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  1. Fabio Pietribiasi Rispondi
    Comunque la si rigiri, la sentenza della Corte tedesca è retrograda ed esprime il punto di vista di una parte del popolo tedesco che chiede protezione all'interno dei patri confini. In questo senso riflette l'ideologia dello Stato-Nazione, che non si ritrova nemmeno nella Costituzione tedesca. La Germania è infatti uno Stato federale e ha tra i propri valori fondanti i medesimi che si ritrovano negli statuti dell'Ue. Solidarietà e sussidiarietà, tra tutti. Nella loro torsione interpretativa, i giudici se li sono dimenticati. Ma per fortuna c'è anche la Germania della Signora Merkel, che dopo anni di esitazioni si è convinta che il futuro del suo Paese si costruisce a Bruxelles, non a Karlsruhe.
  2. carlo giulio lorenzetti settimanni Rispondi
    Conseguenze immediate sulla politica monetaria non dovrebbero esservene considerato che la governatrice Cristine La Garde ha confermato risolutamente che la BCE continuerà nei suoi programmi di acquisto dei titoli di stato dei paesi membri più difficoltà. Prevedile, peraltro, che l'atteggiamento sovente critico della Bundesbank, nei confronti di questi interventi sul mercato secondario, potrà farsi scudo della sentenza di Karlsrhue per accentuare la sua opposizione alla politica inaugurata da Draghi. Da un punto di vista più generale, le maggiori preoccupazioni nascono dal fatto che - come sottolinea l'autore - è la prima volta che un tribunale nazionale censura la giurisprudenza della Corte di giustizia e sembra voler riservare a se stesso una sorta di parola di ultima istanza. L'approccio della Corte tedesca, inoltre, rivela una concezione statica e tradizionale della UE e delle sue istituzioni e sottovaluta sia la natura originale della costruzione europea (non riconducibile semplicemente alla logica dei trattati internazionali) sia il dato storico ,oramai acquisito, di una sua evoluzione per via di prassi.