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  1. bob Rispondi
    Lei fa paragoni sulla cultura di due Paesi diversi. Non solo. Anche la cultura stessa ha una valenza diversa almeno da come la espone Lei. Parliamo della Francia, con alto tasso di scolarizzazione ( almeno nei grandi centri) rispetto all' Italia dove oltre un livello culturale mediocre in alcune zone ci sono ancora tassi di analfabetismo paurosi. Per cui un conto la cultura che tende a migliorare un "terreno culturale" già esistente, già presente e consolidato (Francia) . Un conto la cultura da " non è mai troppo tardi" di Manzi ( Italia). Aldilà di pandemia, crisi finanziarie etc questo Paese ha una paurosa voragine un buco nero che si chiama : cultura! Molto , molto pericoloso!
    • Valentina Montalto Rispondi
      Gentile bob, "purtroppo" mi trovo molto d'accordo. La struttura francese del comparto culturale e la sua risposta alla crisi sono il risultato di un percorso molto lungo, costruito nel tempo. Nessuna improvvisazione. La (ben diversa) risposta italiana e' sintomo di problemi molto piu' profondi. La comparazione, secondo me, dovrebbe sempre servire a interrogarsi, per capire cosa e come fare meglio, seppur in contesti diversi.
  2. Lorenzo Rispondi
    Prima con "la cultura non si mangiava" [citazione attribuita a Tremonti in risposta a Bondi]. Sarebbe il caso di evitare il prima (wiki: Bondi, attraverso lo scultore Pietro Cascella, che stava lavorando ad Arcore per la cappella funeraria di Villa Berlusconi, nel 1994 conosce Silvio Berlusconi, che gli affida dapprima la direzione del Dipartimento beni culturali del Centro studi di Forza Italia. Successivamente Bondi viene incaricato di curare la corrispondenza personale di Berlusconi, di cui diviene in breve tempo segretario particolare e collaboratore fidato, tanto da ricevere il compito, in occasione della campagna elettorale del 2001, di coordinare la stesura di Una storia italiana, un libro fotografico sulla vita pubblica e privata di Berlusconi spedito, come mezzo di propaganda elettorale in vista delle successive elezioni, a tutte le famiglie italiane) e pensare al dopo.