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  1. somasca69 Rispondi
    Credo che l'analisi del costo dell'energia elettrica debba considerare il metodo di determinazione del prezzo adottato in Italia denominato "prezzo marginale". Posso chiedere agli autorevoli autori dell'articolo e agli autori del sito se esso costituisca un importante elemento e in caso affermativo di approfondirlo Ringraziando anticipatamente
  2. Gianni De Filippi Rispondi
    Nell'articolo vengono indicati con precisione i costi degli incentivi per il fotovoltaico ma non vengono indicati i risparmi derivanti dal mancato acquisto degli idrocarburi che importiamo totalmente. Per curiosità è possibile avere qualche dato comparativo tra costo di un impianto fotovoltaico e risparmio d'acquisto di idrocarburi per la vita media dell'impianto stesso? Grazie Attenzione: hai a disposizione solo 1.500 caratteri
  3. Andrea Fontana Rispondi
    Soltanto due annotazioni, una per gli autori e una per il commento di Giorgio Ragazzi. Ai senatori uscenti del PD vorrei ricordare che Massimo Mucchetti è uno dei loro candidati, che pare scontata l'alleanza con Monti, il cui governo ha affossato le rinnovabili, e che non si capisce come le posizioni ambientali di Mucchetti e Monti siano conciliabili con quelle di Vendola. Al signor Giorgio, invece, vorrei ricordare che l'inquinamento è causato dalle combustioni (eolico e fotovolataico ne sono esenti) e che nessuno si è svenato visto che la reale incidenza dei sussidi alle rinnovabili incide in bolletta per meno del 10%. Ammesso che esistano lobby green, mi pare evidente che siano molto meno influenti e dannose di quelle del petrolio e del gas che incidono, invece, per l'80% senza che nessuno se ne lamenti, perché nessuno lo sa. Andrea Fontana (giornalista indipendente)
  4. Giacomo Rispondi
    Nel 2012 il FV ha fatto girare al minimo le centrali termoelettriche causandogli un bel calo di ricavi per la mancata produzione, per cui il parlamento bipartisan ha deciso di rimborsarli! L'autority per l'energia sta ancora indagando sul motivo per cui il prezzo del kWh serale tenda ad aumentare, quando invece dovrebbe restare basso perché c'è meno consumo. Speriamo che si dia una mossa!! C'è il fondato sospetto che i produttori termolettrici facciano cartello per aumentare il prezzo di sera al fine di compensare il mancato guadagno durante le ore centrali del giorno quando il FV dà la sua massima potenza. Inoltre grazie a forovltaico e eolico sono calate le importazioni di eneria soprattutto nucleare dall'estero. Mentre da noi si apre alle trivelle per tre gocce di petrolio in Germania incentivano i privati all'accumulo di energia elettrica prodotta da rinnovabili!
  5. giorgio ragazzi Rispondi
    Gli autori affermano che gli incentivi alle rinnovabili avrebbero determinato un "risultato prezioso per la salute dei cittadini". Davvero? Inquinamento atmosferico ed effetto serra non sono fenomeni locali ma planetari. L'Italia contribuisce per circa il 2% all'emissione di CO2 nel mondo. Se di questo 2% circa il 20% è attribuibile alla produzione di energia elettrica e le rinnovabili hanno ridotto del 10% circa le emissioni dovute alla produzione di energia elettrica si deduce che il contributo di queste alla riduzione planetaria dell'effetto serra è lo 0,0004%. Un risultato per il quale valeva davvero la pena di svenarsi! Si abbia il coraggio di dire che le rinnovabili sono incentivate per l'interesse di lobbies economiche e politiche e risparmiateci i pistolotti sul benessere del pianeta!
  6. giorgio ragazzi Rispondi
    ll costo dell’energia elettrica prodotta in Italia è aumentato di oltre il 50% per effetto dei sussidi alle energie rinnovabili ed assimilate. Arrivo a questa stima come segue. Nel 2011 la produzione nazionale netta è stata di 291 TWh, ossia 291 milioni di MWh. Assumo che ogni MWh “valga” tutt’al più 65 euro (prezzo medio della borsa elettrica o costo di produzioni termiche efficienti); consegue che il valore totale della produzione elettrica nazionale è attorno ai 19 miliardi di euro. Nel 2012 l’onere complessivo per sussidi alle energie rinnovabili ed assimilate (senza considerare gli altri oneri generali di sistema) è stato di circa 11 miliardi, che equivale per la precisione al 58% del valore di tutta l’energia prodotta in Italia. Quest’onere grava in misura preponderante sulle bollette pagate dalle imprese. Stupisce che di questo nessuno parli, mentre si vorrebbe ridurre l’IRAP per far recuperare competitività alle nostre imprese, e non si riesce a trovare qualche miliardo per questo!
  7. Pietro Artemio Rispondi
    Fino a pochi anni fà ENEL toglieva dalla fattura i Kwh prodotti con il solare. Ora invece c'è una procedura macchinosa e costosa : perchè si è preferito buttare così tante risorse in quell'Ente parassita ?
  8. Stefano Fabiani Rispondi
    Sono pienamente d'accordo, finalmente si smentisce il fatto che l'Ialia non è stata in grado di creare una filiera industriale intorno alle rinnovabili (tra l'altro i pannelli Cinesi non godono neanche del premio aggiuntivo per i prodotti UE...) e che il peso degli incentivi sui cittadini è talmente alto che si è reso necessario di fatto "limitare" le rinnovabili. E allora perchè arrestare uno dei pochi settore in grado di creare occupazione? Saranno forse vere le voci che raccontavano delle grandi centrali a combustibili fossili non più remunerative a causa del minor numero di ore di funzionamento dovuto alla priorità di accesso dell'energia da rinnovabili in rete?