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  1. Henri Schmit Rispondi
    “Se il metodo per semplificare non è semplice, non semplificherà nulla e tutto rimarrà come prima”(Epimenide).
  2. Alessio Franzoni Rispondi
    Sono tante le misure che sarebbero essere necessarie per neutralizzare secoli di stratificazione di norme burocratiche improduttive...forse troppe. Una su tutte...una vera ed autentica rifondazione etica di tutti coloro che sono chiamati a ruoli pubblici, siano essi politici, amministratori o funzionari. Temo sia piuttosto utopistico!...
  3. Aldo Mariconda Rispondi
    Non mi convince, da uomo della strada, quanto affermato. Giavazzi/Barbieri e ora Nordio scrivono di eccesso normativo. e ler troppo norme dono anche di difficile interpretazione. Tutti hanno tentato di riformare la PA con più leggi, più stato, più repressione. Occorre semplificare, sfrondare, + liberalizzazioni, +concorrenza, MENO LEGGI e regole. E l'abuso d'ufficio e il danno erariale sono reati che spaventano il burocrate. Giavazzi parlava anche di errore nella esclusione del politico nelle scelte per l'implementazione di lavori. Il funzionaruio non ha limiti di tempo, non risponde a nessuno. Abbiamo bisogno di efficenza/efficacia, non genericamente affidarci alle leggi esistente: ma ridurle di 10 violte!
    • Giovanni Rispondi
      Tagliare le leggi non è esattamente come tagliare una fetta di torta, come qualcuno crede. Bisogna emanare delle leggi che tagliano quelle precedenti e dispongono quali regole biogna applicare nei casi disciplinati dalle leggi tagliate. Poi sono necessari provvedimenti di attuazione, sistemi di controllo per verificare che le regole vengano rispettate ecc. Se non si fa così il taglio delle leggi resta solo un annuncio. Qualcuno ricorderà di certo il "falò" dell'ex Ministro Calderoli, che annunciò enfaticamente di avere tagliato migliaia di leggi. Oggi siamo in grado di affermare che si trattava di una speranza più che di un fatto. Applicare le disposizioni positive delle leggi vigenti senza crearne altre inutilmente sarebbe già un grande passo avanti... Soprttutto se si tratta di disposizioni che impongono efficienza, tempi stretti dei procedimenti amministrativi ecc
      • Henri Schmit Rispondi
        Giustissimo! Ma rimane il dato di fatto: le leggi sono troppe, troppo erratiche, inconstanti, e scritte male, incomprensibili, difficili da applicare, fonte di litigi gidiziari e di ingiustizia. Forse è "lo spirito delle leggi" che è sbagliato. Chi raddrizzerà la barra? Sicuramente non quelli che oggi le scrivono.
  4. carlo giulio lorenzetti settimanni Rispondi
    Sono diverse le misure che potrebbero essere adottate per rendere più efficiente e solerte una macchina amministrativa che sembra concepita non tanto per produrre risultati e attuare progetti, ma per compiere atti formali conformi alle leggi .La prima di queste riguarda lo sfoltimento di una giungla legislativa che rende quanto mai complicato districarsi tra una infinità di norme spesso mal scritte, contraddittorie o addirittura inapplicabili. Basti pensare che il nostro apparato legislativo, tra leggi statali e regionali conta circa 200.000 atti. La seconda, come suggerisce l'autore, nel limitare il ricorso a nuove leggi ed agire per quanto possibile in via amministrativa. Ciò che però presuppone si valorizzino la competenza, l'autonomia e le motivazioni dei vertici della pubblica amministrazione, smantellando il sistema dello spoil system, che li ha reso sempre più dipendenti dalla politica e dall'alternarsi dei governi, mettendo in ombra la distinzione che dovrebbe correre tra governo e Stato e la lealtà dovuta a quest'ultimo. Andrebbe poi evitata la pratica di distaccare centinaia di magistrati ordinari presso i gabinetti e gli uffici legislativi dei ministeri, con l'effetto di depauperare la giurisdizione e creare un intreccio politica-magistratura che non giova alla divisione dei poteri e nemmeno all'affermarsi di una moderna organizzazione della P.A. In fine andrebbe curata la formazione di una classe di civil servant nutriti non solo di cultura giuridica.