logo


  1. fiorella farinelli Rispondi
    Per migliorare il supporto dei genitori alla DAD - con effetti duraturi anche oltre l'emergenza - sarebbero utili interventi - one to one, anche domiciliari - dei giovani del Servizio Civile Nazionale
    • Stefania Bortolotti Rispondi
      Un intervento non personalizzato è certamente meno incisivo, ma è tuttavia molto meno costoso e quindi potenzialmente universale. Come tale può costituire anche uno strumento per la creazione di un primo canale di comunicazione con le famiglie in maggiore difficoltà, che in seconda istanza potrebbero essere coinvolte in programmi mirati sui bisogni specifici, come lei giustamente suggerisce, indirizzando il personale verso coloro con maggiore necessità o che possono trarne il maggior beneficio. L’efficacia di programmi di supporto individuali, sia sulle capacità cognitive che su quelle socio-emozionali, è stata ampiamente documentata nella letteratura scientifica. Maria Bigoni, Stefania Bortolotti, Margherita Fort, Annalisa Loviglio
  2. caterina Rispondi
    Finalmente qualcuno che parla di azioni! Oltre ai genitori, darei però indicazioni importanti anche agli insegnanti, sprovvisti (a quanto pare) sui criteri di minimi sulla didattica a distanza. Sì discusso di strumenti e valutazioni per gli studenti. Ma non degli insegnanti (come al solito). Ognuno è completamente libero di fare, e non fare, quel che vuole....
    • Stefania Bortolotti Rispondi
      Criteri chiari e semplici sono elementi chiave per una ripresa efficace e omogenea. I programmi che abbiamo ripreso nell’articolo sono strumenti potenzialmente in grado di raggiungere un grande numero di famiglie ad un costo relativamente contenuto. La formazione di competenze nell’erogare didattica a distanza, e suggerimenti operativi su come utilizzare gli strumenti digitali in modo efficace, sono un altro aspetto che si potrebbe potenziare ma che per brevità non abbiamo affrontato. La valutazione della didattica nel suo complesso è fondamentale, non per giudicare quanto fatto o puntare il dito, ma per poter programmare la ripartenza andando a destinare le risorse ove ve ne è maggior bisogno. Avere degli strumenti per la valutazione delle competenze e degli apprendimenti degli studenti può permettere di individuare le aree di maggiore criticità per orientare investimenti mirati, ma non permette automaticamente di capire cosa abbia generato un eventuale calo negli apprendimenti o nelle competenze, né di attribuirli a un docente o una scuola specifica. . In assenza di criteri chiari e indicazioni precise per gli insegnati anche la valutazione del loro operato non è semplice. Maria Bigoni, Stefania Bortolotti, Margherita Fort, Annalisa Loviglio
  3. Ferruccio Rispondi
    Nell’emergenza sanitaria, la responsabilità educativa ricade principalmente sui genitori, che devono farsi veicolo delle attività didattiche e pedagogiche proposte dalla scuola...ma non solo. Perché hanno una visione diversa da quella delle istituzioni scolastiche ma speculare delle problematiche della didattica a distanza. nella commissione di esperti per la ripartenza hanno dimenticato la componente famiglie: un grave errore!
    • Stefania Bortolotti Rispondi
      La componente familiare è sempre estremamente importante e a maggior ragione lo è in questo periodo. Senza voler entrare nel merito di decisioni politiche sulle task force di esperti e della loro composizione, crediamo sia importante sottolineare come la componente familiare sia cruciale anche nel determinare il successo, o meno, di molte politiche di sostegno all’educazione. Ad esempio, gli studi citati nell’articolo hanno messo in luce, tra le altre cose, che mandare troppi messaggi non ha un effetto positivo: bisogna fare attenzione anche a non sovraccaricare le famiglie. L’intervento che si mette in atto deve essere buono non solo sulla carta, ma deve dimostrarsi fattibile e compatibile con altre esigenze familiari. A questo proposito ci preme sottolineare come una adeguata valutazione delle politiche che si andranno ad implementare è cruciale. Questo permette di capire meglio cosa funziona, e cosa no, in pratica. E in questo senso, è importante predisporre misure per un’analisi dell’impatto che gli interventi messi in atto hanno non solo sui bambini ma anche sulle famiglie. Maria Bigoni, Stefania Bortolotti, Margherita Fort, Annalisa Loviglio
  4. Lorenzo Rispondi
    Sono d'accordo con i contenuti, ma solo se sono intesi di livello programmatorio. Non è la situazione attuale. La chiusura anticipata delle scuole si ripercuoterà, a cominciare dagli studenti dei ceti meno abbienti, in termini di pari opportunità, sia fra i discenti in Italia e sia fra questi e i pari età di nazioni diverse. Ovviamente in un Paese che scalpita per rivedere Ronaldo in campo questa è una considerazione che lascia il tempo che trova.
    • Stefania Bortolotti Rispondi
      Come accennato nell’articolo, riteniamo che la chiusura delle scuole possa avere un impatto importante sull’ampliamento delle disuguaglianze in termini di opportunità tra bambini provenienti da situazioni socio-economiche diverse. Questo è un aspetto che deve essere monitorato e seguito con attenzione particolare, ed è necessario predisporre interventi mirati per contenere e ridurre il gap che inevitabilmente emergerà dal fatto che la crisi attuale colpisce la società in modo estremamente eterogeneo. Gli studi a cui facciamo riferimento suggeriscono che potremmo riuscire a contrastare l’ampliamento delle disuguaglianze non solo supportando lo sviluppo dei bambini a scuola ma anche supportando i genitori. Maria Bigoni, Stefania Bortolotti, Margherita Fort, Annalisa Loviglio