logo


  1. Bozena Barczewska Rispondi
    Lo scopo è nobile per modo di dire. Chi è in affitto pagherà con le proprie tasse per i lavori sulle prime e anche le seconde case. I lavori verranno fatti per alzarne il valore! Perché non spendere questi soldi nell'edilizia scolastica? È vergognoso lo stato degli edific scolasticii da terzo mondo.
  2. Dario Moro Rispondi
    Ho letto l'articolo e l'autore paventa la possibilità di " possibili rischi " di preventivi gonfiati . Mah....io lo do per certo. Se nessuno ha interesse a risparmiare ci sarà inevitabilmente un vero e proprio assalto alla diligenza
  3. Erasmo Rispondi
    Il nostro condominio eseguirà i lavori solo se nessuno dovrà sborsare un euro. Altrimenti, adios! Piuttosto, che si faccia leva sul maggiore efficientamento energetico.
  4. MS Rispondi
    Condivido intuitivamente molto, pur non conoscendo bene questi "incentivi". L'Italia ha una piccola tradizione, ora ventennale (con norme varie, quasi mai valutate) di sostegno a settori che, evidentemente, non solo rifiutano la concorrenza ma vivono di meccanismi collusivi costruiti anche dalle istituzioni. Così facendo lo stato non fronteggia o subisce le lobby, ne è completamente catturato. Poi, per conquistare il consenso di tutti, regala a tutti qualcosa, per categorie etc.: una logica lassista, non così diversa dal "meno tasse per tutti". L'incapacità di rappresentare punti di vista generali, e valutare seriamente interventi, incentivi e regole, favorisce questa deriva. Lei da economista è buono con gli scopi di questi bonus. Sarei ancora più diffidente perché molte ristrutturazioni vanno guardate dal punto di vista tecnico: e non è semplice farlo senza ipotesi teoriche ed indagini empiriche sugli edifici. Si sono commessi errori, in passato, sulle ristrutturazioni edilizie nei centri storici; errori emersi solo dallo studio di successivi eventi sismici. Regalare soldi può distorcere non solo la concorrenza, ma anche la valutazione tecnica degli interventi da farsi, favorendo quelli con un peggiore impatto sulle strutture, a scapito di manutenzioni fondate su una attenta conoscenza degli edifici. Mentalità formalista, a-valutativa, e opportunismo economico possono unirsi nel danneggiare invece che nel manutenere e apportare miglioramenti ambientali (dove possibile).
  5. Nicola Fusco Rispondi
    Non condivido pienamente l'articolo, ero molto interessato a rendere più sostenibili i miei consumi tramite l'installazione di pannelli fotovoltaici sul tetto del mio condominio, tuttavia le condizioni poste nell'art. 119 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 cioè di realizzazione di altri contestuali interventi condominiali cui: a) interventi di isolamento termico delle superfici opache dell'edificio; b) interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale centralizzati, di fatto rendono inapplicabile nel mio caso e di fatto in molti altri casi l'incentivo.
  6. Michele Rispondi
    Mi sembra che l’approccio dell’articolo sia un po’ troppo ristretto. Di fatto il risultato del provvedimento è un grosso incentivo agli investimenti di efficientamento energetico delle persone fisiche (PS: non si capisce perché se gli incentivi a pioggia sono alle imprese allora vanno bene, se sono alle persone fisiche invece no), unitamente a una applicazione di Helicopter money policy che beneficia persone fisiche e imprese edili/di impiantistica con il comune denominatore di operare nel settore dell’efficentamento energetico, oltre che una operazione utile all’emersione dell’economia sommersa. Un modo di trasferire rapidamente all’economia reale il quantitative easing della BCE. Ci saranno operazioni di arbitraggio e/o di preventivi gonfiati? Certamente si. Nell’ottica della emergenza e del urgenza del green deal sono “material”? Direi proprio di no.
  7. Roberto Rispondi
    Concordo pienamente con l'articolo e sulle possibili soluzioni. Per non distorcere il mercato l'aliquota deve essere sempre inferiore al 100%. Complimenti a chi ha scritto l'articolo, veramente ben fatto e di semplice comprensione.
  8. Carlo Rispondi
    Il meccanismo del credito di imposta è questo: uno prima lo crea, lo utilizza e solo in un secondo momento lo stato controlla e sanziona. Ma dai numeri che girano sulle cartelle di pagamento la cui notifica è sospesa per il coronavirus penso che tanti alla fine, se ci sarà qualche forma di controllo effettivo su questo credito, non pagheranno nulla. Lo strumento più corretto sarebbe stato il sussidio: contributi fissi monetari nella misura, ad esempio dell’80 %, erogati dopo aver presentato la fattura ed il pagamento del 20%. Però in questo caso ci si dovrebbe porre il problema se la PA sia in grado di agire in tempo reale oppure no per deficit di personale, organizzativi o perché la platea di cittadini interessati è troppo vasta. Mi riferisco ai recenti problemi del bonus 600 euro e della cassa integrazione.
  9. Vincenzo Morchio Rispondi
    Lo stato sta buttando soldi e tratta male i lavoratori dipendenti: 1) i lavoratori domestici ed i cococo intascano 1000 euro anche se hanno regolarmente lavorato; 2) i 25000 sono stati concessi a molte ditte che erano incapaci a fare il loro lavoro e che mai restituiranno. 3) i dipendenti in cassa integrazione sono in attesa ancora dello stipendio di aprile a causa della normativa palesemente assurda.
  10. Roberto Camporesi Rispondi
    Sono persona che si ritiene attenta a questi temi: ho effettuato tutti gli interventi di riqualificazione energetica sulla casa di residenza ed adesso ho in corso un intervento di rifacimento facciate su una seconda casa. Pur apprezzando lo spirito del provvedimento mi sono chiesto 2 cose: 1) ripensando alla mia esperienza: prima di fare un intervento mi sono fatto fare 3 preventivi prima di decidere a chi assegnare i lavori e poi ho scelto quello che mi sembrava avesse il miglior posizionamento come qualità della proposta e come prezzo. Mi pare che le misure previste ( il bonus insieme alla possibilità di cedere il credito consente di far fare i lavori senza dover fare nessun esborso) non spingeranno comportamenti avveduti di comparazione tra diversi preventivi. La generosità delle misure elimina la necessità di fare comparazioni e, poichè paga Pantalone, c'è il rischio di una lievitazione dei prezzi e di lasciare uno spazio a comportamenti furbeschi. Mi permetto di dire che, con gli stessi intenti, ci si poteva fermare al 95% di recupero fiscale: il fatto di dover comunque metterci qualcosa non avrebbe fatto cadere un meccanismo virtuoso di scelte avvedute basate su una comparazione di diverse offerte (un contrappeso utile per sviluppare comportamenti virtuosi). 2) mi aspettavo un articolo che entrasse nel merito del valore atteso da questo intervento e del costo che questo provvedimento ha per la fiscalità generale
    • Fab Rispondi
      Diciamo anche il 30%, altrimenti viene meno la co-responsabilità. Epppure c'è ch contesta l'articolo.
  11. Andrea Salanti Rispondi
    Appare veramente singolare che, in un paese dove le minuziose regole in tema di appalti pubblici finiscono per creare più problemi che altro, si approvi per decreto che lo Stato paghi sia pur indirettamente lavori di ristrutturazione il 10% in più del loro costo effettivo, sul quale sarà oltretutto praticamente impossibile esercitare qualsiasi controllo di congruità. Ma soprattutto, un incentivo del genere si giustifica in quanto tendente a favorire la realizzazione di opere che, oltre ad essere nell’interesse del proprietario, portano anche a un risultato ritenuto socialmente utile, quale il risparmio energetico. Tutto questo ha però senso se i proprietari partecipano in qualche misura alla spesa, altrimenti si finisce nel paradosso che mentre non si riesce a riqualificare l’edilizia pubblica residenziale, scolastica, sanitaria, ecc., si va a riqualificare quella privata senza alcun onere a carico dei proprietari, e francamente sfugge il senso della cosa. Senza contare che per fare spendere ora, lo Stato ipoteca entrate future sotto forma di minori introiti fiscali nei prossimi cinque anni.
  12. Giovanni GORIO Rispondi
    Sono senza parole. Siamo nelle mani di una banda di cialtroni. L'unica e sola consolazione è che l'alternativa sarebbe stata quella di Di Maio, Presidente del Consiglio e Salvini Vice Presidente con Bagna o Borghi al MEF. Buon Lavoro e grazie per il prezioso lavoro che LA VOCE sta facendo.
  13. Savino Rispondi
    A me è sorto il dubbio che la normativa possa riguardare solo grandi aziende che si occupano di impiantare plessi energetici innovativi, le uniche a poter realmente incassare crediti di un certo rilievo verso lo Stato, mentre una piccola ditta locale potrebbe essere una sorta di subappaltatrice, incaricata di svolgere materialmente l'opera.