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  1. Alberto Rispondi
    La tesi alla base di questo articolo sarebbe che data la tassazione delle bibite zuccherate, i consumatori sostituirebbero tali bibite con merendine zuccherate dal momento che queste non sono tassate ma hanno comunque tanto zucchero. Questa tesi oltre a non aver senso dal punto di vista logico perché i due beni non sono beni perfetti sostituti, ma sono due classi di prodotto completamente diverse( chi è che vede una coca cola che costa 10 cents di più e arriva alla conclusione di sostituirla con un Kinder merendero?!) e non è suffragata da nessun dato ne studio precedente. Quindi tutta l impalcatura dell articolo è molto debole mi sembra, peccato perché era un articolo molto interessante.
  2. Giuseppe GB Cattaneo Rispondi
    Osservazione corretta. Il legislatore italiano non sa quello che fa. Ricordate la tassa di 2 centesimi sui sacchetti della spesa voluta da Matteo Renzi?
  3. Michele Lalla Rispondi
    Se si sta a quanto ha scritto, "non incentiva i consumatori a sostituire le bevande ad alto contenuto di zucchero con alimenti a basso contenuto ..., ma ... a sostituire il bene tassato con uno non tassato", occorre concludere che il produttore di bibite zuccherato smette di produrle? (... tanto meglio, forse) Non cercherò di mantenere la quota di mercato e, quindi adeguerà costi e prodotto? Perché non dice cosa è successo nei diversi paesi che l'hanno introdotta? (un altro articolo su Lavoce.info l'ha già fatto). Anche quei paesi l'hanno fatto solo per fare cassa? Questa frase a dispregio dello Stato che cerca entrate, è fastidiosa e sa di "Piove governo ladro!". Un economista non dovrebbe arrivarci. Certo, mi pare di avere sentito il Ministro affermare che l'incasso serve al suo ministero. Bene: cassa, ma la tassa avrebbe anche uno scopo secondario presumibilmente benefico, ammesso che i produttori e i consumatori agiscano con coerenza ... Le parole sono pietre.
  4. Jerome Rispondi
    Nota puntuale : temo che la nozione di "internalità negative" crei confusione. Esternalità ha un senso chiaro, chiamare internalità quello che non è un'esternalità, ma un effetto sui consumatori stessi (anche forse di cui non hanno chiara conoscenza) mi sembra sia un'acrobazia di linguaggio. Per il resto, speriamo si monitori la misura per migliorare il sistema.