logo


  1. Silvio Rispondi
    Concordo con Serlio totalmente. Tanta ideologia e mancanza di riconoscimento del ruolo sociale ed economico dei tanti privati che affittano con regolare contratto registrato. Sono capitali e risparmio investiti in settori dove lo stato ha fatto poco e male. la cosa principale e' assicurare la restituzione Dell' immobile in pochi mesi in caso di mancato pagamento. È non scaricare sul privato, sulle famiglie, assistenza e in molti caso la furberia di molti . È per la IMU almeno equipararla alla prima casa, visto che la si affitta e per uso primario e non la si tiene a disposizione per uso personale. Io sto pensando di vendere, anche se non è il momento, e mettere i risparmi in altre forme non così penalizzate.
  2. Vincesko Rispondi
    Noi stiamo vivendo una crisi economica epocale che sarà dura e lunga, una vera guerra economica che richiede interventi sia ordinari che straordinari, appunto da economia di guerra.Tali interventi, per evitare la rivolta sociale e per ragioni di equità dettati dalla nostra Costituzione, devono riguardare la crescita economica ed il welfare.Il reperimento delle risorse deve avvenire non per una sola via, ma attraverso un mix di misure che includano il patrimonio.Con risorse rivenienti necessariamente ANCHE da un’imposta patrimoniale si potrà finanziare: a) la crescita economica e l’occupazione, in particolare femminile e giovanile; b) ammortizzatori sociali universali e c) provvidenze per la casa (è la casa che fa la differenza tra la sostenibilità economica con un reddito anche minimo e la povertà).Negli ultimi 20 anni, si sono costruiti, a causa del predominio degli immobiliaristi e dei costruttori, 1/10 di alloggi pubblici rispetto agli altri Paesi europei più evoluti; una casa ad affitto sociale (vale a dire 100-150 € al mese) può invece fare la differenza tra una esistenza difficile ma economicamente sostenibile e la povertà; occorre perciò varare un Piano Nazionale Pluriennale di Edilizia Residenziale Pubblica di Qualità (almeno 25.000 alloggi all’anno). I soldi vanno presi dai ricchi, gli unici che ora li hanno.
  3. serlio Rispondi
    non occorre molto per rilanciare il mercato dell'affitto, solamente una politica chiara in tale senso. 1°: eliminare l'IMU, che diventa un ulteriore costo a carico dei proprietari che cercheranno di rifarsi con un affitto più alto 2° eliminare le squallide imposte di registro annuali; il contratto è poliennale e quindi basta una sola registrazione 3° reintrodurre la cedolare secca 4° e fondamentale punto, mettere i proprietari in condizione di rientrare in possesso velocemente (1-2 mesi) dell'immobile quando non viene pagato l'affitto e basta considerare i proprietari di casa dei soggetti che surrogano lo stato assistenziale. Non è difficile, in effetti è impossibile, stante la enorme spesa pubblica che è più sacra ed inviolabile della costituzione e la marcata ideologia contro la proprietà privata che sta da tempo subentrando in questo paese ormai prossimo al socialismo reale.
  4. Ermione D'Annunzio Rispondi
    L'affitto non risolve la questione perché non garantisce che l'inquilina,l'inquilino ,non si trovi fuori per motivi che neanche un contratto d'affitto garantisce che non vengano addotti.Il che significa per le persone inquiline non potere programmare impegni di studio,di lavoro,di relazioni sociali con sicurezza.
  5. marco Rispondi
    Per una volta tanto mi sento di dar ragione in parte ai partiti politici - In uno Stato disastrato che rischia il fallimento la priorità da risolvere è un'altra...Dove trovare le risorse da investire per rilanciare l'economia? Che senso ha fare un piano case dettagliato se non ci sono i soldi per comperare la carta igienica nelle scuole e la benzina per le volanti della polizia? Se anche si volesse puntare corettamente sull'innovazione e sul risparmio energetico, che si ripaga da solo, sarebbe sempre auspicabile avere una cifra iniziale da investire per rendere più efficaci gli incentivi e attivare il sistema delle ESCO- la tendenza invece adesso è quella di indebolire gli incentivi senza migliorare la didattica e la diffusione delle possibilità che offrono....Penso che lo Stato dovrebbe dar vita a un massiccio piano di ristrutturazione del patrimonio edile secondo i rpincipi dell'antisismica e del risparmio energetico e che per fare questo dovrebbe ritornare alla sua sovranità monetaria e poter spendere a deficit sul modello di quanto fatto dal Giappone dopo il maremoto.
  6. Luigi Calabrone Rispondi
    L'Italia è il paese d'Europa dove l'affitto è meno diffuso, con conseguenze negative sulla mobilità per lavoro e sulla possibilità per i giovani di rendersi autonomi dalla famiglia d'origine, eccetera. Gli italiani del dopoguerra sono stati costretti a divenire proprietari di case in misura percentualmente abnorme dalla politica demagogica che ha considerato i "padroni di casa" non come persone che offrono, a pagamento, un servizio, ma come dei delinquenti sociali, da reprimere. A ciò si è aggiunto il disservizio - voluto - del servizio della giustizia, che non permette ai proprietari di rientrare tempestivamente in possesso della casa affittata, al termine dell'affitto, o per morosità. Se fossimo un paese governato con razionalità, si dovrebbe svoltare pagina ed incoraggiare la crescita di uno stock di case da offrirre in affitto, in condizioni ragionevoli per entrambe la parti (affittante/affittuario).