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  1. Alessandro Morresi Rispondi
    Possiamo dire che di questi 110 miliardi una buona parte rientra in circolo con i consumi? Non è comunque un buon indotto economico? L'importante è che non vengano blindati in conti esteri o cose simili. Attendo risposte.
  2. Nicola Rispondi
    Il problema risiede nell’impossibilità dei lavoratori dipendenti di “dedurre” le spese sostenute. Come scritto sul corriere che il miglior ispettore delle entrate è il cittadino , solo così si combatte.. a me qualsiasi fattura conviene, e a chi fattura deve stare attento a non sovraffetturare. Il potere d’acquisto dei lavoratori dipendenti si è dimezzato ma i costi dei servizi raddoppiati, come si può innescare una maggiore capacità di spesa dove si vicini al 50% di irpef.
    • Alessandro Santoro Rispondi
      E' già stato più volte matematicamente dimostrato che la deduzione delle spese sostenute può rappresentare uno strumento efficace solo se il cittadino è disposto a rinunciare all'eventuale sconto più conveniente offerto dal fornitore della prestazione.
  3. Aurelio Rispondi
    Non mi è chiaro come il gettito canone rai sia precipitato dal 2016 a 240 milioni. Grazie
    • Alessandro Santoro Rispondi
      No quello non è il gettito, è il tax gap, cioè la parte evasa. E' precipitata perché il canone è stato messo in bolletta e quindi è stato evaso di meno.
  4. Alberto Rispondi
    Sarebbe interessante avere dati comparativi con gli altri paesi e, in Italia, una valutazione delle aree geografiche con maggior percentuale di evasione.
    • Alessandro Santoro Rispondi
      Nessun paese che io sappia pubblica i dati sul tax gap disaggregato con il livello di dettaglio disponibile per l'Italia. L'unico gap confrontabile è quello sull'iva, e i dati si trovano qui https://ec.europa.eu/taxation_customs/business/tax-cooperation-control/vat-gap_en
  5. marco Rispondi
    il problema da sempre inevaso (altro che evasori fiscali) è che bisogna dare una sforbiciata colossale agli sprechi di stato e nell'assistenzialismo. Ma si sa che questo va contro il bacino elettorale PD e M5S che di questo vivono. Lo stesso autore scrive che per la grande (e vera) evasione ci vuole altro. Dal che si evince che si mungono sempre i pesci piccoli invece dei grandi evasori. Io sono un dipendente quindi evado zero, giusto per capirci.
  6. Mario Rispondi
    Mi sembra un po' ottimistico definire il 2015 un anno di svolta, anche considerato il fatto che nel 2016 e nel 2017 il trend è nuovamente aumentato. Confido per il futuro nella fatturazione elettronica e soprattutto nelle iniziative volte a contenere l'uso del contante.
  7. Savino Rispondi
    L'evasione vale tanto, si stima tra i 100 e i 130 miliardi in tutto, e bisogna saper centrare il problema anche sul piano dell'equità e della redistribuzione. Ad oggi, rendite e patrimoni non subiscono nemmeno il solletico. Un ministro politico (e di sinistra) come Gualtieri non può limitarsi a fare il ragioniere su questi aspetti.
    • Carlo Rispondi
      I piccoli risparmiatori e coloro che devono risparmiare perché hanno iniziato a lavorare dopo il 1995 stanno già dando. Ad esempio io ero abituato a comprare i bond della Veneto Banca di cui ho minusvalenze che scadono nel 2019, ora sono passato agli etf ma non possono compensare tali minusvalenze con le cedole ed i guadagni degli etf (è costituzionale tutto ciò?). In pratica invece di pagare il 26 %, tra minusvalenze che perdo quest'anno e imposta di bollo penso di essere arrivato a pagare circa un 35-40% di tasse sulle cedole.