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  1. Carlo Rispondi
    In realtà "scienze sociali" è un ossimoro, perché le discipline così definite non fanno pienamente uso del metodo scientifico galileiano. Ciò è particolarmente vero a proposito dell'economia: quand'è l'ultima volta che avete visto una rivista economica rifiutare un articolo perché non spiega la realtà dei fatti??
  2. Di Fabrizio Aldo Rispondi
    La Teoria dell'Equilibrio che ha condotto verso i modelli DSGE dove la colloca prof. Puglisi? Tale teoria è stata ambiziosa ed ha permesso di uscire dalla logica del reddito creato dalla domanda (keynesiana) e del reddito creato dall'offerta (classica)
  3. Marcomassimo Rispondi
    Ottimo libro ed ottima tematica, però c'è sempre un aspetto fondamentale che gli economisti "tecnici" e "scientifici" tendono a dimenticare e che rendono intrinsecamente impossibile trattare l'economia come fosse la dinamica dei fluidi non newtoniani; si tratta del punto di vista dei rapporti di classe e degli interessi dei vari gruppi sociali che possono essere ovviamente non coincidenti; per esempio quando la UE impone "un determinato grado di disoccupazione" ad ogni paese europeo volto a bloccare l'inflazione e salvaguardare il valore della moneta, è evidente che beneficia soprattutto chi i soldi ce li ha e non chi non li ha; e beneficia i redditi fissi rispetto ai redditi da prestazione d'opera; e maleficia sicuramente le fasce lavorative più marginali e meno qualificate, destinate inesorabilmente a lavori di sottobosco; Idem con patate quando una banca centrale col quantitative easing compra dei titoli non di stato come dovrebbbe fare, ma titoli privati; alzando il valore di titoli privati si fa "assistenza sociale ai ricchi" che sono quelli che i titoli si presume li abbiano; quindi la economia si deve sempre vedere come rimaneggia redditi e patrimoni nei vari casi e quali punti di vista ed interessi privilegia; quindi pragmatismo si, ma per chi?
  4. Henri Schmit Rispondi
    Secondo Kuhn sono le scienze naturali che evolvono per scatti rivoluzionari e cambiamenti di paradigma. L’esempio tipico è Copernico, Galileo, Newton, poi Einstein. Sarebbe interessante indagare sulle scienze esatte e provare a teorizzare l’evoluzione della matematica e della logica diciamo da Russell e Whitehead in avanti. Che cosa pensare delle “scienze” sociali? Bisognerebbe prima distinguere la parte scientifica, logica e matematica, da quella umana e in quest’ultima la parte descrittiva da quella prudenziale (quasi normativa). Servirebbe prima un rivoluzione nella teoria della “scienza” economica per poter applicare i concetti di Kuhn all’evoluzione delle idee, teorie descrittive sorrette da modelli matematici, opinioni e ricette economiche, perché altro non sono. Temo che siano le necessità subite e le priorità scelte che cambiano i paradigmi economici, non rivoluzioni epistemiche.