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  1. Hans Suter Rispondi
    A me sembra che il termine di pagamento sia uno degli elementi che costituiscono il prezzo e come tale viene pattuito liberamente. Il problema vero è che in Italia il costo per far rispettare il termine è enorme. E' qui che il legislatore può e deve intervenire.
    • roberto Rispondi
      Se in qualche modo paga lo Stato le scadenze sono virtuali e non sempre i prezzi riportano in conto quest'alea (prodotti a prezzi stabiliti per legge etc.). Il costo del ricorso alla giustizia per obbligare il debitore al pagamento è altissimo ma sopratutto ha tempi incerti. In poche parole è il Far West..
  2. Mario Rossi Rispondi
    Tutti adesso si riempiono la bocca di promesse e di concetti astratti ma snocciolati con paroloni senza alcun significato. I nodi veri non li affronta nessuno e questi sono essenzialmente 2: il primo riguarda l'assenza totale di diritto che si esplicita in una giungla di cattivi pagatori e di escamotage per non pagare il lavoro fatto. E' naturale che questo può sembrare un bel ripiego per far quadrare alcuni conti, ma sta ammazzando l'economia reale e tra poco nono ci sarà più nessuno a intraprendere qualsiasi attività senza avere prima incassato una cifra pattuita. Il secondo riguarda una spesa pubblica improduttiva oramai divenuta mostruosa in rapporto al PIL reale. Mi chiedo quanto ancora sia possibile andare avanti con una situazione del genere e quanto sia folta la schiera di persone che come me si stanno chiudendo a riccio per poter reggere il colpo dei prossimi 6 mesi. State attenti perchè di sicuro ci saranno molti casini!
  3. Paul Rispondi
    Un altro fattore importante è anche legato al potere dell'acquirente - negando il pagamento entro termini diciamo così "decorosi", mette la controparte in difficoltà. Laddove la disponibilità di soldi veri è una risorsa scarsa se ne consegue che chi ne ha il controllo possa voler gestire questa scarsità a proprio favore. Questa dinamica può rivelarsi essere proficua perché dopo un'attesa estenuante è anche possibile che i termini della transazione vengano migliorati a favore dell'acquirente (secondo il detto pochimaledettimasubito) oppure possono indebolire la parte venditrice in maniera "strategicamente conveniente".
  4. enzo Rispondi
    ho visto bandi di gara che già inseriscono la clausola per i partecipanti di rinunciare preventivamente a questo diritto , pena l'esclusione dalla gara. "chi ha il potere ha il diritto, chi ha il diritto può violarlo.."
  5. marco Rispondi
    Lo Stato è in crisi nei pagamenti in quanto si deve rifinanziare sui mercati senza la possibilità di stampare una propria moneta - La colpa è dell'Euro una moneta che per noi è come straniera e ingabbia lo Stato che non ha margini di azione e non può arricchire i suoi cittadini con politiche di deficit spending - La politica è diventata schiava dell'economia e della finanza che può ricattare gli Stati, messa nelle condizioni di distruggere interi popoli o entità nazionali come la Grecia- Chi si stupisce che lo Stato è in ritardo nei pagamenti e che sta alzando le tasse non ha evidentemente ancora ben compreso che la fine che spetta a uno stato senza sovranità monetaria è il fallimento...Del resto è stata la sorte dei paesi africani con un debito estero in dollari e dei paesi che hanno avuto il currency board come l'Argentina - Tutti i più famosi economisti e le agenzie di rating lo dicono da qualche anno, ma noi continuiamo a far finta che non esistano in nome di sciocchezze neoliberiste e delle poltiche folli di austeriti della troika
  6. rony.hamaui@mediofactoring.it Rispondi
    Il Lavoro è molto interessante Potete per favore madarmi il working paper o meglio metto a disposizione sul web
  7. Luciano Rivetto Rispondi
    Se i pagamenti fossero sempre stati entroi 30 giorni, io non avrei fatto fallimento e moltissime aziende come la mia non avrebbero fallito; in questi ultimi anni, le banche sarebbero ingrassate di meno e i fornitori e le istituzioni avrebbero avuto quello che loro aspettava.