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  1. lorenzo Rispondi
    la procedura di infrazione sarebbe di dubbia utilità. L'eventuale esito sfavorevole alla Germania infatti non verrebbe da questa riconosciuto, poichè l'inottemperenza sarebbe non solo ma anzi (dal punto di vista della Corte Costituz. tedesca) . Più o meno l'ha detto pure l'economista tedesco Sinn in projectsyndicate.org https://www.project-syndicate.org/commentary/german-constitutional-court-european-union-sovereignty-by-hans-werner-sinn-2020-05
  2. Bernadette Lauro Rispondi
    Gentile Professore, dopo aver partecipato a un seminario su un'analisi della decisione della Corte Costituzionale tedesca, e aver riletto la press release della Bundesfassungsgericht, di cui fornisco la versione in Inglese:(https://www.bundesverfassungsgericht.de/SharedDocs/Entscheidungen/EN/2020/05/rs20200505_2bvr085915en.html) mi é risultato chiaro un quadro piú incoraggiante di quello che finora ho letto. In sostanza, si rileva molto chiaramente dai punti 5. e 6. della dichiarazione della Corte, che si vuole salvaguardare il principio fondamentale della democrazia contenuto nella costituzione tedesca, che nemmeno la Corte di Giustizia Europea puó violare. Pertanto si chiede alla Banca Centrale Europea di fornire delle ragioni al suo operato, non tanto orientate alla finalitá, quanto a una ratio che faccia comprendere come questo principio fondamentale non venga violato. Se ho ben capito, da questo punto di vista, la richiesta della Corte é legittima e al contrario degli scenari negativi paventati in tutti I commentari letti finora, intravedo la volontá di sanare un difetto originale dell'Unione Europea, attraverso la creazione, come lei stesso ha affermato, di una genuina e indipendente capacità fiscale per l’Unione, ovvero di uno Stato Europeo. Mi conforti su questa lettura piú positiva della decisione della corte tedesca.
    • Henri Schmit Rispondi
      Gentilissima Bernadette Laura, mi potrebbe indicare a quale seminario sulla sentenza tedesca ha partecipato. Dove si è svolto, chi sono stati i relatori? L'analisi dei relatori menzionati coincide con la mia. Finora (siamo a quattro settimane dalla sentenza!) non ho letto un solo commento di diritto costituzionale (tanto meno di scienze politiche) italiano che segua quest'interpretazione, contrariamente ad una certa esegesi tedesca (prof. Gaerditz 21.05.2020 su Verfassungsblog) e francese (prof. Reverchon 15.05.2020 su Jus Politicum), più fedele alle intenzioni della sentenza e meno critica delle conclusioni. Grazie HS
  3. Marco De Antoni Ratti Rispondi
    Nella crisi del 1929 la Federal Reserve fu impegnata in un programma di massiccio riacquisto di titoli azionari alla Borsa Valori di New York. La Banca Centrale erogava credito per alimentare una domanda artificiale di titoli e in questo modo sostenere il prezzo dei corsi azionari. In gergo si dice "passare ai blocchi". E' probabile che la BCE stia facendo lo stesso nei confronti delle borse europee. E in questo caso nessun economista solleva obiezioni contro una modlaità operativa che esula dal mandato istitutivo e dai trattati dell'UE, e che non è nemmeno giustificata da un fine di pubblica utilità, quanto piuttosto dall'interesse economico delle imprese private. https://www.msn.com/it-it/notizie/other/tra-l-ideologia-e-il-realismo-economico-il-dibattito-tedesco-sulla-questione-italica-che-maschera-la-questione-europea/ar-BB14kDhE?ocid=BingHPC Ma tutto ciò è vitale per evitare che al crollo dlela domanda reale di mercato segua il crollo delle Borse e il ripetersi di un nuovo Venerdì Nero. Sappiamo la lezione di Piero Sraffa come anche il fatto che le banche speculative siano interessate alla casa di proprietà dell'80% degli italiani, ai nostri risparmi e alo scarso indebitamento privato. Su questo fronte resta ancora molto da fare. E vogliono negare l'euro e l'acquisto di titoli pubblici per impedire allo Stato di finanziare affitti, ammortizzatori sociali e stimolo della domanda interna. Risultato: svendita dell'oro, ipoteca delle case, erosione dei risparmio privato
  4. Henri Schmit Rispondi
    L'articolo in parte condivisibile (salvare l'indipendenza della BCE e attraverso essa l'efficienza della sua politica monetaria inseparabile da effetti sui sistemi economici e fiscali degli stati membri) ignora il punto più importante, la natura (sui generis ma) inter-statale dell'UE e le competenze trattenute dagli stati membri (1952CECA, 1957CEE, 1993Maastricht, 2003Costituzione, 2005referendum F & NL, 2008Lisbona). L'estensione delle competenze o degli impegni dei singoli stati e dei loro cittadini richiede l'unanimità di ciascuno secondo le proprie procedure. Questa giurisprudenza risale agli anni 70 e 80 (sentenze Solange I e II). La sentenza del 5 maggio innova "solo" dichiarando l'interpretazione della CGUE (sentenza Weiss) ultra vires e quindi inapplicabile in Germania. Questa è roba pesante. Ma forse ne vale la pena. L'articolo passa sotto silenzio l'assioma principale dei giudici tedeschi, (che non è la proporzionalità, un principio comunemente accettato, ma troppo elastico, ma) l'obbligo di rispettare le procedure democratiche per allargare le competenze europee o le responsabilità fiscali dei cittadini di un paese per decisioni prese nell'interesse proprio dai rappresentanti politici di un altro paese. La prova del fuoco di questa dottrina sarà il piano di rilancio europeo presentato ieri dalla F e dalla D. PS Avrei evitato l'allusione al ritiro degli alleati nel 1955, 10 anni dopo il ripristino della democrazia in D; altri paesi hanno messo 30 anni in più!