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  1. bob Rispondi
    la mobilità urbana e extra-urbana non può essere affrontata come criticità a se stante. Le tecnologie attuali permettono di ridurre la mobilità soprattutto nei grandi centri ( smart working). Inoltre la tecnologia permette oggi di affrontare anche un altro grande problema: lo squilibrio demografico di questo Paese. L' Appennino dalla Liguria alla Sicilia conta meno di 3 milioni di abitanti. Invece di fare una politica lungimirante per meri interessi di bottega si è preferito ammassare la gente nelle periferie delle città o creare squallidi quartieri-satellite, veri e propri formicai.
  2. Marco Rispondi
    Analisi precisa che fotografa lo stato attuale. Sarebbe interessante disposrre di uno studio approfondito sulla distribuzione dei targitti casa-lavoro o casa-scuola. Lo scopo è quello di conoscere meglio le dinamiche di questi spostamenti per cercare di ottimizzarli usando dati obiettivi. Un'altra idea su cui lavorare potrebbe essere quella di cercare di ridurre gli spostamenti trasferendo i lavoratori tra aziende in modo da ridurre gli spostamenti. Sto cercando di pensare fuori dagli schemi abituali.
  3. Francesco Rispondi
    Proprio l'eccezionalità del tempo che viviamo richiederebbe uno sforzo politico per riformulare sistemi insostenibili di mobilità urbana. Dispiace leggere che la macchina privata sia l'unica alternativa che possiamo immaginare realisticamente. Credo che investimenti in ciclabili e micro-mobilità elettrica (esperimento interessante anche se un po' disorganizzato nella sua partenza) possano essere meno costosi e di più veloce realizzazione. Il riferimento all'arrivo della brutta stagione mi sembra fuori luogo visto che migliaia di persone usano la bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano in paesi dove il clima è molto più duro rispetto al nostro. Non ci sarebbe momento migliore per pensare ad un profondo cambiamento nella struttura degli incentivi nella mobilità urbana e ad un cambiamento di mentalità. Alcune città europee stanno già sfruttando l'occasione, noi che aspettiamo?
  4. franco Rispondi
    Credo che l'unica strada praticabile a breve ( perche' la risposta deve essere "a breve") sia l'intensificarsi del traffico automobilistico: costruire nuove piste ciclabili? richiede programmazione e tempo. Spazio ai pedoni? Spesso il posto di lavoro e' a chilometri dall'abitazione, per cui non si puo' pretendere di trasformare i cittadini in tanti podisti. Il modello Amsterdam continua ad affascinare molti, ma le nostre citta' ed i nostri territori non sono lande piatte strappate al mare, ove i dislivelli non esistono; ne' possiamo pensare di sostituire i marciapiedi o le carreggiate, spesso gia' ristretti, con piste ciclabili. Riguardo poi l'abbondanza di auto pro capite dell'Italia va considerato che il nostro territorio e' fatto di tanti piccoli centri diffusi, ove quindi le economie di scala delle strutture deputate al trasporto pubblico vengono sacrificate. Non da ultima poi la pessima abitudine italica di esigere che ogni servizio pubblico debba costare poco: all'estero i biglietti di bus e metropolitane sono spesso molto piu' cari dei nostri. L'uso delle due ruote (comprese quelle a motore) potrebbe essere l'unica soluzione di massa per decongestionare traffico e parcheggi. Ogni modello urbano va visto con le sue peculiarita'. Temo che la soluzione ottimale semplicemente non esista, vuoi per dati oggettivi insormontabili, vuoi per il fattore tempo che e' imprescindibile da qualsivoglia soluzione.
  5. alberto zanni Rispondi
    Buongiorno professore, articolo molto interessante con l'eccezzione della frase su Amsterdam, molto usata purtroppo ma che non aiuta molto, ma come propone di dar piu' spazio ad auto? Cosa succederebbe se si aprissero tutte le ztl con parcheggi gratis in un paese con un tasso di motorizzazione cosi' elevata? Credo sarebbe stato utile di parlare anche di altre conseguenze possibili della 'restituzione' del gia' elevatissimo spazio assegnato all'auto
  6. Andrea Malan Rispondi
    Buongiorno, concordo con la lucida esposizione dei problemi. Credo però si debba combattere con ogni mezzo l'aumento del ricorso all'auto, che come sa è già in Italia nettamente superiore alla medie europea ed è una concausa di quell'inquinamento che ha favorito il Covid. A questo scopo servirà tutto, dalle piste ciclabili sulla carreggiata agli incentivi alle bici a pedalata assistita e magari anche a scooter elettrici, a più spazio per i pedoni. Bisogna togliere spazio alle auto. Ammetto che serva anche un grande cambiamento culturale; ma se non ora, quando?
    • roberto Rispondi
      rilevo che in questa discussione è sempre completamente assente il tema dei taxi. Che, a mio avviso, se correttamente gestiti, e con tariffe ragionevoli, potrebbero rappresentare un efficacae intermedio tra mobilità privata e pubblica