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  1. Francesca Barzini Rispondi
    Grazie. Interessante. Nessuno sta dando peso a questa tragedia che si consuma in silenzio.
  2. luca cigolini Rispondi
    Purtroppo il rischio segnalato è grandissimo. In queste circostanze eccezionali per tenere i ragazzi vicini all'ambiente scolastico li abbiamo anche spinti a servirsi degli smartphone: si perde in efficacia, ma almeno non si perde il contatto. Però c'è un altro punto importante, che credo non debba essere sottovalutato, ovvero la motivazione, l'interesse per lo studio. Sappiamo che molti ragazzi e molte famiglie tendono comunque a sottovalutare l'mportanza della scuola. Questi sono i ragazzi a rischio. La didattica a distanza non permette gli aspetti relazionali, che li spingono comunque a non abbandonare, e quindi il rischio di abbandono cresce. Che "i gap negativi [possano] ampliarsi fino al punto da sembrare troppo grandi da colmare, e a fare scegliere a questi studenti di abbandonare del tutto la scuola" è un'osservazione interessante, ma temo che la maggior parte degli abbandoni scaturiscano dall'altro versante, quello legato alla motivazione.