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  1. bob Rispondi
    Dov’è la responsabilità della Cina. Qui: https://formiche.net/2020/04/rai-cina-italia-aiuti/
  2. Giulio Terzi di Sant'Agata Rispondi
    La Cina di Xi Jinping sta purtroppo dimostrando ,anzichè il senso di responsabilità che imporrebbe il ruolo globale cui ambisce, crescente e arrogante disprezzo per Trattati che ha ratificato: es. UNCLOS,appropriandosi del MardellaCina; Convenzioni su Diritti Umani,FORB,Minoranze,con crimini in Xinjiang,Tibet. E ora con gravi violazioni a regole OMS,Convenzioni ratificate per lotta a pandemie, clausole WTO.Autorevole HJS_org di Londra ha pubblicato importante Rapporto che precisa responsabilità legali Pechino e danni sinora reclamabili: oltre i 6,5 trilioni $. Con azioni a CIG,Corti Arbitrali,WTO.Al Congresso USA sta rafforzandosi posizione in questo senso, con Lindsay Graham,Tom Cotton, Marco Rubio e altri .Anche nostri parlamentari e non solo dell'opposizione stanno reagendo .Eccettuati ovviamente i M5S che sono "blindati" a favore della totale sottomissione dell'Italia al PCC.D'altronde è proprio il termine usato pochi giorni fa dal Sottosegretario Scalfarotto.
    • bob Rispondi
      ambasciatore il problema purtroppo è stato a monte. Un Paese che per oltre 70 anni era blindato e non si sapeva ( o forse si sapeva fin troppo) cosa facesse, soprattutto nelle zone rurali interne, doveva essere monitorato attentamente prima di farlo entrare nel WTO. La Storia insegna che nel contatto tra un sistema "ordinato" e un sistema " barbaro-anarchico" il primo soccombe sempre
      • Felice Rispondi
        D'altra parte, ho comunque l'impressione che se nel sistema "ordinato" si intuisce che si possano acquisire quote di proprietà del complesso alimentare-industriale del sistema "barbaro-anarchico" in grado di fornire confortanti profitti, si chiuda un occhio. E magari si chiudano tutti e due quando si conoscono le metodologie produttive esistenti (doputto non mi direte che se fossimo al posto degli investitori, a fronte di importanti investimenti, non vogliate sapere come si produca). Infine, ritengo superfluo richiamare il concetto di esternalità negativa e quanto sia pervasivo nel nostro amato pianeta Terra.. grazie.
  3. Marco Pascucci Rispondi
    Sono assolutamente d'accordo con le conclusioni dell'autrice di questo articolo. Ma non solo: al di là di voler mascherare inizialmente il focolaio epidemico per ragioni puramente politiche, rimane il fatto che l'epidemia è nata da uno di questi famosi "wet markets" indegni di un paese civile. La Cina potrà anche essere una potenza industriale ed economica, ma se oltre ad avere comportamenti poco trasparenti dal punto di vista dell'informazione ha anche standard igienico-sanitari da terzo mondo forse noi tutti abbiamo qualche problema con loro. Qualcuno avrà mai il coraggio di presentare loro il conto dei danni?