logo


  1. Fabrizio manzoni Rispondi
    Vi è necessità che la normativa sia scritta anche da qualcuno che va in cantiere a vivere le difficoltà quotidiane. Gli operatori non ne possono più di continui cambi normativi. Il vero problema sono gli sconti troppo elevati, la mancanza di aggiornamento professionale di troppi tecnici pubblici, peraltro sotto pagati e infine la mancanza di professionalità e competenza di troppe imprese
  2. Paolo Sbattella Rispondi
    Il settore dei lavori pubblici rappresenta uno dei volani per lo sviluppo del Paese e va fatto tutto il possibile per accellerare la sua operativita'. Molti lavori si sarebbero potuti fare, seguendo la logica del buon senso e della praticita', su strade ed autostrade (ma non solo) nel periodo del lockdown, quando queste erano libere da auto ed automezzi. Ma così non e' stato. Il Governo del Presidente Conte ha mostrato anche qui lentezza, farraginosita', indecisione ed inadeguatezza nel gestire la situazione. Occorre un cambio e che questo avvenga il prima possibile. Prima di un gia' annunciato da autorevoli parti complicato e difficile autunno 2020 per cittadini ed imprese. Sono loro il termometro dell' Italia.
  3. stefano antoniutti Rispondi
    In occasione del decreto Renzi che sbloccava gli acquisti dall'obbligo MEPA sotto i 1000 € "salvo frazionamento", l'interpretazione dei dirigenti della mia Università fu che i 1000 € (per evitare ogni dubbio di "frazionamento" in caso di controlli) andavano intesi "per fornitore/anno", vanificando completamente l'effetto del decreto. Sono questi i funzionari pubblici di cui non abbiamo bisogno in questo paese, terrorizzati dal doversi assumere ogni minima responsabilità.
  4. Savino Rispondi
    Da evidenziare: 1) La settorialità degli interventi, laddove l'edilizia sanitaria e scolastica ed alcune infrastrutture e manutenzioni hanno la priorità nella "corsia preferenziale" delle procedure, che non può essere generalizzata; 2) l'abuso della procedura emergenziale può comportare elusione della concorrenza, soprattutto contro le PMI locali, favorendo i big nazionali e multinazionali; 3) c'è una più generale "questione legalità" negli apparati burocratici che nasce con la depenalizzazione dell'abuso d'ufficio per "incentivare a firmare atti", cosa francamente inspiegabile avendo come presupposto la trasparenza, laddove un funzionario che abbia "paura di firmare" deve spiegare bene questo timore reverenziale che, diversamente, avrebbe elementi di opacità e ambiguità.