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  1. Guido Gennaccari Rispondi
    Considerando il debito/pil nell’area euro dal 2007, pre-crisi Lheman, emergono delle sconvolgenti verità: 1) L’Italia sale sul podio, dietro Germania e Malta, per crescita percentuale del rapporto 2) Gli aiuti dell’ESM si sono rilevati, ad oggi, fallimentari per Spagna, Grecia e Portogallo mentre hanno determinato un effetto neutro per Cipro e ottenuta una gran bella vittoria per l’Irlanda che però ha rischiato molto. 3) Tutti i paesi che hanno ricevuto aiuti dall’Esm hanno registrato una crescita del debito post 2007 nel range +172,75% <X<+89,81% contro un +32,46% dell’Italia che partiva da valori già molto alti e quindi obbligata alla diligenza e severità nel controllo del rapporto 4) Le somme versate dall’ESM ai singoli paesi sono a leva rispetto al contributo cash che ciascun stato ha versato all’ESM: Spagna 6,30 volte, Grecia 160 volte, Portogallo 39 volte, Irlanda 67 volte e Cipro 62 volte 5) Le scadenze dei rimborsi vanno dal 2027 al 2070, quindi solo tra parecchi anni si potranno tirare le somme definitive, salvo nuovi contributi con allungamento delle scadenze (vedi Grecia) 6) In alcuni casi si sono registrati miglioramenti di alcuni parametri di redditività dei paesi, pur con un rapporto debito pil in crescita e in arretramento solo per Portogallo e Irlanda ma dal 2015, che fanno ben sperare per il lungo periodo: i conti sono sostenibili se il tasso di crescita del pil è costantemente maggiore del tasso medi di indebitamento dello Stato. Ciò consentirebbe un recupero, seppur lento, del pil sul debito per riportare il rapporto su valori sostenibili