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  1. elio candussi Rispondi
    Concordo pienamente col suo scritto e la distinzione tra anziani ”fragili” e ”robusti”. Sarei curioso di conoscere la letalità da Covid degli anziani al netto dei decessi nelle Case di Riposo, dove sono confinati gli anziani fragili e con pluripatologie. Credo che la letalità così purificata non sia molto diversa da quella delle altre età. L'attività motoria degli anziani non è solo terapeutica, ma pure di prevenzione di molte patologie tipiche degli anziani (cardiopatie, diabete, ecc.), ha inoltre dei vantaggi in termini di socializzazione e quindi psicologici, specie nei vedovi o separati. Mia esperienza che ho 71 anni: nel 2011 ho fondato in ambito CAI di Gorizia un ”gruppo seniores” col quale usciamo in escursione in montagna ogni due settimane ed abbiamo coinvolto circa 200 soci. Poi sono passato a coordinare i Seniores del Triveneto. Circa 3 mila soci seniores. Di questi meno dell'1% ha contratto il virus e nessuno a mia conoscenza è stato ospedalizzato, e nessuno è deceduto. Non credo che sia un caso. Evidentemente la vita all'aria aperta con un sano esercizio fisico fanno bene sia al fisico che alla mente, allo spirito.
  2. umberto scaccabarozzi Rispondi
    Condivido l'articolo.Purtroppo ,in Italia,manca un approccio corretto al problema.Si confonde il paziente anziano(oltre il 25% degli anziani ultraottantenni gode di buona salute) col paziente geriatrico,fragile che ha diminuito o perso la capacità di vivere in maniera autonoma.Il limite dei 65 anni non è più sostenibile come indice di vecchiaia! A 80 anni l'aspettativa di vita per l'uomo è di 6,4 anni e per la donna di 8 anni...E' ora,per il nostro paese,di affrontare scientificamente la questione anziani perchè è in gioco il destino dello stato sociale.U.Scaccabarozzi
  3. Gianni Profita Rispondi
    Semplice, chiara e definitiva pietra tombale sulle amenità sentite in queste settimane sulle misure speciali per gli anziani. P. S. Ove fossero state introdotte avrei dovuto interrompere (quest’anno compio 60 anni) gli allenamenti per la mia settima maratona di New York nei miei ultimi 10 anni.
  4. Michele Lalla Rispondi
    Resto spesso senza parole: si dice che il governo mette troppe regole, súbito dopo ci si lamenta che non s' è normato abbastanza e non si capisce cosa si deve fare esattamente. Non è che abbiamo tutti bisogno di corroborare la logica dei ragionamenti? Da quanto ho sentito e evinto dalle dichiarazione dei responsabili, si consiglia di proseguire con l'isolamento degli anziani, alla quale appartengo. Se fosse un obbligo, sarebbe una grida: chi controlla? Se si lasciasse al buonsenso , cosa accadrebbe? La risposta è nelle immagini che si sono viste in questi giorni o nelle dichiarazioni insulse degli attori sociali, che talvolta hanno lambito anche gli scienziati e/o gli operatori del settore. Il problema, come è ovvio, nasce dal rapporto importantissimo con i nipoti e i familiari che possono essere vettori, e si pensa a quelli senza sintomi o in quel periodo insidioso in cui i sintomi sono trascurabili, ma si è già infettivi. Quelli del senno-di-poi che sanno tutto e come/ cosa si deve fare rischiano di essere i piú pericolosi per la società e per le persone e non è necessario dire vedi Trump. Si rifletta su quelli che hanno evaso tasse, chiedono aiuto a fondo perduto) allo Stato, e vogliono fare quello che vogliono mettendo a rischio i cittadini (ristoratori, baristi, commercianti). Nessuno di voi ha notato che in passato il cameriere parlava sulle pietanza, il barista "sputava" nel caffè. Là, la professionalità è distante anni luce e le indagini NAS lo hanno sempre confermato
  5. bob Rispondi
    solo un Paese allo sbando gestito da "scappati di casa" può fare simile ipotesi. Dalle notizie che arrivano da Germania e Austria riguardo il settore turismo, ci fa chiaramente capire che la " politica" ha fatto molto ma molto più danni dell'epidemia. La cosa tragica che all'orizzonte non si vede nessuna reazione da parte di intellettuali e uomini di buonsenso. L'unica giustificazione è che a fronte di tanta tragica mediocrità gestionale siamo tutti impietriti.
  6. toninoc Rispondi
    Gli anziani, proprio in quanto tali, suppongo ( non sono un medico) che mediamente abbiano un organismo più debole e quindi più soggetto complicanze importanti in caso infezione non solo da coronavirus ma anche da altri tipi di influenze. Sono anni che agli anziani, in prossimità della stagione fredda, viene fortemente consigliato il vaccino anti influenzale proprio per le possibili complicanze dovute sia all’anzianità sia alla presenza di altre eventuali patologie respiratorie o cardiologiche. D’altra parte se guardiamo i dati dei decessi dovuti all’epidemia in atto, osserviamo che gli anziani sono stati i più colpiti e di conseguenza con più decessi. Il fenomeno si è verificato sia negli ospedali, sia nelle RSA ma anche nelle case di abitazione. Una cosa che non può essere chiesta agli anziani è “obbligarli” a restare in casa. Gli anziani, sanno bene ciò che è meglio per loro e se avranno desiderio di fare attività fisica devono essere liberi di farla. Chi ha necessità di essere “obbligato” a comportamenti responsabili sono semmai i più giovani che stanno affrontando la cosi detta fase 2 alla “trallallera” come diciamo da noi, con incoscienza e nell’inconsapevolezza che così facendo mettono a rischio i loro cari al rientro nella propria abitazione.
    • Paolo Miccoli Rispondi
      Concordo pienamente purtroppo le immagini che ci giungono di irresponsabili affollamenti sono caratterizzate dalla massiva presenza di giovani, non di anziani. Speriamo possa prevalere un atteggiamento non solo più scientifico ma anche più responsabile