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  1. Carlo Rispondi
    Siamo sicuri che cambierà poco per i lavoratori qualificati? Due considerazioni: 1) se la burocrazia inglese sarà irragionevolmente onerosa, i medici italiani greci etc potranno preferire andare a lavorare in un altro paese europeo. Mariti e mogli di medici europei potranno lavorare qui? E fidanzati e fidanzate non sposate? La burocrazia inglese sa essere kafkiana (vedi lo scandalo Windrush, o i visti negati a scienziati asiatici e africani di cui hanno parlato Financial Times e Guardian. 2) Il visto dovrà essere sponsorizzato dal datore di lavoro? Un lavoratore qualificato potrà cambiare lavoro o dovrà richiedere un altro visto per farlo?
    • Gianni De Fraja Rispondi
      Tutte ottime e precise domande, vedo di rispondere al meglio della mia conoscenza, chi magari sa di più mi contraddirà. Nella mia esperienza la burocrazia inglese è nel complesso ragionevole, ci sono eccezioni, e vengono commessi errori; certo il clima per gli stranieri è peggiorato dopo il referendum. Sul ricongiungimento famigliare la situazione diventa quella di un cittadino americano, e sì i coniugi potranno risiedere, senza lavorare, e lavorare se hanno i requisiti (anche senza, ma con un numero massimo di ore, mi pare). Per le coppie di fatto non so. Ma non si legge che sia un problema, e conosco colleghi il cui partner vive qui, per cui penso ci sia una strada. Secondo le linee guida, l'offerta di lavoro (con le condizioni), dà diritto al visto, e quando si cambia lavoro, purché il nuovo posto di lavoro abbia i requisiti, si mantiene il diritto di lavorare. Ma non sono un avvocato, quindi non ne sarei sicuro.
  2. Leonardo Fava Rispondi
    Salve, articolo interessante ed esaustivo circa l’aspetto lavorativo! Per quanto riguarda le università ad ora i cittadini UE sono equiparati agi inglesi pagando le stesse tasse, ma con la brexit si viene ad essere equiparati ai cittadini extra UE (come indiani e giapponesi)?Pagando quindi tasse davvero molto più alte? Lo chiedo perché questa informazione non riesco a trovarla e mi chiedevo quanto fosse sconveniente per loro (ci penso 3 volte se studiare in uk con i prezzi molto più alti, e credo che valga anche per altri europei) ma al tempo stesso inevitabile vista la loro politica sull’immigrazione ed il senso stesso della brexit! Grazie per chi ha una risposta. Leonardo Fava
    • Gianni De Fraja Rispondi
      Per problemi di spazio non ho parlato degli studenti, che richiederebbero un pezzo a parte. A parte l'Erasmus, che dipenderà da accordi a livello nazionale (da sempre turchi, russi, norvegesi e svizzeri partecipano all'Erasmus), le rette che i cittadini Ue dovranno pagare saranno scelte da ogni università indipendentemente dal vincolo attuale di essere le stesse dei cittadini britannici, salvo accordi internazionali per ora inesistenti. Quindi in teoria un italiano potrebbe pagare meno di un indiano o cinese. Tuttavia questo potrebbe rendere più facile casi legali di discrimnazione. In pratica, molte università già non fanno differenza tra Home e Overseas per corsi post-graduate, e le università che conosco non hanno ancora preso decisioni per quanto riguarda le rette, penso si aspetti una decisione coordinata tra istituzione e dal governo. Il motivo per cui non si trovano informazioni online è perché le decisioni di medio termine non sono ancora state prese.
  3. Giuseppe GB Cattaneo Rispondi
    Più che liberale definirei il provvedimento come social-corporativo. Comunque interessante e furbesco.