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  1. Alice Rispondi
    Per quale motivo manca un pacchetto di politiche coordinate e coerenti?
  2. Henri Schmit Rispondi
    Mi domando quale sia il valore dell’affermazione centrale: “Un blocco simultaneo a livello continentale (o almeno a livello di Ue) è quindi l’unica opzione possibile? Nel breve termine sì.” Dipende dalla data dell’asserzione. Oggi significa sostanzialmente che bisognerebbe costringere i Paesi Bassi e la Svezia ad allinearsi alle politiche adottate dagli altri. Il 22 febbraio avrebbe avuto un significato più ampio: prendendo atto della presenza evidente del virus in Europa, casualmente in Italia, tutti avrebbero dovuto reagire di concerto. Ho provato a lanciare questo messaggio ai miei contatti transalpini. Nessuno ha capito fino a quando apparirono i primi focolai nazionali. La Francia non rinviava nemmeno le elezioni municipali. Ma una volta imparata la lezione sulla propria pelle, tutti hanno preso le misure chi si imponevano, nel limite dei mezzi disponibili. Non solo. Si aiutano a vicenda senza egoismi nazionali: centinaia di pazienti francesi sono stati trasferiti in Germania, Lussemburgo, Svizzera e Austria. Le lamentele più sentite di mancato coordinamento europeo sono italiane. Per assurdo si tratta del paese che non è nemmeno in grado di coordinare la gestione dell’epidemia a livello nazionale come le continue e vane accuse reciproche fra autorità nazionali e governo regionali testimoniano. Prima di criticare l’assenza dell’UE nella lotta all’epidemia in corso, studierei cause e rimedi della scoordinata gestione italiana dell'epidemia e sanità in generale.
    • Raffaello Colosimo Rispondi
      Mi ha sorpreso questa risposta. Si sostiene che non si possa criticare l'assenza dell'UE perché la propria gestione è stata "scoordinata". Come dire a un moribondo di non lamentarsi se lo Stato non gli garantisce la minima assistenza perché il suo stile di vita dissoluto è stata la causa del suo malanno.
      • Henri Schmit Rispondi
        Deve precisare che cosa intende con assenza europea e tener conto dei dati sulla quantità di materiale arrivato da paesi europei, loro stessi in difficoltà, bisognosi di materiale che spesso non producono più, con strutture sanitarie sotto-attrezzate (Francia) o gravemente carenti (Spagna). Solo la Germania ha letti con respiratori a sufficienza (faz.net/aktuell ... 16708166: 20.000 all'inizio della crisi, ora oltre 30.000, fra poche settimane 40.000; contro 3.000 all'inizio, ora oltre 4.000? con un'obiettivo di 6.000 in Italia e all'inizio 5.000, 7.000 il 23/03 e un obiettivo di 14.500 in Francia). I pazienti gravi che sono trasportati a centinaia in Germania (e dalla Francia pure in Sizzera, Lussemburgo e Austria) illustrano che la solidarietà in Europa funziona perfettamente, anche al di fuori dei trattati. Potrebbe estendere il concetto della mancanza di coordinamento al discorso degli euro-bond, ma renderebbe il suo argomento ancora più debole. Quello che non funziona è l'Italia, in particolare nella sanità (e il difetto è di origine POLITICA!), ma poi anche negli altri campi di competenza nazionale, come la fiscalità, la spesa e gli investimenti pubblici, la gestione del debito) e soprattutto il discorso pubblico in un paese sempre pronto a dare le colpe delle proprie incapacità a terzi. Nonostante la polemica devastante fra stato nazionale e poteri regionali, alla fine tutti, DX e SX, popolo e élite, sono d'accordo a dare le colpe al capro espiatorio di sempre, l'UE
        • Raffaello Colosimo Rispondi
          Il dito e la Luna. La solidarietà fatta di respiratori e posti letto riguarda l'emergenza sanitaria. Se si fa due conti potrà verificare che anche senza questi lodevoli interventi da parte di tanti paesi (amici e non amici), i numeri dell'epidemia e dei decessi non sarebbero di molto cambiati. Ma questa epidemia ha messo in ginocchio la nostra economia e serviranno somme enormi per porre rimedio ai danni subiti. La Germania, il paese più ricco della UE, immetterà nella sua economia una quantità enorme di liquidità. L'Italia non potrà fare altrettanto perché il suo debito non glielo consentirà. Se la UE ritiene di non dover intervenire in aiuto di chi sta morendo (l'Italia e la Spagna, non i malati di Covid-19) la UE morirà. Se non lo capisce, temo che cominci già a boccheggiare.
          • Henri Schmit
            Non l'UE ma gli altri paesi europei o dell'euro-zona interverranno per aiutare l'Italia finanziariamente. Vorrei però che lei e le persone lucide capissero che l'Italia dopo un ventennio (con poche eccezioni) di politiche divergenti, spesso demagogiche, chiacchiere vuote per conquistare le poltrone e riempirsi le tasche, cominci a fare la sua parte. a cominciare dalla sanità. Se vuole bene al suo paese e ai giovani rimasti, provi a capire.
      • Henri Schmit Rispondi
        Secondo un articolo pubblicato ieri su The Guardian e firmato Jennifer Rankin, Nathalie Tocci, presidente dell'Istituto Affari Internazionali e ex-consigliera di Enrico Letta, afferma che "France and Germany have donated more masks to Italy than China". Perché la narrativa in Italia ignora questa realtà? A mio parere, bisogna capire e dire la verità per evitare che l'opinione pubblica venga cacciata inesorabilmente nelle braccia della destra populista, nazionalista e anti-europea. Secondo un sondaggio condotto da DIRE dal 12 al 13 marzo e riportato nello stesso articolo di The Guardian 88% degli Italiani pensavano che l'Europa non stia supportando l'Italia nella crisi dell'epidemia e 67% pensano che l'appartenenza all'UE sia svantaggiosa per il paese. Andando avanti così, prima o poi l'Italia raccoglierà quello che sta seminando da quasi 20 anni, l'UE si disintegrerà, ma alcuni stati perfettamente convergenti rifaranno una nuova unione con meno partecipanti molto più efficiente.
        • Alfonso di Trastamara Rispondi
          Perché la narrativa in Italia ignora questa realtà? Credo già conosca la risposata