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  1. Henri Schmit Rispondi
    Pur non essendo esperto di politiche territoriali capisco che il divario N-S è un fattore della mancanza di competitività e della bassa crescita dell’intero paese. A mio parere non bastano “gli sviluppatori” (figure ambigue, agenti privati a carico dello stato, una categoria in cui il paese eccella) di singoli progetti, né una fiscalità agevolata rispetto al resto del paese (creerebbe nuovo sottosviluppo altrove). La priorità della politica per il sud deve essere lo sviluppo delle infrastrutture, autostrade, linee ferroviarie Bolzano-Palermo e Torino-Lecce/Taranto), forse anche porti e aeroporti (che ci sono già, e il cablaggio. Il criterio non può essere quello del project finance (redditività dell’investimento), ma lo stato si deve assumere rischio e spesa e scommettere sul sud. L’UE non potrebbe che affiancare. Ma dov’è il piano strategico? C’è qualcuno che ci crede davvero? Servirebbero poi piani regolatori severi per l’insediamento degli impianti industriali, commerciali e soprattutto di servizi che spunterebbero come dei funghi ma che non devono compromettere i pregi naturali, urbanistici e architettonici esistenti, fondamentali per lo sviluppo turistico ... e economico.
  2. Antonio Aquino Rispondi
    Il principale problema del Mezzogiorno é la forte carenza di competitività evidenziata sia dal bassissimo tasso di occupazione, in particolare nelle produzioni a mercato non esclusivamente locale, nonostante una politica fiscale fortemente espansiva consentita da trasferimenti dalle regioni del Nord dell'ordine del 15-16% del PIL del Mezzogiorno, sia dal disavanzo negli scambi con l'esterno di merci e servizi pure dell'ordine del 15-16 per cento del PIL del Mezzogiorno. Non sarebbe bene allora utilizzare una parte significativa delle risorse disponibili per forti e persistenti sgravi fiscali e contributivi, così da abbassare fino al livello di equilibrio competitivo il costo del lavoro nelle attività produttive a mercato non esclusivamente locale, così come farebbe qualsiasi paese politicamente indipendente?
    • marco sacchi Rispondi
      Un film gia’ visto, sono d’accordo. Il rilancio dell’Italia e in particolare del sud puo’ avvenire secondo me solo attraverso il rilancio del Turismo. Serve quindi un piano strategico nazionale specifico per il Turismo che dia priorita’ agli interventi (grandi o piccoli che siano) i cui benefici ricadano innanzitutto in questa industria. Sarebbe fondamentale rivedere i vincoli decennali posti dalle varie soprintendenze del pesaggio su immobili che ormai sono divenuti strutturalmente instabili, inutilizzabili e invendibili sul mercato attuale. Se questo non verra’ fatto, una larga quantita’ di questi beni avra’ il destino opposto di quello cercato istituendo questi vincoli protettivi. In parallelo, servirebbe una serie di incentivi per attirare investimenti di catene alberghiere (preferibilimente internazionali). Considerando la scarsa interazione tra governo centrale e amministrazioni locali e per ovviare alla eventuale impreparazione dei sindaci dal punto di vista del turismo, sarebbe opportuno istituire un ‘corso per sindaci’ in modo che essi abbiano almeno un’infarinatura riguardante questa industria. Questo sarebbe utile, in particolare, per la larga parte degli 8.000 sindaci che si trovano ad amministrare, spesso part-time, i piccoli comuni italiani.