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  1. toninoc Rispondi
    Chi dice “Io della privacy mene frego” si riferisce certamente alla privacy degli altri. Se si parlasse della sua, molto probabilmente la difenderebbe ad oltranza. Non si può pretendere di non avere limiti ai nostri diritti ed alla nostra libertà. Io sono libero di ascoltare musica ad alto volume a condizione che non disturbi oltremodo il mio vicino. Sono libero di andare dove voglio fuorché nei luoghi vietati dalla legge. La mia privacy è un diritto sacrosanto ma se sono sospettato di gravi reati, la magistratura può sospendere temporaneamente quel diritto mettendo sotto controllo le mie comunicazioni telefoniche o facendomi pedinare. Credo che anche nel caso dei positivi al test del corona- virus(che non sono delinquenti) ci siano sanzioni se lasciano i luoghi di quarantena perché la loro libertà di spostamento è limitata dal diritto dei cittadini sani a non essere contagiati. Le nostre libertà ed i nostri diritti restano tali entro i limiti disposti dalla legge. La Democrazia non è Anarchia . Tutto ciò che può essere fatto per ridurre i rischi dell’epidemia va fatto per interesse collettivo superiore a quello individuale. Ben vengano le app se aiutano a ridurrei contagi . Saranno disattivate con la scoperta(speriamo presto) di un nuovo vaccino.
    • Emilio Primi Rispondi
      Il problema non e' quello di garantire assolutamente la privacy anche contro l'interesse collettivo, ma quello della sua gestione corretta. Lo strumento ipotizzato per fare accedere la pubblica autorita' ai dati sensibili (uso di app su dispositivi di telefonia mobile) non garantisce che questi dati non siano trattati da terzi fuori da ogni controllo. Le cosiddette "app" possono essere usate solo accedendo a strumenti gestiti da due possibili soggetti (Google per i dispositivi con Android, Apple per i dispositivi con IOS); questi soggetti abbinano nelle loro basi dati ogni utente con ogni app che installa; e non mi risulta che siano passibili di sanzioni in caso di utilizzo di questi dati per i loro interessi. E' vero che su questo c'e' poca informazione, al punto che molti difensori della privacy usano (credo per ignoranza) le app per trattare dati importanti (conti bancari, ecc.), ma questo tipo d'ignoranza non e' ammissibile per organi dello stato. C'e' poi una forte dubbio sulla funzionalita' pratica di un'app per il tracciamento dei contatti. Ad esempio, si e' valutato con quale sensibilita' (distanza e tempo di permanenza) deve essere regolata la rilevazione del contatto ? e si e' valutato se i canali di rilevazione presenti nei telefonini (GPS e BlueTooth) hanno prestazioni sufficienti, e sufficientemente stabili per assicurare dati attendibili ? L'impressione e' che si stia facendo un'analisi approssimativa che portera' a un grande spreco unitile di risorse.
      • toninoc Rispondi
        Molto istruttive le Sue spiegazioni e la ringrazio. Aggiungono informazioni ai profani del settore. Sappiamo però che l'app. non si scarica obbligatoriamente ma, senza che nessuno, neanche il Min. della salute possa obiettare alcunchè a chi non la vuole scaricare, non ci sono sanzioni o ripercussioni di nessun genere. La spesa sarebbe ingiustificata se i cittadini che la scaricno sono pochi, cosa che personalmente non auspico. Se come spero l'adesione sarà importante, la spesa sarà ampiamente giustificata dai risultati in termini di "medicina preventiva a vantaggio di tutta la collettività". Anche in occasioni di tante elezioni politiche o referendum ricorre in tanti l'opinione che siano spese inutili ma a mio modestissimo avviso la Democrazia non ha prezzo.... così come la salute pubblica collettiva.