logo


  1. Henri Schmit Rispondi
    Concordo con l'argomento dell'ultimo comma, già avanzato nel precedente articolo del 17.12.2019: "modifiche della legge processuale penale (ad esempio in materia di nullità, di notificazioni e di impugnazioni) volte ad accorciare i tempi di concreto svolgimento dei processi". Non mi convincono invece altre sottigliezze. Non esiste UNA prescrizione, ma quella del reato e quella della pena. In Italia il gergo giornalistico ha inventato la prescrizione del processo. In teoria si potrebbe pure creare, ma sarebbe la negazione del diritto. In uno stato di diritto la prescrizione del reato è sospesa con il processo. A decorrere dal rinvio a giudizio, direi. Non c'è alcuna ragione di distinguere fra primo e secondo grado, né fra condanna e assoluzione. La sentenza definitiva di condanna fa solo correre un'altra prescrizione, quella della pena. La circostanza che in Italia tanti reati cadono in prescrizione durante la fase investigativa, non è un'anomalia, ma una conseguenza logica dell'istituto: se chi indaga non riesce a raccogliere nei tempi elementi sufficienti per rinviare a giudizio l'indagato che ha ricevuto l'avviso di garanzia, vuol dire che è meglio non celebrare il processo. Se il processo dura troppo, il rimedio non può e non deve essere la (stessa o un 'altra) prescrizione. Il rimedio appropriato è un altro, indicato pure nell'articolo: “quel che occorre sono uomini e mezzi, non norme.” La cosa grave è che da mesi si discute di prescrizione del processo, un'aberrazione.
  2. paolo bosi Rispondi
    Molto interessante. Sarei molto grato all'autore se volesse sviluppare ulteriormente, eventualmente in un secondo articolo, le considerazioni fatte nell'ultimo capoverso dell'articolo dettagliando le proposte di carattere legislativo
  3. Pier Giorgio Visintin Rispondi
    “quel che occorre sono uomini e mezzi, non norme” Dice il Presid. Corte D'Appello di Roma. Guardiamo la cosa dal punto di vista dei possibili imputati, tutti colletti bianchi. Se non si ha personale, mezzi di ogni tipo, perciò anche informatici (specialmente), che cosa succede alla macchina Giustizia? Ovvio che rallenti. Ma aggiungendo altre norme a macchina rallenta ulteriormente. Ovviamente! Ed ecco raggiunto l'obiettivo occulto (neanche troppo occulto).
  4. Maria Laura Rispondi
    È prevista una riduzione dei tempi. Che poi si riesca, è altro discorso. Però forse con la prescrizione dopo la condanna in primo grado si incoraggia il patteggiamento e quindi si alleggerisce il peso.
  5. LUCIANO VIOTTO Rispondi
    Che di prescrizione non se ne possa più è banale dirlo. Il problema non è di oggi: è banale affermare che il nodo si risolve spostando il termine di avvio? Ne parlo con cognizione di causa: sono figlio di un sommerso e non salvato dall'Eternit e sappiamo come sia finita in Cassazione. Prescrizione. Ora perché la 'bestia' non inizia a correre come in altri ordinamenti? Sono meno garantisti? Non credo. Da Giudice popolare in corte d'assise d'appello (gen -apr 2017 a Torino) ho imparato molte cose. Tra le altre che la prescrizione è un alibi troppo forte per essere gestito furbescamente e con la connivenza delle toghe. Nessuno lo ammette che la prescrizione dovrebbe scattare dal rinvio a giudizio. In quante situazioni le prove vengono manipolate per diluire le indagini preliminari? Non sono domande poste a caso. Grazie.