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  1. PB Rispondi
    Indubbiamente esiste un problema di stratificazione sociale che si riflette sull'esposizione ai rischi occupazionali. Non per fare il pedante, ma ISCO 3-5 xo' non corrisponde in toto ai lavoratori dei servizi: 3 Technicians and associate professionals 4 Clerical support workers 5 Service and sales workers I dati sugli individui occupati andrebbero incrociati coi dati sui settori produttivi... Ad ogni modo: class still counts!
  2. Gianni Alioti Rispondi
    Perché non comparate i dati tra i vari paesi nel mese di aprile? Visto che la pandemia si è diffusa con tempi sostanzialmente diversi tra l'Italia e il resto d'Europa. Probabilmente avreste la sorpresa che in Germania e non solo, quasi tutte le attività industriali (ad esclusione di quelle effettivamente essenziali) sono ferme. A differenza dell'Italia dove nelle regioni maggiormente industrializzate (e anche le più colpite dal covid-19 per morti e contagiati) dal 50 al 70 per cento delle attività industriali sono sempre rimaste aperte.
    • bob Rispondi
      il problema va letto anche sotto altro aspetto: ci serviva questa emergenza per comprendere l'utilità palese dello smart working? Strumento che oltretutto ha evidenziato in termini reali una maggiore produttività? Oltre che una migliore qualità della vita familiare e sociale? A mio avviso ho fatto l'esempio di questo aspetto per sottolineare che il problema principale di questo Paese è la mancanza assoluta di una qualsiasi politica industriale, gestionale, ormai da 40 anni. La bacchetta magica non sempre funziona ( o quasi mai) staremo a vedere
      • ElenaS Rispondi
        Che lo smartworking abbia aumentato la produttività è tutto da dimostrare: Semmai ha aumentato le ore di lavoro. Una migliore qualità della vita? Sociale no di certo, quanto a quella familiare, varia molto a seconda con quante persone si vive e in quanti mq....
        • bob Rispondi
          ..non solo ha aumentato la produttività in termini quantitativi ma anche qualitativi. Provi a parlare con le mamme che escono, soprattutto nelle grandi città, alle 6 di mattina e rientrano alle 21 di sera e sono tante. E' sottinteso che da domani non tutti possono e devono lavorare da a casa, lo smart working uno strumento in più che aiuta a superare determinate criticità ( direi anche assurdità) siamo un Paese che ancora usa il timbro con l'inchiostro nero di Far West memoria. Sarebbe da parlare di asili, di scuole a tempo pieno etc. Visto poi che manca forza lavoro in edilizia, agricoltura e ristorazione sarebbe da parlare anche dei tanti, troppi lavori inutili e di " culi al caldo" che la cosiddetta " vita sociale " la fanno davanti al distributore automatico del caffè