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  1. Andrea Sabbadini Rispondi
    Gentile Prof. Santoro, la saluto cordialmente avendo avuto il piacere di collaborare con lei nell'ambito della Commissione "Giovannini" sull'evasione fiscale. Nel condividere il suo lucido pensiero, mi permetto di segnalare un fenomeno molto rilevante e non sempre richiamato dagli osservatori, quello delle indebite compensazioni. Le misure normative introdotte negli anni per il contrasto di tale fenomeno (sospensione f24, attestazione intermediario validità del credito) non hanno risolto nulla. Anzi, le compensazioni orizzontali risultano in costante crescita. Perchè il fisco non usa la tecnologia per risolvere questo problema? perchè non si riesce a creare una sistema di blockchain che garantisca in tempo quasi reale la effettiva certificazione del credito da imputare a compensazione da parte dell'amministrazione di competenza. Secondo il mio punto di vista, questa misura può portare ad un recupero di risorse non risibile. Che ne pensa? Andrea Sabbadini
    • Alessandro Santoro Rispondi
      Buongiorno Dott. Sabbadini. Dalle informazioni in mio possesso, le compensazioni si sono ridotte dopo la legge varate nel 2010, ma non sono aggiornato sugli ultimi dati. Certamente le compensazioni orizzontali sono una peculiarità italiana, introdotta nel 1998 per ovviare ai ritardi nei rimborsi dei crediti IVA. Ma sarebbe preferibile ridurre i tempi dei rimborsi e limitare le compensazioni orizzontali.
  2. Massimo Negri Rispondi
    Tornerei alla limitazione dell'uso del contante. Ricordo che il governo Monti aveva fissato un tetto di euro 1.000 per ogni singola transazione. Limite alzato inopinatamente dal governo Renzi a euro 3.000. Io troverei ragionevole fissare il tetto a euro 500 per favorire il più possibile i pagamenti elettronici.
    • Alessandro Santoro Rispondi
      Ribadisco quanto scritto ad altri: la limitazione all'uso del contante è certamente positiva per il contrasto del riciclaggio, mentre ho qualche dubbio in più sull'evasione, perché la tracciabilità delle operazioni di pagamento elettronico esiste in teoria (l'operazione viene registrata nell'anagrafe dei conti correnti) ma molto meno in pratica (l'informazione su quella operazione risulta rilevante solo per quelle poche migliaia di contribuenti coinvolte nella sperimentazione di cui parlo nell'articolo e per quelle soggette ad indagini finanziarie la cui fonte di innesco, però, è diversa).
  3. Roberto Bellei Rispondi
    Io evidenzierei l'importanza dello scontrino elettronico. Al riguardo vorrei avere conferma che l'avvio, previsto per il 1° luglio, dovrebbe partire dal 1° gennaio 2010
    • Alessandro Santoro Rispondi
      confermo per quanto ne so
    • Alessandro Santoro Rispondi
      L'avvio dello scontrino elettronico è previsto dal 1 gennaio 2020 per tutti i contribuenti, ora è previsto solo per quelli con volume d'affari superiore a 400 mila euro annui.
  4. Franco Peta Rispondi
    Mi sembrano giusti e qualificati suggerimenti. Sui pagamenti elettronici ha detto "I pagamenti elettronici, per quanto obbligatori, sono teoricamente tracciabili, ma di fatto non tracciati, perché l’amministrazione finanziaria non ha le informazioni sui singoli pagamenti." Può spiegare meglio questo concetto? Io penso che attivando un percorso graduale (di qualche anno) che porti a diminuire fortemente (fin quasi a farlo scomparire) il ricorso al contante, la lotta all'evasione, alla corruzione e alla mafia incentivata. Ma i pagamenti elettronici, essendo tracciati, perché non possono confluire in un sistema informatico che consenta di verificarne anche i contenuti fiscali? Grazie
    • Alessandro Santoro Rispondi
      Vi sono due aspetti da considerare. In primo luog, l'agenzia delle entrate NON riceve informazioni sulle singole transazioni (quindi sui singoli pagamenti) ma solo sull'ammontare iniziale e finale del conto e sulla giacenza media. Il secondo è che questi dati ad oggi sono utilizzabili per i controlli fiscali (stanti le prescrizioni del garante della privacy) solo per poche centinaia di contribuenti coinvolti nell'apposita sperimentazione. Se non si risolve a monte il nodo della privacy, il pagamento elettronico non aumenta di fatto le capacità dell'Agenzia di intercettare l'evasione.
  5. Savino Rispondi
    Ci sono troppi tesoreggiamenti sterili non leciti e non meritati, a dispetto di una crescita generalizzata che non si compie da oltre 20 anni. Il nero che hanno fatto finora gli italiani ha proporzioni spaventose, così come è pieno di sospetti (Bankitalia docet) l'utilizzo in eccesso di contante. Il danaro che va all'estero il modo clandestino è tantissimo, le casette di sicurezza sono piene all'inverosimile, abbondano lingotti d'oro e diamanti e abbiano nuovi palazzinari, con il mattone che è sempre più bene d'investimento quando i nostri giovani fanno fatica a comprare la casa di abitazione. In questa situazione, la base imponibile non può più essere il flusso proveniente dalla produzione, ma deve essere lo stock di ciò che si possiede, sapendolo giusticare se proviene dal "sudore della fronte", come frignano gli italiani, oppure no.