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  1. Michele Rispondi
    "Sulla cittadinanza l’Italia ha le regole più restrittive dell’Europa occidentale." Lei è sicuro di questa affermazione? Ha fonti da esperti nelle normative d'immigrazione europea? È sicuro della situazione in Francia, Spagna e paesi nordici? Grazie per l'eventuale risposta, perchè altrimenti si tratta semplicemente di un'affermazione poco veritiera.
    • Maurizio Ambrosini Rispondi
      Certo, nella maggior parte dei paesi UE bastano 5 anni (Francia, UK, Olanda, Svezia, Belgio...); in Germania sono 8 oppure 7 a determinate condizioni
  2. Mahmoud Rispondi
    Mattarella NON ha nemmeno vagamente accennato al non lasciar "aspettare risorse fuori dalla porta", ha detto "di cui già disponiamo". Ed in termini estremamente vaghi. Sulla questione cittadinanza fondamentalmente i punti sono due, un "combinato disposto" qualcuno lo definirebbe: da un lato è possibile con altre forme di soggiorno regolare diverse dalla cittadinanza rimanere senza problemi e parificati in maniera sostanziale sul territorio italiano per i cittadini stranieri (che, ricordiamolo, sono cittadini di un'altra nazione, mica apolidi, altrimenti i requisiti dei 10 anni eccetera non valgono nemmeno in Italia). Dall'altro solo con la cittadinanza diventa davvero difficile espellere la persona che si macchia di reati gravi o in generale si scopra in futuro rappresenti una minaccia per l'ordine pubblico (e di rimando tutti i suoi familiari non cittadini italiani ma già presenti sul territorio della Repubblica). Dal suddetto "combinato disposto" si evince che non vi sarebbe alcuna utilità per chi già possiede cittadinanza di differente Stato sovrano ad ottenere quella italiana se non l'inespellibilità in seguito a crimini. Cosa ne deduciamo? Forse che sarebbe consigliabile anche per le altre nazioni più lassiste (per una volta!) adeguarsi ed inasprire lo shopping delle cittadinanze, prima di avere il terrorista in casa che essendo ormai formalmente cittadino non può essere allontanato con la forza pubblica una volta scontata la pena.
    • Henri Schmit Rispondi
      Non mi ero reso conto che da straniero sono espellibile. Sono quasi tentato, ci devo pensare... Ma quante str...ate si possono scrivere qua, anonimamente, impunemente!
  3. Giuseppe GB Cattaneo Rispondi
    Personalmente sarei favorevole al divieto della doppia cittadinanza.
    • Henri Schmit Rispondi
      Si. Questo è un vero problema. Ha trasformato uno statuto di adesione politica in uno statuto fattuale. Se la naturalizzazione fosse facile e veloce (un regime agevolato fra paesi membri dell’UE), non ci sarebbe più ragione per doppie cittadinanze. Il colmo dell’assurdità è però il diritto di voto di coloro che hanno la cittadinanza senza mai aver avuto la residenza, figli di emigrati, di solito con doppia cittadinanza. Basterebbe lasciare il diritto di voto nella loro circoscrizione di origine ai non residenti per dieci o venti anni, volendo a vita. Bisogna abolire le circoscrizioni estere, subito. La doppia cittadinanza permette di votare alle politiche in due paesi! Pensando solo all’UE governata dai governi e quindi parlamenti nazionali il doppio voto alle politiche è inaccettabile, ma ovunque tollerato.
    • Maurizio Ambrosini Rispondi
      La doppia cittadinanza è ammessa o almeno tollerata in più di 100 paesi del mondo, con l'Europa in prima fila. Credo che molti governi abbiano scelto di attenersi al principio "Non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te". Non credo che saremmo contenti se agli oltre 5 italiani residenti fuori dall'Italia, spesso dotati di doppia cittadinanza, venisse imposto di sceglierne una sola.
  4. Mauro Cappuzzo Rispondi
    "Trasformiamo la cittadinanza legale in una più avanzata cittadinanza sostanziale." Perché? Chi o cosa ci obbliga ? Motivi umanitari? Etici ? Economici ?
    • Maurizio Ambrosini Rispondi
      Cerco di spiegarmi meglio: queste persone sono già cittadine, possono votare e usufruire dei vari servizi alla pari degli altri cittadini. Preferiamo che se ne stiano in qualche ghetto, oppure che siano informati di ciò che succede nel paese, si interessino dei problemi del quartiere e della scuola dei figli, partecipino ai sindacati, facciano volontariato, entrino nelle varie associazioni? Vogliamo che si integrino oppuire no? La risposta dunque è: il nostro interesse a vivere in una società più coesa e solidale
  5. PURICELLI BRUNO Rispondi
    Il popolo potrebbe anche mutare opinione insistendo con il solito refrain ma bisognerebbe anche aggiungere che con la cittadinanza si acquisiscono più diritti per ricongiungimenti di persone che hanno differenti tradizioni e più difficilmente integrabili per un livello culturale addirittura più inferiore al nostro attuale. La nostra società, anziché favorire l'inserimento di elementi complessivamente più problematici con l'aggravarsi del sistema Italia, dovrebbe occuparsi maggiormente di come far rinascere nei nostri figli l'amore per il lavoro e per ulteriore studio: Anche se culturalmente meno preparati dei coetanei di altri paesi, conoscendo usi, costumi, tradizioni e pubblica amministrazione meglio di una straniero cui si deve insegnare la lingua corrisponderebbero mille volte meglio alla società di cui fanno parte! Occorrerebbe cambiare paradigma e sospendere per un congruo periodo la ventata di ottimismo verso la rendita di bontà e tolleranza in una società in cui a tutti, ma proprio a tutti piace vivere bene con buon welfare e non con solo con buoni propositi. Se occorre che nostro figlio lavori dalle 6 alle 14 bisognerà predisporlo anziché commuoverci e comprenderlo. Come fare ? Questo è un Vs problema, il problema dell'intellighenzia... altrimenti che intellighenzia sarebbe? Comunque rispetto le osservazioni anche se le ritengo anticipate riguardo le nostre risorse e l'attuale classe politica italiana. Buon Lavoro
  6. serlio Rispondi
    proprio oggi leggevo del sindaco di Asti che ha giustamente negato la cittadinanza a chi non conosceva la lingua italiana. requisito d'altronde minimo per vivere e lavorare in questo paese e peraltro previsto dalla normativa vigente. d'altronde qualunque cosa che non costa non vale niente, e la cittadinanza non è un diritto che hanno acquisito sbarcando illegalmente in questo paese.
    • Maurizio Ambrosini Rispondi
      Il requisito della conosecnza della lingua italiana per ottenere la cittadinanza, e il ministero degli interni lo deve accertare. Se il sindaco di Asti ha introdotto dei requisiti aggiuntivi a quelli di legge temo abbia commesso una forzatura. Non è vero invece che i 5,3 milioni di immigrati siano "sbarcati illegalmente": la maggioranza sono europei, 1,1 milioni sono nati qui; gli sbarcati sono una piccola minoranza, e se arrivano per asilo non si può accusarli di essere entrati illegalmente.
  7. Henri Schmit Rispondi
    Sono pienamente d'accordo. Serve una riforma radicale, razionale, coraggiosa, senza slogan. Il regime italiano delle naturalizzazioni è vergognoso, incivile. Sono in Italia da oltre 30 anni, sposato con un'Italiana, le mie due figlie hanno (automaticamente) la doppia cittadinanza. Per avere la cittadinanza dovrei seguire una procedura che "dura quattro, ma meglio contare cinque, anni" (responsabile della prefettura di Milano). Nel mio paese di origine (dove gli stranieri sono la metà della popolazione residente!) uno straniero nella mia situazione può optare attraverso una procedura automatica per la cittadinanza. Gli altri (stranieri non sposati con uno che ha la cittadinanza) devono rispettare poche condizioni chiare e semplici (https://guichet.public.lu/en/citoyens/citoyennete/nationalite-luxembourgeoise/acquisition-recouvrement/naturalisation.html), in particolare cinque anni di residenza, di cui solo gli ultimi 12 mesi continui, e possono chiedere di essere naturalizzati; la risposta per legge arriva entro 8 mesi (!!! By ministerial order, the Minister of Justice will grant or reject naturalisation within a period of 8 months from submission of the naturalisation application). Visto gli ostacoli burocratici creati ad arte che si sommano alle condizioni di sostanza (in parte discutibili) ho deciso PER ORGOGLIO di rinunciare alla cittadinanza italiana. Il sito guichet.public.lu, con un bel albero logico, potrebbe insegnare al legislatore italiano come fare.
  8. Giacomo Rispondi
    Le regole saranno anche difficili, ma i numeri sono più alti che in altri paesi. Perché? https://www.eunews.it/2019/07/24/cittadinanza-europea-italia/119544
    • Maurizio Ambrosini Rispondi
      In Italia i numeri sono stati abbastanza alti negli anni scorsi (ma non si preoccupi,. sono in calo....) perché sono giunti ad acquisire l'anzianità necessaria molti stranieri arrivati tra gli anni '90 e i primi 2.000