logo


  1. David Donato Rispondi
    questo paper é molto molto scarso, perché con la visione parziale e solo dal lato di una schema studiato a tavolino, e tiene conto solo dell'effetto dal lato occupazionale, ma dal lato dell'apprendista. Egli infatti si trova a dover lavorare molti più anni di uno "normalmente" occupato per ottenere una pensione ragionevole che gli consenta di (soprav)vivere.
  2. David Rispondi
    questo paper é molto molto scarso, perché con la visione parziale e solo dal lato di una schema studiato a tavolino, e tiene conto solo dell'effetto dal lato occupazionale, ma dal lato dell'apprendista. Egli infatti si trova a dover lavorare molti più anni di uno "normalmente" occupato per ottenere una pensione ragionevole che gli consenta di (soprav)vivere.
  3. Paolo Bertuletti Rispondi
    Buongiorno, segnalo che il link allo studio condotto dalle autrici richiamato nel testo dell'articolo non funziona. È possibile inserirlo? Grazie.
  4. Tommaso Rispondi
    Per esperienza personale e da ex tesista della materia, credo che quanto sopra centri in pieno la questione. Vorrei porre però l'attenzione proprio sul discorso della formazione che viene garantita a noi apprendisti: escludendo alcune regione (Lombardia, ndr) che non finanziando corsi di apprendistato e quindi "tecnicamente" le aziende potrebbero definirsi escluse dall'obbligo formativo (salvo intelligentemente paghino di tasca loro i corsi, evitando infrazioni e disconoscimenti) quelle che invece finanziano degli entri privati per tenere tali corsi (Lazio ecc), quali sono i temi trattati? Oltre a corsi fittizi di alcuni enti (attestati per 15 soggetti, ma in classe eravamo in 2) su cosa vertono? Io da impiegato mi sono trovato ad assistere a lezioni sulla sicurezza nei cantieri edili...per carità interessantissimo, ma TOTALMENTE inutile al mio lavoro.