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  1. Michele Rispondi
    Le autostrade sono un monopolio naturale. Ogni gestione privata finirà nella Regulatory capture. Ai tempi della privatizzazione nessuno voleva investirvi a causa del Regulatory risk. Poi sappiamo come è andata: concessioni secretate per anni, diventate pubbliche solo dopo il crollo di Genova. La nullità delle vecchie concessioni è evidente. Sarebbe come se un lavoratore dipendente licenziato per giusta causa reclamasse gli stipendi fino alle pensione. Nazionalizzare tutte le concessioni autostradali con zero indennizzi è questione di giustizia
  2. Eugenio Rispondi
    Purtroppo gli articoli sulle autostrade sono sempre più mistificatori su questa rivista, qui si inizia parlando di autostrade, poi al momento di parlare dei fondi a disposizione per la manutenzione si riportano i dati relativi alle strade statali, che sono in diminuzione dal 2008. Parliamo di autostrade o di strade statali? Perché le autostrade dal 2008 non hanno affatto avuto fondi in diminuzione, hanno incrementato di continuo i pedaggi che già allora erano i più alti d’Europa, quindi i soldi li avevano, come si fa a presentare come analisi seria una mistificazione del genere? In più i morti non sono iniziati con il ponte Morandi, Atlantia aveva già falciato 2 vite facendo cadere il cavalcavia su A14, era chiaro a tutti che non stavano facendo il loro dovere, accelerando la fine della vita di queste infrastrutture che sono dei contribuenti, quindi chi se ne frega...
    • SR-71 Rispondi
      Non dimentichiamo i 40 morti precipitati col bus da un viadotto della A16, per via delle barriere difettose. Li' Autostrade e' gia' stata condannata in primo grado.
  3. Piero Rispondi
    Per entrare nell'euro abbiamo svenduto le autostrade per un tozzo di pane. Chi le gestì quelle privatizzazioni ? Ed ora con tutti gli Azzecca Garbugli gli pagheremo pure i danni sul lucro cessante. Pacta sunt servanda. Ed in più ci restituiscono una rete la cui manutenzione è peggiorata rispetto a quando era dell'Iri clientelare statale. E dietro le AutoStrade magari ci saran pure dei Prestiti Bancari / Obbligazionari da Rimborsare messi a rischio (BankItalia che dice ?). Quancuno potrebbe sospettare che i Controllori delle Concessioni siano da sempre Captive dei Controllati, forse lo intuisce pure un bambino. E se davvero gliele levassero la concessione allora i Prenditori Privati Internazionali non vengono più in Italia a Prendere. Il tira e molla finirà così: si terranno la concessione (finita l'ondata emotiva), ma nvece di aver un ExtraProfitto 100 avran solo ExtraProfitto 50. Poverini. Cordialità Piero
  4. serlio Rispondi
    Manca sempre uno dei due attori, nelle analisi fatte, lo Stato. Come mai nessuno parla del ruolo (negativo) avuto in tutta la vicenda? come mai i dipendenti pubblici non hanno controllato ciò che faceva il concessionario? chi è stato quel genio che ha stilato un contratto tanto vantaggioso per il concessionario da doverlo secretare per anni? Come mai c'è sempre tanta omertà nei confronti di coloro che dovrebbero fare gli interessi degli italiani e invece fanno altro?
  5. francesco De antoni Rispondi
    leggere articolo al seguente indirizzo http://www.politicaprima.com/2018/08/quel-pasticciaccio-di-via-nibby.html per capire chi ci ha guadagnato. la regolamentazione deve essere semplice e stabilire i criteri di revoca nel caso non siano rispettate le condizioni del contratto. SE autostrade ha fatto investimenti nel passato ha anche avuto i profitti quindi di cosa si parla. Negli altri paesi la revoca sarebbe stata immediata con richiesta danni.