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  1. Michele Lalla Rispondi
    Articolo molto puntuale. Solo un dettaglio, il tasso di femminilità diventa maggiore di 1 intorno ai 40 anni. In tutte le classi dopo i 40 anni, le donne sono sempre di piú. Lo stile di vita fuori del lavoro è molto diverso tra i due generi, per il rischio di infettarsi. E la mia domanda diventa: «Se l'uomo si infetta, non finisce per infettare anche la donna?». La risposta a questa domanda influenza gli esiti che si osservano nelle classi sopra i 50 anni.
  2. Emilio Roncoroni Rispondi
    Articolo intrigante che sollecita una riflessione sulla ripartizione dei lavori tra i sessi. Sembrerebbe di capire che le donne siano maggiormente occupate in lavori ad alto contatto interpersonale.
  3. fabrizio bernardi Rispondi
    Grazie dell'articolo. La tesi mi sembra molto interessante. C'e' un dato che sembra pero' in contraddirla. Le donne sono meno suscettibili al contagio anche nella classe di eta' 70-79, quando la differenza nel tasso di occupazione maschile e femminile si riduce notevolmente. Come si spiega quindi il vantaggio per le donne nell'evitare il contagio ad un'eta' in cui le differenze nell'occupazione sono minime? Inoltre, probabilmente il dato sui contagiati riflette, almeno in parte, solo i casi che hanno sviluppato sintomi gravi. Gli uomini contagiati hanno nella maggior parte dei casi compagne e mogli che apparentemente non si sono contagiate o, più probabilmente, sono state asintomatiche. In altre parole, nelle fasce di eta' in cui il vantaggio delle donne nell'evitare il contagio e' maggiore, uomini e donne generalmente vivono o hanno relazioni di coppia. Se un uomo si contagia perché e' più esposto al virus a causa della sua occupazione, e' molto probabile che contagi anche la sua compagna o moglie. Le differenze nel rischio di contagio per genere dovrebbero quindi tendere a 0 nella misura in cui uomini e donne convivono o hanno relazioni di coppia. Ferma restando l'importanza di capire le disuguaglianze nel rischio di contagio, mi sembra cruciale cercare di spiegare le disuguaglianze di genere nel rischio di sviluppare forme sintomatiche e gravi di Covid-19.
  4. Antogio Rispondi
    Grazie per l'articolo, molto interessante. Spero lo legga la dottoressa Capua che, tra le tante informazioni corrette che ci offre quotidianamente, compie secondo me uno sbaglio ipotizzando che le donne debbano tornare prima al lavoro.