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  1. Henri Schmit Rispondi
    Non esiste né uno stile giornalistico né un formato corporate inglesi. Ma modelli come The Economist e The Guardian, molto diversi fra di loro, fanno giustamente sognare. L'illusione che potrebbe creare l'articolo è sia una questione di stile (mi fa pensare al famoso style guide dell'Economist) o di neutralità del giornalismo. Assolutamente no; è una questione di contenuto, di fede a certi valori che nel caso The Economist i trustees devono garantire. La prima di queste regole è di ammettere i conflitti d'interesse, di rendere trasparenti le fonti di finanziamento, onde evitare la manipolazione. Quando qualcuno argomenta, bisogna sempre chiedere: chi paga per permetterti di parlare, di scrivere? Non è una questione di neutralità (non prendere posizione), ma di principi, di obiettività e di veridicità (dire cose verificate, coerenti, attinenti alla realtà e conformi a certi valori). Questo lavoro è indispensabile in una democrazia vera (dove contano il consenso e le preferenze degli elettori); si chiama opinione pubblica, che non va misurata (sondaggi, plebisciti), ma formata attraverso un discorso (Habermas) o un dibattito aperto e strutturato, dove l'affermazione ragionata e condivisa di uno che ha studiato un tema vale più di qualcuno che diffonde o segue slogan gratuiti. A prescindere dal modello che Exor deciderà per Gedi, abbiamo Lavoce.info che è un'isola di eccellenza in un mare di confusione, forzature, ignoranza e menzogne al servizio di interessi inconfessabili.
  2. Andrea Rispondi
    L'unica cosa che vorrei sottolineare è come sia erroneo parlare sui generis di giornalismo in stile anglosassone per indicare l'autonomia. Ovvio che in genere vediamo cose meno scandalose dei giornali di opionione, NON di informazione, eterodiretti come vediamo da noi (da una parte la galassia Repubblica che dire faziosa è dire poco, dall'altra la nebulosa di area Berlusconi ... e lasciamo perdere i giudizi... fino ad arrivare al CdS dopo l'avvento di Cairo che tutto sembra oramai fuorché un neutro diffusore di informazioni). Senza tirare in ballo l'ultra liberal NYT e i giornali della Fox, pensiamo a The Economist e alle sue copertine/attacchi molto politici fatti in questi anni