logo


  1. umberto Rispondi
    Forza ragazzi. Se partiamo il 1° di settembre 2020, entro il 2050 avremo completato l'opera ?
  2. bob Rispondi
    partiamo dalle fondamenta. Questo è un Paese che ha 4 giornali sportivi, se ti sposti ad Est con territori dove ancora ci sono sacche di analfabetismo non digitale ma non saper leggere e scrivere. Un Paese dove alcuni "signori" definiti "Governatori" ( a parte la vergognosa campagna elettorale permanente sul Covid) erano coloro che anni volevano introdurre il dialetto nelle scuole. Il Paese dove all'invio di una mail il 95% non ti risponde. Il minor numero di laureati, il maggior numero di abbandoni scolastici. L'attuale commissario della zona terremotata Lunedì ha rilasciato una intervista a Report dove sosteneva che si è raggiunto un ottimo tempo alle risposte per richieste di documenti. Sapete il tempo? 120 giorni cioè 4 mesi. Ma di cosa vogliamo parlare. No caro autore non serve un piano per digitalizzare il Paese serve un piano per renderlo culturalmente evoluto. Si ricorda " non è mai troppo tardi" maestro Manzi? Il piano va fatto partendo da lì
  3. Luigi Calabrone Rispondi
    Sento parlare di anagrafe nazionale informatizzata da almeno 15 anni, ma, in occasione della pandemia è risultato che soltanto la metà dei comuni è collegato. Così, anche le statistiche nazionali sui decessi non sono completamente affidabili. Eppure, il progetto si pagherebbe da solo, per esempio ponendo fine al pagamento delle pensioni ai morti. Altro effetto potrebbe essere quello di mettere finalmente ordine nel catasto dei fabbricati dei terreni, effettuando i necessari incroci dei dati, ecc. Eppure, già da da cinque anni il mio comune mi ha costretto (a mie spese) a modificare la forma di iscrizione delle generalità all'anagrafe, che per un difetto di impostazione dell'Anagrafe fiscale (che risale al 1973) non era congruente con il C.F., spiegandomi che la modifica sarebbe servita per l'anagrafe nazionale, di quasi immediata attuazione. Quando sento i nostri governanti che parlano di informatizzazione della P.A., non so se ridere o piangere; certamente, mi sento preso in giro. Anche l'ultimo super guru dell'informatica, che ci aveva detto di aver chiesto un'aspettativa da Amazon per salvare la patria come commissario speciale goverantivo, ha gettato la spugna prima del termine del suo mandato. Ancora una rilevante parte degli uffici ha l'abitudine di non rispondere quando la si contatta per e-mail, pur pubblicando gli indirizzi sui propri siti. Il sistema della posta certificata è fallito perchè gli uffici destinatari non aprono i messaggi ricevuti!
  4. Giuseppe Gattullo Rispondi
    La digitalizzazione e' come la bella calligrafia del passato, la scienza degli asini. Giuseppe
  5. Stefano Rispondi
    E mi è andata bene che nel grafico sono stati citati solo ( 8 ) item , che se li leggiamo bene ci fanno tornare alla leggendaria frase di Bartali : ' ... l'è tutto da rifare ' , e , consentitemi, la complessita non si governa possimao vederne gli effetti e azzardare qualche previsione , ed è così da Borh in poi .Ma io dico possibile che l'uso della rete non abbia insegnato niente a nessuno ?
  6. ALBERTO AVANZI Rispondi
    Tutta la categoria delle professioni tecniche (architetto ingegneri geometri periti edili ecc) soffre da sempre della difficoltà di accesso nei comuni agli archivi degli uffici tecnici per vedere le pratiche edilizie dei fabbricati esistenti, sia per per verificarne la legittimita ai fini delle compravendite, sia per reperire i progetti strutturali (cementi armati) che una volta erano ordinatamente reperibili presso il genio civile provinciale, da anno soppresso ed i cui archivi inviati ai comuni di competenza, ove se li mangiano i topi. ORA CON IL 110% dovere attestare la regolarità urbanistica degli immobili soggetti ad intervento risulterà una agonia, nei comuni piccoli si va da 15 giorni ad 1-2 mesi, nei comuni grossi anche 6 e più mesi per vedere una pratica. CHE BELLO AVERE TUTTO SCANSIONATO ORDINATO ACCESSIBILE ON LINE, si darebbe lavoro a migliaia di addetti sia TECNICI che generici. La stessa cosa per gli ex uffici ipoteche, poi conservatorie registri immobiliari ed oggi Agenzia delle Entrate Servizi di Pubblicità Immobiliare, dove la scansione dei registri ante 1980 è affidata alla disponibilità del personale interno, quando hanno nulla da fare, una vergogna. La stessa cosa dicasi per il catasto nei registri di IMPIANTO NCT di inizio 1900 NCEU del 1962, Le mappe di impianto ed i fogli di aggiornamento, tutto materiale che per essere visto richiede anche mesi nelle varie fasi necessarie.
    • Henri Schmit Rispondi
      Un catasta razionale e completo, la sua digitalizzazione, la disponibilità online dei piani urbanistici e delle delibere, la presentazione e la conclusione online delle pratiche edilizie sarebbe un progetto perfetto da finanziare con il Recovery fund. Quale ministero, oltre il MEF, è competente? Esiste un dossier legislativo completo per il catasto. Basterebbe insistere sull’elemento 4.0 e definire le modalità, i costi e i tempi per l’implementazione locale e il progetto sarebbe pronto. Poi servono i fornitori dei servizi digitali (definizione delle esigenze, standard, confronti, scelte generali), quindi degli appalti pubblici per le scelte concrete. È probabilmente quello il tallone d’Achille di tutta la progettualità pubblica e di tutto l’investimento pubblico in questo paese.
  7. Savino Rispondi
    E' necessario un mastodontico processo di alfabetizzazione digitale da effettuarsi tra la popolazione. Cosa sanno fare gli italiani con lo smartphone oltre che chattare sui social network? Inoltre, va precisato, soprattutto in riferimento ai giovani, che la rete non è gratis,ma si naviga in virtù del fatto che qualcuno paga la bolletta.