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  1. Paolo Rispondi
    dati FALSATI dal FATTO che gran parte dei micro reati NON viene nemmeno più denunziato in quanto irrisolvibili http://www.ilgiornale.it/news/politica/stranieri-sono-meno-noi-commettono-pi-reati-1544991.html
  2. paolo ricci Rispondi
    assolutamente dati FALSATI dal FATTO che gran parte dei reati - spesso anche non violenti - non sono denunciati o che vengono "declassati". invito i signori a stare UNA SETTIMANA a Torino, Milano o altre a scelta invece che in CAMPUS ben "sanitizzati"
  3. Babbocacco Rispondi
    Articolo molto interessante ma credo incompleto. Dovemmo prendere in considerazione ,secondo me, le percentuali di reati commessi da immigrati clandestini cosi come quelle di reati commessi da italiani per poter valutare nella totalità la spesa reale sulla sicurezza locale . Spesa che giustamente fate osservare , viene detratta da altre possibili spese di pubblica utilità e che indirettamente, secondo me, contribuirebbero in parte a far diminuire le prime. Avremmo così un quadro generale delle varie zone del territorio più o meno coinvolte dalla criminalità potendo distoguere quelle in cui quella "autoctona" spinge ed incrementa in un certo qual modo quella immigrata. Da qui una maggiore percezione delle paure che poi vengono cavalcate come sappiamo a scopo elettorale. Grazie e scusatemi se sono stato poco chiaro.
  4. Enzo Rispondi
    Sono dell'avviso che la percezione di insicurezza dev e sintetizzare analisi multifattoriali. Ritengo che quella sui reati non è nemmeno la più rilevante. Incide il cambiamento nelle consuetudini civiche e diverse incisività sul piano dell'economia quotidiana. Spesso molto incisiva nell'ambito dei quartieri urbani di minor prestigio. Osservatorio necessario sul piano multidisciplinare per capire di quale processo di inclusione necessitiamo con reciprocità.
  5. Catullo Rispondi
    Magari i reati non sono commessi da immigrati regolari ma da irregolari ed aggiungo che certi reati ormai non li denuncia nessuno per non perdere tempo. Mi hanno rubato il giubbotto in treno, sono andato a fare denuncia e mi hanno detto di tornare il giorno dopo ovviamente ho lasciato perdere. Non so quanto attendibili siano queste analisi (per me poco) temo che accentuino ancora di più il distacco tra analisti e vita reale.
  6. bruno puricelli Rispondi
    Premetto un articolo: "Lecco, senza motivo picchia due donne nel sottopasso della stazione Un 24enne del Togo ha prima spintonato una 18enne, poi gettato a terra una donna di 56 anni procurandole un lieve trauma cranico. Arrestato per lesioni - Corriere Tv." Ho visionato il filmato da cui si vede nettamente che l'africano, incrociando la seconda donna, scarta a sinistra e poggiando il peso sul piede destro onde sferrare un destro alla mandibola con la massima forza. Il video è chiaro e stigmatizzo la superficialità del cronista che lascia intendere una dinamica non tanto violenta. Ebbene, questo è uno degli esempi dell'effetto del mainstream "buonista" che tende a sminuire tutto ciò che si collega all'immigrazione. Il suo articolo è gradevole e non evidenzia partigianeria salvo che, se consapevolmente, non lega il rallentamento/stop dei reati degli immigrati col fatto che una buona percentuale è stata incarcerata o rispedita fuori e, negli ultimi due anni, sono calati i nuovi arrivi riducendo la facilità di ingaggi in settori delinquenziali. Anche non condividendo il mio punto di vista, sottolineo che il percepito vale quanto la verità se non smentita con effetti contrari evidenti..... e l'evidenza è molto lontana dal poterla dimostrare.
    • Paolo Ottomano Rispondi
      "il percepito vale quanto la verità se non smentita con effetti contrari evidenti..... e l'evidenza è molto lontana dal poterla dimostrare." Altro che Conte Mascetti! Ci si deve intendere sui termini, vocabolario alla mano: la "verità" è qualcosa che puoi dimostrare a suon di dati, il "percepito" può essere più o meno vicino alla realtà ma è comunque provvisorio. Quindi NON vale quanto la verità, come ad esempio la mia opinione profana su un qualsiasi argomento non vale quanto quella più autorevole e documentata di un professionista. Vero è che non esistono statistiche su chi è irregolare, ma non per questo si deve presupporre che delle ricerche vada dubitato "a prescindere".
  7. Renzo ferranti Rispondi
    Buongiorno Professore Mi viene da obiettare che i valori sopra indicati sono relativi immigrati censiti e forse non comprendono gli irregolari che potrebbero cambiare le valutazioni anche in modo significativo. La sicurezza percepita è poi legata ad episodi "plateali", di criminalità spicciola, che si manifestano per strada (risse, bottiglie spaccate, accoltellamenti in quartieri particolari come la zona della stazione Fontivegge di Perugia). A mio modesto avviso questo causa una percezione di insicurezza che potrebbe essere ingiustificata ma forse per questo andrebbe fatto qualcosa in più per rendere vivibili i quartieri colpiti da questi episodi che sono spesso sulle cronache locali e non. Come dire che la Macroeconomia è bella ma noi viviamo spesso nella economia locale e quello influenza la nostra vita. Forse andrebbe distribuito in modo diverso lo sforzo di lotta alla crimilatià, se la spesa è già proporzionale agli eventi. Cordialmente Renzo Ferranti
  8. Savino Rispondi
    Gli italiani hanno paura che gli rubino la cassaforte. Ma, allora, la cassaforte ce l'hanno a casa e ce l'hanno piena.