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  1. Carlo Rispondi
    In realtà "scienze sociali" è un ossimoro, perché le discipline così definite non fanno pienamente uso del metodo scientifico galileiano. Ciò è particolarmente vero a proposito dell'economia: quand'è l'ultima volta che avete visto una rivista economica rifiutare un articolo perché non spiega la realtà dei fatti??
  2. Di Fabrizio Aldo Rispondi
    La Teoria dell'Equilibrio che ha condotto verso i modelli DSGE dove la colloca prof. Puglisi? Tale teoria è stata ambiziosa ed ha permesso di uscire dalla logica del reddito creato dalla domanda (keynesiana) e del reddito creato dall'offerta (classica)
    • Piero Ricci Rispondi
      DSGE con preferenze degli agenti economici ( un unico agente rappresentativo), inserite in un contesto dinamico. Modelli con esito negativo di fronte alla crisi mondiale del 2007-2008, a causa di assunzioni troppo semplificatrici. La situazione peggiora quando dai modelli econometrici (con 100 equazioni), si passa ai modelli teorici. Prima del 2008 il settore finanziario non aveva ruolo in questi modelli , tale limite è ora ampiamente riconosciuto. Gli sforzi per utilizzare i DSGE sono sbagliati, perché non affrontano il difetto fondamentale e questo errore è ampiamente ripetuto in tutte le generazioni successive. https://www.linkedin.com/posts/pricci_dsge-dynamic-stochastic-general-equilibrium-activity-6576395866607882240-szsF https://larspsyll.wordpress.com/2018/11/24/dsge-a-scientific-illusion/
  3. Marcomassimo Rispondi
    Ottimo libro ed ottima tematica, però c'è sempre un aspetto fondamentale che gli economisti "tecnici" e "scientifici" tendono a dimenticare e che rendono intrinsecamente impossibile trattare l'economia come fosse la dinamica dei fluidi non newtoniani; si tratta del punto di vista dei rapporti di classe e degli interessi dei vari gruppi sociali che possono essere ovviamente non coincidenti; per esempio quando la UE impone "un determinato grado di disoccupazione" ad ogni paese europeo volto a bloccare l'inflazione e salvaguardare il valore della moneta, è evidente che beneficia soprattutto chi i soldi ce li ha e non chi non li ha; e beneficia i redditi fissi rispetto ai redditi da prestazione d'opera; e maleficia sicuramente le fasce lavorative più marginali e meno qualificate, destinate inesorabilmente a lavori di sottobosco; Idem con patate quando una banca centrale col quantitative easing compra dei titoli non di stato come dovrebbbe fare, ma titoli privati; alzando il valore di titoli privati si fa "assistenza sociale ai ricchi" che sono quelli che i titoli si presume li abbiano; quindi la economia si deve sempre vedere come rimaneggia redditi e patrimoni nei vari casi e quali punti di vista ed interessi privilegia; quindi pragmatismo si, ma per chi?
  4. Henri Schmit Rispondi
    Secondo Kuhn sono le scienze naturali che evolvono per scatti rivoluzionari e cambiamenti di paradigma. L’esempio tipico è Copernico, Galileo, Newton, poi Einstein. Sarebbe interessante indagare sulle scienze esatte e provare a teorizzare l’evoluzione della matematica e della logica diciamo da Russell e Whitehead in avanti. Che cosa pensare delle “scienze” sociali? Bisognerebbe prima distinguere la parte scientifica, logica e matematica, da quella umana e in quest’ultima la parte descrittiva da quella prudenziale (quasi normativa). Servirebbe prima un rivoluzione nella teoria della “scienza” economica per poter applicare i concetti di Kuhn all’evoluzione delle idee, teorie descrittive sorrette da modelli matematici, opinioni e ricette economiche, perché altro non sono. Temo che siano le necessità subite e le priorità scelte che cambiano i paradigmi economici, non rivoluzioni epistemiche.