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  1. Antonio Carbone Rispondi
    Si parla ad un certo punto di "ex contagiati (riconosciuti o meno) che godono del vantaggio di non essere più contagiabili e popolazione ancora immune." Usare "popolazione ancora esposta" invece che "immune" eviterebbe fraintendimenti, ma è il fatto che viene già data per assodata l'esistenza di persone "non più contagiabili" a essere fuorviante. Finora gli esperti hanno parlato di un virus ancora instabile (che pertanto non dà immunità stabile) e del fatto che, proprio essendo un virus nuovo, non si hanno ancora dati certi sull'immunità indotta dall'essere stati esposti ad esso. Anche da qui deriva l'importanza dei test giustamente evidenziata nell'articolo. Assodato che non possiamo ancora contare sull'immunità, prima di riaprire bisogna fare almeno le principali cose suggerite dall'Oms: Mettere in sicurezza le strutture sanitarie (ancora da organizzare). Tracciare e interrompere la catena di trasmissione del virus (ancora da organizzare). Stabilire regole di prevenzione anche per i luoghi privati. (Idem) Gestire il rischio del possibile ritorno di casi importati e più in generale dei contagi da soggetti asintomatici. (Idem)
  2. Fabrizio Fabi Rispondi
    Cerchiamo di entrare nel merito. Le bardature corporative e l'immane apparato pubblico e parastatale devono assolutamente essere tagliati, se no, abbiamo già chiuso Insomma, indispensbile una massiccia dose di liberismo ( a cominciare dalle professioni), per sbrigliare la creatività; temperato da un reddito univerale di sussistenza (meglio ancora; da forniture dirette di pane, latte, vedura, ecc.). Lo Stato, in attesa dell'arrivo di un vero superstato europeo sul modello USA, dovrebbe concentarsi su pochi compiti essenziali. Molto difficile, purtroppo, rilanciare scuola e università con l'attuale classe docente, generalmente conservatrice, di modesto valore organizzativo e aliena dal rigore valutativo e rischi conseguenti. E poi, taglio drastico delle imposte sul reddito (mantenendo una certa progressività; no flat tax), sostituendo parte del gettito perso con imposte patrimoniali a carattere stabile (a cominciare da un netto aggravamento dell'IMU, da ripristinare urgentemente anche sulla prima casa) e da tassazione forte dei carichi inquinanti, per evitare che ll nuovo libersmo produca danni ambientali.
  3. Andrea Malan Rispondi
    Buongiorno, condivido la sua affermazione secondo cui "le risorse usate oggi dovranno pur esser restituite". Dubito però che, anche con le riforme da lei ipotizzate, basti un aumento del tasso di crescita a sostenere un servizio del debito che aumenterà considerevolmente per i prossimi anni. Non crede che sia inevitabile una qualche forma di imposizione straordinaria - patrimoniale o sui redditi elevati? Tale provvedimento contribuirebbe anche a ridurre le diseguaglianze economiche, già elevate prima e che aumentano con la crisi