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  1. lucilio cogato Rispondi
    Se l'addizionale IRPEF servisse solo a pagare il Servizio sanitario regionale la diatriba avrebbe avuto una sua utilità per confrontare l'efficienza con cui le due regioni spendono i soldi dei contribuienti. Ma, se non sbaglio, con l'addizionale e con la fiscalità regionale in genere si pagano anche altre cose. Ad esempio i servizi ferroviari locali: per i quali in Emilia si è speso molto e raddoppiato i passeggeri mentre il Veneto magari si è speso meno. Quindi gli emiliani saranno un po' più tassati dei veneti ma magari hanno anche servizi migliori in campo extrasanitario.
  2. Giorgio Boz Rispondi
    Come si fa a dire che la dichiarazione sul'addizionale all'Irpef è un falso? Il Veneto è costretto a pagare per legge l'Irpef "minima", ma a differenza dell'Emilia non l'ha maggiorata. Quindi in Veneto si paga meno Irpef che in Emilia. L'affermazione è un VERO o, comunque, un Parzialmente Vero.
    • Amegighi Rispondi
      Non giriamo intorno con le parole. Pagare vuol dire tirare fuori i soldi. O meglio: "tirar fora i schei" No me par che ghe voja sta gran mente per capìr...... Se si paga meno che....è un altro discorso. Legga bene: si paga (cioè si paga o se tira fora i schei) meno (se tira fora i schei, ma manco....).
  3. Pino Rispondi
    Una piccola imprecisione, l'affermazione che "anche Valle d’Aosta, Sicilia, .....hanno deciso di applicare l’aliquota unica e di non maggiorarla", non è vera. La Sicilia per anni ha aumentato l'aliquota.
  4. Carla Strappazzon Rispondi
    da Veneta pago IRPEF x la Sanità, non lo trovo scandaloso, scandaloso è diminuire i servizi, con trasferimenti maggiorati da parte dello Stato, con diminuzioni di personale. per logica con + soldi e meno spese non si dovrebbero chiudere e depotenziare ospedali periferici e PRIVATIZZARE la Sanità come di fatto sta accadendo in prov. di Belluno. Provincia MONTANA.
  5. Edo Pradelli Rispondi
    I dati 2019per lEmilia Romagna, riportati nell'articolo, sono errati. Aliquota Fascia di applicazione 1.33 fino a 15000.00 euro 1.93 oltre 15000 e fino a 28000 euro 2.03 oltre 28000 e fino a 55000 euro 2.23 oltre 55000 e fino a 75000 euro 2.33 oltre 75000.00 euro
    • Greta Ardito Rispondi
      Gentilissimo, nell'articolo ho riportato solo l'aliquota del primo scaglione (1,33 fino a 15mila euro) e l'aliquota dell'ultimo scaglione (2,33 oltre 75mila euro) e sono le stesse che ha indicato lei. Il passaggio è questo: "Diverso l’assetto fiscale dell’Emilia-Romagna che ha scelto di mantenere la struttura progressiva a scaglioni prevista per l’Irpef e di applicare aliquote crescenti: da 1,33 per cento per i redditi sotto i 15 mila euro (quindi 0,10 punti sopra l’aliquota di base) a 2,33 per cento per quelli sopra i 75mila, per finanziare interventi addizionali nel campo socio-sanitario". Ho omesso quelle centrali per esigenze di spazio, ma ho inserito il link al sito del ministero delle Finanze per chi volesse approfondire.
  6. Claudio Benini Rispondi
    Per completezza di informazione bisognerebbe anche analizzare la media delle aliquote IRPEF Comunali in quanto, da quello che mi risulta, diminuendo i trasferimenti dalla regione sulle materie cofinanziate i Comuni hanno fatto ricorso ad aliquote IRPEF più alte rispetto a E.R. In buona sostanza la pressione fiscale LOCALE è sovrapponibile.
  7. Emanuele Bracco Rispondi
    Mah, a me l'affermazione sull'addizionale irpef sembra vera. A fare i pignoli si può dire che il Veneto/Zaia ha il livello minimo legale di addizionale, mentre l'ER ha deciso di alzare sopra il livello minimo. Se guardiamo alle policy scelte dalle regioni il Veneto ha (la parte di) addizionale decisa dal Pres della Regione a 0, mentre l'ER ce l'ha positiva e progressiva. L'affermazione sulla sanità invece è vera (o quanto meno non falsa), salvo il fatto che questi indici hanno un ovvio intervallo di confidenza, ma l'indice è più alto. Se facciamo il fact-checking in modo prevenuto verso i truci finisce che gli elettori dei truci non crederanno mai più a noi.
    • Giacomo Gerani Rispondi
      Emanuele, la regione ha la facolta' di aumentare fino al 2.1% o DIMINUIRE l'aliquota regionale "le Regioni ordinarie le quali possono aumentare o diminuire l’aliquota base". La sua affermazione riguardo l'esistenza di un minimo legale e' quindi falsa. Fonte: https://www.finanze.it/opencms/it/fiscalita-regionale-e-locale/addizionale-regionale-allirpef/disciplina-del-tributo/ Conclusione: Il Veneto non ha diminuito l'addizionale regionale, pur avendone facolta', quindi i veneti la pagano ancora, quindi l'affermazione che non c'e' addizionale IRPEF regionale e' falsa. Riguardo alla sanita', non posso fare il calcolo ma dubito ci sia differenza statisticamente significativa tra i due dati. Quindi se il fact-checking e' fatto da una persona che ha fatto l'esame di Statistica I all'universita', come possibilmente lei abbia fatto, sa che c'e' differenza tra 2 dati che sono significativamente differenti e due che non lo sono. Mi sembra un fact-checking corretto.
    • roberto bacenetti Rispondi
      Come si possa sostenere che l'affermazione "I veneti non pagano l’ addizionale Irpef" sia vera quando in effetti la pagano è veramente incredibile
    • Mahmoud Rispondi
      Concordo in parte, se dico che 222 è superiore a 221 dico il VERO. Il totale ed assoluto VERO, poiché 222 è superiore a 221 e basta, non c'è un intervallo, una forbice parzialmente sovrapponibile, posso sostenerlo senza minimamente errare, a meno che non dica che è MOLTO piuttosto che POCO superiore, cosa che mi pare non sia stata detta. Per altro che la sanità fosse storicamente migliore in ER ed il Veneto abbia gradualmente recuperato fino a superarla proprio nel corso dell'ultimo mandato regionale aggrava la questione. Rispetto alla addizionale regionale però è FALSO che in Veneto non si paghi. Si paga. Si paga meno che in ER ma si paga. Dunque l'affermazione è quantomeno NON VERA se non del tutto FALSA. Che sia più bassa (VERO) o al minimo (comunque non vero, dato che potrebbe essere ulteriormente abbassata) è differente dal dire che non esista.
    • Amegighi Rispondi
      Senta, a me che in Veneto si paghi meno o di più può anche interessare poco. Che non si paghi mi pare affermazione quantomeno strana, come dire che bianco è nero o viceversa. O Lei non legge le tasse che paga. Quanto poi a questo pseudo discorso che di qua o di là si paghi di più o di meno, forse converrebbe iniziare a ragionarci sopra con meno foga e più concretezza (cioè leggendo e calcolando). Piccolo esempio: 1979 mio padre subì un infarto (a 54 anni). Ricovero in Ospedale e degenza di 21 giorni (terapia acuta+fase stazionaria di riposo+fase di recupero). 2020 mamma di 90 anni: stessa patologia, 5 giorni di degenza (terapia acuta+recupero della stazionarietà) e quindi dimissioni. Domanda: chi paga l'infermiere che deve seguirla costantemente a casa (come richiesto alle dimissioni) ? Chi, nel caso voglia farlo io, mi paga per il lavoro perso seguendo la mamma ? Chi paga la terapia di recupero se questa deve essere posticipata ? Chi paga il portare la persona nel luogo della terapia di recupero ? Chi paga, di nuovo, il parente per il lavoro perso portando alla terapia di recupero la mamma ? Piccola conclusione: riducendo di 16 giorni la degenza (anche se hai 90 anni) ovviamente risparmi e fai vedere alla gente che lo fai non facendogli pagare tasse. ma il "servizio" prevede tante altre cose che tu non dai, o, se le dai, le dai sempre con un costo che prima non c'era. E, mio caro Emanuele, nel Veneto questi si chiamano "schei".....Ma nessuno lo dice perchè, altrimenti.....