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  1. stefano landi Rispondi
    grazie del commento. Non so quale sia il trattamento economico riservato agli hotel che si sono offerti di ospitare persone in questa circostanza. Nel caso del terremoto del 2016 ad Amatrice ricordo che le strutture ricettive rimaste agibili furono saturate dagli operatori dei soccorsi, per i quali il Commissario all'emergenza, gli enti e le associazioni di appartenenza pagavano per vitto e alloggio. Gli operatori locali chiamavano questo reddito "il pane del diavolo", ma almeno ha consentito loro di sopravvivere in un momento in cui ogni altra forma di domanda era azzerata. Non mi sento di biasimarli.
  2. Marco De Antoni Ratti Rispondi
    Grazie per l'interessante articolo. Probabilmente, il dato dovrebbe essere nettificato degli introiti derivanti dalla neonata forma di "turismo sanitario", inteso come l'occupazione di alberghi sfitti da parte di contagiati da COVID-19 allontanati dalla famiglie e dimore di residenza per essere posti in uno stato di quarantena. Siamo sicuri che tutti gli albergatori si siano offerti a mero titolo volontario, dati i nuovi poteri di requisizione sulle strutture private nominalmente attribuiti dalla legge in capo alla Protezione Civile? Se è vero che lo Stato ha pagato per anni un quid quotidiano a quanti si facevano carico di ospitare un clandestino, ci chiediamo se non sia realistico ipotizzare l'esistenza di un sussidio statale simili anche per indennizzare quanti "offrono "nobilmente le loro stanze sfitte a tutti i cittadini italiani. Saluti Marco De Antoni Ratti
  3. bob Rispondi
    le statistiche i dati sono come la nitroglicerina molta prudenza nel maneggiarla. Poi esiste l'ottimismo e la comunicazione il primo aiuta a livello psicologico, la comunicazione spesso rovescia la realtà nel bene o nel male. Impatto Covid-19 sul settore Balneare dire NULLO è dato reale al momento ma nella realtà credo che sia il comparto anche viste le dimensioni che sarà il più colpito. Non riesco a credere che tra prenotazioni annullate e imposizioni di non fare assembramenti si possa dire che l'impatto è NULLO . Inoltre non penso che una volta cessato l'allarme la gente per vari motivi ( timore, mancanza di fondi etc) riempie spiagge e litorali in un secondo
    • Nicola Rispondi
      Penso che l'artico intendesse impatto nullo ad oggi.
      • stefano landi Rispondi
        esatto Nicola, grazie per la precisazione. Colgo l'occasione per precisare, e non è questione di lana caprina, che non si può parlare di fatturato "perso" a meno che non si sia provveduto a rimborsi su ricavi già percepiti. Il fatturato si può prevedere e preventivare in bilancio, ma deve sempre essere realizzato. Le aziende, a meno che non abbiano in portafoglio contratti pluriennali, iniziano un anno o una stagione sempre "a base zero".
      • Lucrezia Rispondi
        Vero che marzo pesa il 5% ma viene per la maggioranza delle dopo sei mesi di bassa stagione dove la liquidità va a zero quindi quel 5 % grava molto di più in termini di indebitamento e se parliamo di rischio default per imprese nuove o con margini di guadagno bassi pesa ancora di più. Se poi consideriamo la cancellazione quasi totale delle prenotazioni e una riapertura con un mercato italiano con minor potere di acquisto e una concorrenza altissima di strutture vuote ecco che un marzo e un aprile bloccato possono fare il 100% Fattoria poggio di dante
    • stefano landi Rispondi
      grazie del commento, molto pertinente. La fotografia a fine marzo non poteva che tenere conto dello stato momentaneo della domanda. I fatturati futuri dipendono da molti fattori, ma certamente, al di là degli anticipi, le prestazioni vengono prima erogate e poi pagate. Le politiche di rimborso degli anticipi stessi variano da azienda ad azienda, e a quanto mi consta molte di esse propongono con successo la formula "rinvia ma non cancellare", o offrono voucher spendibili successivamente magari con vantaggi scontistici o di upgrade. A partire da Pasqua la situazione si farà certamente più grave anche per le località balneari, anche se non ritengo che si possa al momento affermare, come alcuni fanno, che la stagione estiva è irrimediabilmente compromessa.