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  1. giorgio ponzetto Rispondi
    L'articolo si conclude con l'impegnativa affermazione chel'attuale sistema di coordinamento fra i vari livelli di governo funziona "se ciascuno svolge il proprio compito".Ma proprio qui sta il punto:e se,ipotesi non peregrina, qualcuno dei vari soggetti istituzionali trascura o va oltre i propri compiti, o comunque non si dimostra all'altezza della situazione ?A parte le solite impugnative dei provvedimenti impropri e gli appelli a coordinarsi, il Governo ha i poteri e gli strumenti per intervenire tempestivamente ed efficacemente? Avrei più di un dubbio su cui mi piacerebbe leggere l'opinione degli autori dell'articolo.
  2. Marcello Rispondi
    Il virus è facilissimo da prendere essendo il virus "altamente contagioso", altro che contatto con materiale organico infetto! Bastano le goccioline di pflugge di uno starnuto o di un colpo di tosse. Altra cosa è la letalità del virus, rapporto tra quanti ne uccide e quanti ne infetta. V. Chinese Medical Sciences Journal Published online 2020/2/27: Expert Recommendations for Tracheal Intubation in Critically ill Patientswith Noval Cronavirus Disease 2019
  3. toninoc Rispondi
    Ho avuto l'impressione che parecchi Presidenti di Regione abbiano preso decisioni di eccessiva precauzione più per apparire in Tv che per necessità reale, generando allarmismo e paura supplementare tra i cittadini già preoccupati dalla reale diffusione del virus a livello nazionale. Inoltre anche nelle varie Tv, non si è dato sufficiente risalto al fatto che i la maggior parte dei decessi ha riguardato persone già colpite da altre patologie col sistema immunitario indebolito e prevalentemente anziane. Se si ha paura di divulgare la verità (realtà) bisogna lasciare il compito della comunicazione pubblica a persone preparate a farlo. La stragrande maggioranza dei cittadini non ha paura della verità ma ha paura della difformità delle informazioni che li induce a comportamenti schizofrenici come l'acquisto di numerose ed inutili mascherine.
  4. Henri Schmit Rispondi
    Non sono d’accordo con la valutazione positiva espressa negli ultimi due commi. L’alternativa non è fra accentrare tutto o delegare l’applicazione alle regioni, ma fra chiarire chi decide e si assume la responsabilità nell’incertezza o lasciare regnare l’incertezza. Penso che ci sia 1. un equivoco politico e 2. uno sbilanciamento costituzionale delle competenze fra stato e regioni a favore di queste, in particolare nel settore sanitario, da quando la devolution produsse i suoi effetti nefasti con la revisione federalista della costituzione. La riforma del titolo V fu contestata da poche voci controcorrenti come quella del prof. Italia - nomen omen - dell’università di Milano) e rimpianta pubblicamente ex post come un grave errore dal suo stesso promotore, Massimo D’Alema. Una misura valida della revisione Renzi-Boschi intendeva ripristinare il potere supremo dello stato, almeno in circostanze d’interesse nazionale, ma tale correzione è stata cassata dal popolo sovrano assieme alle riforme meno convincenti. Proprio la crisi sanitaria creata dal Covid-19 sta illustrando l’ ambiguità e l’inefficienza della soluzione attuale che il governo nazionale, particolarmente debole per colpe proprie (scelte politiche e di persone sbagliate) non riesce a superare. L’incertezza relativa ai poteri e alle responsabilità degli uni e degli altri è il virus più pernicioso che sta minando il paese in profondità, e non solo dal 2018!
  5. Savino Rispondi
    Dopo l'emergenza, comunque la politica sarà chiamata a dibattere se restare con le competenze sanitarie ordinarie regionali o tornare a quelle statali. Epidemie a parte, la sanità regionale non funziona, non tutela la salute delle persone come Costituzione comanda, è dispendiosa di risorse, di per sè, limitate, quale quelle dei bilanci regionali, ha creato solo business, moltiplicati 21 volte, su appalti sanitari ed edilizia sanitaria, non garantisce l'uguaglianza formale e sostanziali tra i cittadini.