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  1. giuseppe Rispondi
    Ho sempre a modello il modo come fu scritta la nostra Costituzione, aulico e semplice che potevano capirla, nonostante non semplice da scriverla così. Molti cercano di inventare complicate leggi regionali. Non sarebbe utile che tali forze fossero rivolte alla semplicità della comprensione ?tantopiu' che non comprendere il mecanismo puo' condurre a sbagliare completamente il voto .
  2. Giuseppe Rispondi
    Ma la governabilità si ottiene con invenzioni di ingegneria istituzionale come una legge elettorale che puo' essere approvata solo in palese conflitto di interessi? Pensavo che una buona legge sui partiti sarebbe piu' eficacie, ma anche questa, chi la approva ? Per questi argomenti ci vorrebbe un secondo potere legislativo .
  3. Henri Schmit Rispondi
    Rispondo ai 4 commenti. Non propongo UNA soluzione, ma la LOGICA di varie soluzioni modulabili rispettose dei principi della democrazia liberale; non stratagemmi per predeterminare l’esito, ma condizioni valide per tutti i sistemi, uninominale compreso (penultima frase). I vantaggi sono semplicità, libera scelta degli elettori, responsabilità degli eletti. Non è poco. La tabella 1 è compressa, non sta nemmeno nella pagina. Vi evidenzio i vizi più clamorosi, non quelli che ritengo i più gravi, cioè l’assenza di preferenza personale, presupposto del libero mandato. Non penso che i referendum degli anni 90 siano stati univoci. Preferibile alle leggi precedenti e successive, il Mattarellum aveva pur sempre 1/4 di nominati. Il gerrymandering non è un difetto di sistema, ma un abuso evitabile. Doppio turno e alternative vote sono, anche per me, superiori al FPTP. Penso tuttavia che nel 2011 i Britannici abbiano preferito, per sano intuito, la certezza che funziona alle migliorie con conseguenze imprevedibili. In pieno accordo con Sartori, politologo, penso INOLTRE ai DIRITTI individuali, condizione imprescindibile della legittimità della rappresentanza, scrupolosamente rispettati in UK, F, IRL, CH, LX e SF, paesi con sistemi SEMPLICI che conosco bene, che guarda caso funzionano bene e di cui l’Italia farebbe bene ispirarsi. Non in UK, ma in Italia non si vuole comprendere. Gran parte dei miei argomenti si trovano in https://www.Legitech.lu/product/reformer-systeme-electoral/?
  4. Enzo Rispondi
    La consulta boccio' il ballottaggio "nazionale" (tipo presidenziali francesi) non un eventuale ballottaggio di collegi , presente nel sistema francese ma non nell'italicum. Per quanto riguarda il maggioritario credo che il suo fallimento in italia sia stato causato dalla competizione tra "listoni" e non tra partiti. In pratica gli italiani votava col maggioritario ma il giorno dopo le elezioni s coprivano la nascita di gruppi o neopartiti mai sentiti ma spuntati dopo le elezioni.
  5. Carlo Rispondi
    L'autore non spiega pro e contro dei vari sistemi. Chi non vuole recuperare l'ottimo "ingegneria costituzionale comparata" di Sartori in biblioteca dovrebbe almeno sapere degli effetti altamente distorsivi del maggioritario puro, che può convertire una piccolissima maggioranza relativa in una schiacciante maggioranza assoluta, e che è soggetto al cosiddetto "gerrymandering" (che altro non è che il paradosso di Simpson - cercatelo); e dei vantaggi del voto alternativo all'australiana https://www.youtube.com/watch?v=wA3_t-08Vr0 bocciato in UK nel 2011, da elettori che probabilmente nemmeno l'avevano capito.
  6. Michelangelo Rispondi
    Buongiorno Dott. Schmit, Credo che la Tabella 1 contenga un paio di imprecisioni: - le parti dell'Italicum che furono dichiarate illegittime dalla Consulta sono il ballottaggio e la possibilita' di pluricandidatura per i capilista. Al contrario, il premio di maggioranza in se' venne ritenuto legittimo poiche' associato ad una ragionevole soglia di attribuzione (il 40%); - il Rosatellum e' composto da un 63% di quota proporzionale e un 37% di maggioritario. Riguardo invece al tema trattato, penso che il parlamento dovrebbe semplicemente attuare quello che l'opinione pubblica ha chiaramente chiesto con i referendum dei primi anni '90, ovvero l'introduzione di un sistema maggioritario. Il Mattarellum andava parzialmente in quella direzione e col tempo sarebbe stato opportuno trasformarlo in un maggioritario puro. Al contrario, la maggioranza di centro-dx nel 2005 si arrogo' il diritto di stravolgere la legge elettorale in maniera unilaterale, gettando le basi del caos sul sistema elettorale che ancora oggi persiste.
  7. Savino Rispondi
    Mattarellum (non a caso, visto l'autore) subito, per un giusto equilibrio tra governabilità, rappresentanza ed ogni possibile diritto di tribuna.
  8. Enzo Rispondi
    Questo proposto sarebbe un'ottima soluzione, considerando anche l'evoluzione politica di questi anni. Tuttavia, considerando che i legislatori hanno in maggior conto gli equilibri partitici di altro, propenderanno per lo sbarramento nazionale col recupero dei resti, in modo da evitare incubi a qualche singolo capopartitino e poter gestire meglio le candidature anche dopo le elezioni.