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  1. Roberto Coiutti Rispondi
    Le politiche italiane sono inadeguate, ma l’Italia è sottoposta a fenomeni economici di inaudita potenza. C’è emigrazione perché c’è cattiva integrazione europea: in Italia non vedo fabbriche di automobili estere, così in Francia o Germania non vi sono stabilimenti che producono auto italiane, oppure che multinazionali estere utilizzino banche italiane. Mentre gli USA sono molto più integrati (ad es. Amazon voleva aprire una sede a New York). Inoltre l’euro ha fatto scomparire il rischio di cambio: chi lavora all’estero, quando rientra in Italia, i risparmi non variano. Inoltre se compra casa all’estero è agevolato nel mutuo perché i tassi reali in Germania o Olanda sono più bassi di quelli italiani in quanto l’inflazione è superiore. Inoltre la globalizzazione favorisce i grandi agglomerati di persone cioè il piccolo non è bello, mentre in Italia vige il principio opposto a tutti i livelli soprattutto in politica. Le regioni con meno di un milione di popolazione, hanno tutte la natalità inferiore alla media nazionale e la mortalità superiore, indici emblematici di ristagno sociale ed economico. Paradigmatico è l’esempio dell’ultima nata: il Molise è stato creato nel 1963 proprio durante il baby boom. Stesso discorso per le province: qui in Veneto quelle con bassa natalità sono quelle più piccole. Per cui chiudendo le regioni e provincie più piccole e con i risparmi aumentare gli assegni per i figli si potrebbe modificare un po’ la situazione.
  2. bob Rispondi
    alla demografia sbilanciata aggiungerei anche una " demografia geografica sul territorio" sbilanciata. Invece di creare progetti politici lungimiranti si sono utilizzate scorciatoie furbe per esempio enormi periferie con qualità della vita da terzo mondo e senza nessuna speranza del futuro.
  3. enzo Rispondi
    credo che la demografia sia un effetto non una causa. Per motivazioni sociali e culturali è impensabile che una donna italiana torni a sfornare figli come fino al secondo dopoguerra. Certo lavoro e reddito più alto associato a politiche per la famiglia potrebbero portarci a livelli nordeuropei. Ma la questione delle questioni resta l'economia e il benessere che fra le altre cose determinano anche la demografia. Non significa che con alti stipendi le donne italiane faranno tanti figli in più , ma qualcuno in più sì. sarà l'immigrazione, quella vera, che di fronte alle possibilità offerte da una domanda di lavoro disponibile ed insoddisfatta determinerà la demografia.
  4. Lorenzo Rispondi
    La lunga deriva italiana è cominciata all'inizio di questo secolo quando occorreva consolidare i risultati raggiunti nello sforzo per la creazione della moneta comune e invece si è pensato bene (male) di attacare in continuazione l'Europa stessa, ma sempre con il sorriso televisivo ovviamente. Ora possiamo solo raccogliere i cocci e pensare al domani, ma con una visione socio-economica di respiro molto corto. L'unico modo per tentar di risalire la china e quindi far rientrare quell'enorme quota di giovani che vanno via è quella di aprire (opportunamente) le porte all'immigrazione. Ma non si farà.