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  1. Loro Francesco Rispondi
    Una domanda potrebbe essere come mai non ci sia un mercato. La risposta comprende molti fattori tra cui: minore costo della discarica (che rimane sempre la soluzione più economica al netto di tassazione specifica la cd. "gate fee") e poi una totale opposizione popolare che induce (a torto) a ritenere che il recupero termico sia una catastrofe, ignorando che il pet-coke usato nei cementifici è assolutamente comparabile a livello di emissioni (vedi AITEC- http://www.leap.polimi.it/leap/it/news-leap/impiego-dei-combustibili-alternativi-nellindustria-del-cemento.html). In merito al PCI del CSS questo è normato dalla EN 15359 che prevede 5 classi (https://www.arpa.veneto.it/arpav/pagine-generiche/allegati-pagine-generiche/relazioni-convegno-css-2013/ARPAV%20Convegno%20CSS%202013%20CICERI.pdf). La composizione del CSS, dal punto di vista merceologico, è prevalentemente da plastiche, legno, carta e tessuti ovvero carbonio. Sulla sindrome NIMBY applicata al CSS vedere il caso del cementificio di Monselice (PD). Il CSS non porta alla decarbonatazione dell'economia ma ad una riduzione dell'uso dei combustibili fossili analogamente al biogas ed ad un razionale uso frazione non riciclabile del rifiuto (urbano e speciale) ed un minore uso della discarica, nella quale vengono stoccate solo le ceneri leggere. (riduzione in volume del 90% rispetto al rifiuto).
    • Andrea Ballabio Rispondi
      Scaricando il lavoro integrale dal link presente nell'articolo, può trovare una disamina completa del perché questa risorsa non trova ancora un mercato. Sinteticamente, i fattori sono molteplici. Domanda e offerta faticano ad incontrarsi per problematiche sia di natura tecnica che burocratico-amministrativa. L'auspicio è che lo stato delle cose possa davvero cambiare, offrendo una soluzione alternativa e green al conferimento in discarica e all'utilizzo dei combustibili fossili
  2. Antonio Adami Rispondi
    Eg. Signori avete scritto un articolo che è una emerita stupidaggine. Io sono un ingegnere che ha costruito tutta la sua vita professionale centrali termoelettriche ed il problema dei combustibili da utilizzare l’ho ben presente è conosciuto. Nel ns universo possiamo bruciare solo ed esclusivamente carbonio (sto parlando di elemento chimico carbonio C ) in tutte le sue forme: legna,gas,olio combustibile,diamanti (costoso ma fattibile) ecc ma solo carbonio.Per ottenere la stessa quantità di energia dobbiamo bruciare la stessa quantità di carbonio elementare contenuto nel tipo di combustibile utilizzato.Per Vs conoscenza, visto che lo ignorate, se brucio olio combustibile con potere calorifico ( pci ) di 9600 iCal/kg o gas metano con pci di 8300 kcal/ m3 o combustibile css come lo chiamate voi, la quantità di carbonio elementare che brucio è la stessa è la quantità di anidride carbonica emessa in atmosfera è la stessa.Le energie alternative sono energie che possono affiancare le energie prodotte dalla combustione del carbonio ma non sostituirle. Parlare di decarbonatazione della produzione di energia e’ pura ignoranza del problema fisico/chimico di trasformazione della energia. L’ unico modo di produrre energia in modo continuativo senza utilizzare il carbonio e conseguente emissione di anidride carbonica CO2 è l’utilizzo del nucleare con altri problemi di difficile comprensione. Consiglio gli autori ad informarsi in maniera più approfondita prima di scrivere stupidaggini .
    • Giuseppe Colombi Rispondi
      Beh, il commento è un po' fortino, ma contiene anche delle verità almeno parziali. Bruciare vuol dire sempre combinare del C con ossigeno e fare CO2, e questo vale anche per i rifiuti . Nel bruciare i rifiuti però ci sono altri "problemini" come metalli pesanti (nanoparticelle) e possibile formazione di diossine ed altre schifezze. Poi le ceneri non sono prive di altre problematiche, destinarle alla discarica forse non è il massimo. Ma mandare queste cose direttamente in discarica è anche peggio. A problema non banale, soluzione non banale, complessa e sfaccettata. Formule semplici non ce ne sono, mi pare. Anch'io sono ingegnere, chimico.
    • Autori Rispondi
      Caro Adami, la ringraziamo del suo commento, pur non condividendone toni e argomenti. Ci preme segnalarle che la grande prevalenza delle emissioni evitate sono quelle che originano dallo smaltimento in discarica dei rifiuti. Ci risulta ad ogni modo documentata in letteratura anche una efficienza nella combustione del CSS al pet coke. Siamo consapevoli della difficoltà di sintetizzare un ragionamento complesso in poco spazio. Se crede utile può approfondire scaricando il Paper integrale a questo link https://www.refricerche.it/it/laboratorio-spl-futuro/contributi-di-analisi/ Gli autori
    • Antonino Pergolizzi Rispondi
      Eg. Signore, la invito a rileggersi l'articolo, con calma e senza fretta, tanto è scritto semplice ed è breve. Si parla di uno dei tanti modi per decarbonizzare l'economia (non la produzione energetica), che in questo caso prevede di trasformare scarti da destinare in discarica (con i relativi costi socio-ambientali) con un combustibile (non più rifiuto) in sostituzione di fonti fossili (così da evitare i relativi costi di estrazione-trasporto-raffinazione, etc.); si parla di incrociare la chiusura del ciclo dei rifiuti (vera emergenza nazionale) con la produzione di clinker, cioè fare quello che fanno tranquillamente in altri paesi. Non abbiamo parlato di produzione di energia da rifiuti ma di tasso di sostituzione di combustibili fossili con CSS per fini produttivi, così come stabilisce la normativa, avendo bene in mente le dinamiche di life cycle assesment (materia/energia). Non è, appunto, un problema solo chimico/fisico ma di governace, di sistema, di policy di lungo respiro. Perchè mandare in discarica cioè che può essere valorizzato riducendo la dipendenza estera? Semplicemente, le abbiamo indicato la luna e Lei ha visto il dito. PS. la invito, per le prossime occasioni, a usare toni più consoni a un dibattito civile e di rispettare, sempre, le idee altrui. Gli stupidi, di solito, assomigliano agli arroganti, puzzano di saccenza e scrivono in maniera sgrammaticata, facendo pure a gara per farsi riconoscere: non rischi di essere uno di loro.
    • Andrea Ballabio Rispondi
      Buon giorno, il problema del PCI non lo ignoriamo affatto, anzi. Abbiamo assunto un tasso di sostituzione del PCI tra combustibili fossili e CSS EoW pari a 1,5, un dato comparabile con quello di studi autorevoli in materia e basato su valori industriali reali. Abbiamo altresì considerato un fattore di conversione per quantificare le tonnellate di rifiuti necessarie a produrre il CSS EoW. Produzione, questa, che consente un minor ricorso alla discarica, evitando consistenti emissioni nocive di metano dei rifiuti ivi conferiti. Il tutto, ottenendo validazione e approvazione dai principali stakeholder nel settore.
      • Marcello Rispondi
        @Andrea Ballabio: l'ammontare di emissioni di metano (potenzialmente) risparmiate e' calcolato in base alla frazione di rifiuti utilizzabili per la combustione, oppure in media sulla totalita' dei rifiuti presenti in discarica? Mi viene strano pensare che rifiuti adatti alla combustione (e.g. legno, plastiche, etc.) possano creare molte emissioni di metano da fermentazione batterica anaerobica
        • Andrea Ballabio Rispondi
          I calcoli sulle emissioni di metano potenzialmente evitate sono stati effettuati partendo dal seguente documento dell'ISPRA (http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/serie-storiche-emissioni/national-inventory-report/view) che riporta la serie storica delle emissioni di metano da discarica, applicando poi opportuni coefficienti di conversione. Le emissioni riflettono la composizione merceologica dei rifiuti smaltiti.