penalizzati.
  3. Antonio Carbone Rispondi
    È vero che gli studi hanno preso in considerazione il settore universitario, ma considerando che gli studenti (universitari) a "bassa abilità" sono penalizzati, che dire di quelli a "nulla abilità" (almeno informatica) di prima e seconda elementare!? Questi, l'abilità devono ancora formarsela! Salvo rare voci, non si sente proprio parlare degli enormi danni formativi che avranno i più piccoli. Un silenzio e una mancanza d'azione specifica che giudico veramente colpevoli!
    • giuseppina Rispondi
      Una buona idea in questo periodo particolare, in cui non può essere sempre garantita la didattica in presenza, sarebbe stata fare corsi on line di materie attinenti all'informatica (coding ecc). Corsi del genere sono ben fruibili a distanza e poco diffusi nelle scuole italiane. Oltretutto già esistono corsi gratuiti destinati ai bambini -minimo 8 anni- e ai ragazzi (per es. Programma il futuro). La momentanea difficoltà potrebbe diventare un'opportunità. Resta il problema degli studenti meno seguiti dalle famiglie o con minore disponibilità di mezzi tecnici; in questi casi probabilmente la didattica mista aiuterebbe anche più del solito e una formazione informatica renderebbe i ragazzi più autonomi..