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  1. elio candussi Rispondi
    Col decreto del Governo di domenica sera si è avviata la fase due. Mi stupisce che esso non tenga conto delle enormi differenze tra le varie Regioni, sia in termini di sviluppo produttivo, sia in termini di "contagiosità". Come si possono mettere sullo stesso piano la Lombardia con 36 contagiati attivi ogni 1000 abitanti contro ad es. il Veneto con 1,2 ed il Friuli Venezia Giulia con 1 soltanto??? La Lombardia non dovrebbe ripartire il 4 maggio, ma a metà maggio!!!
  2. jerome Rispondi
    Sicuramente l'impatto cosi stimato prende in considerazione gli impatti a monte (se un settore chiude non compra più beni intermedi) e meno chiaro se prende in considerazione quelli a vale (se un settore chiude non può fornire gli altri). Se così fosse, un problema riguarda la sostituibilità fra input: in realtà in assenza di alcuni input insostituibili, l'impatto sui settori a vale è molto importante di quanto l'IO suggerisce. aggiungo: 1 - condivisibilissimo il vostro invito a aggiungere considerazioni sanitari. 2 - alla fine il risultato è comunque che se si disattivano settori per circa 20% del PIL, si riduce il PIL di circa 20%, un tipo di risultato tautologico non raro nei metodi IO.
  3. Paolo Mariti Rispondi
    La metodologia proposta, che rimanda a W.Leontief , mira ad identificare non le imprese, a meno che non siano piuttosto grosse. ma le attività produttive “importanti”, non in senso assoluto, ma in quello della fornitura di semilavorati, parti e componenti, od anche per lo sbocco sui mercati e a darne una stima di impatto in termini di pil visto dal lato offerta. Siamo sicuri che dopo questo tremendo“shock” l’economia italiana e non soltanto continui a operare nelle stesse direzioni quo ante e che non vi siano non linearità anche solo tecnologiche?
  4. FABIO GHISELLI Rispondi
    Ho letto con molto interesse l'articolo e anche l'analisi citata e notato l'approccio scientifico che potrebbe essere di grande aiuto per definire la fase 2. Mi chiedo se gli Autori facciano parte di una delle task force governative e, in caso contrario, perché no.
  5. Savino Rispondi
    Precisare anzitutto che si apre per permettere alla gente di andare a lavorare. Chi vuole andare in giro inutilmente, soprattutto se ha una certa età, dovrebbe avere la decenza di rimanere a casa e permettere alla parte attiva sul piano produttivo di andare avanti.
    • stefano so Rispondi
      Caro Savino, perché come tanti vuole decidere le priorità anche per gli altri? Da quando, purtroppo, il lavoro, e non il benessere deve essere messo davanti a tutto?
    • Lorenzo Rispondi
      Noto una certa componente razzista nella sua argomentazione.