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  1. bruno puricelli Rispondi
    ... l'aiuto miserevole del generoso Personaggio perchè insufficiente e perchè protrarrebbe l'agonia. Amo ripetere che in natura gli esseri viventi sopravvivevano a danno di altri. Un uomo ma anche una società hanno il diritto di sopravvivere quando non a danno di altri. in questo caso dovremmo sentirci pienamente in diritto di adottare l'azione descritta. A vantaggio persino dell'Europa per i riflessi economici e sociali derivanti
  2. bruno puricelli Rispondi
    segue le 2 mie preceenti osservazioni. Il meccanismo che genererebbe la liquidità opera con una tassazione nominale pari al 10% (quantità arbitraria) del valore patrimoniale privato degli italiani (ma anche del patrimonio immobiliare privato italiano).a garanzia del pagamento futuro a 30 anni di una tassazione IMU straordinaria. Questo fatto dovrebbe poter permettere allo Stato di emettere titoli che denomino TDPII per 50 mlds l'anno per 8 anni. Tale liquidità è patrimonio di "tutti" noi italiani e ci risparmierebbe finanziamenti per 50 mlds/a consentendoci di investire cifre che, diversamente, non sarebbero consentite per il vincolo del 3%. I rsiparmi e le attività aggiuntive derivanti dai 50 mlds ci permetterebbero di raggiungere in 8 anni un livello di auto sostentamento tale da prevedere un gettito aggiuntivo per 50 mlds..... a condizione che non si sfori! Si disporrebbe di risorse a favore delle imprese, dei lavoratori privati innanzitutto e avremmo il necessario per opere pubbliche. Deve passare il messaggio che ci saranno risorse adeguate per chi lavora e per chi studia. L'assistenza non sarà rivolta alle persone sane. La proposta è più ampia e più bella ma senza il contributo di economisti come lei ed alcuni suoi colleghi difficilmente si potrà mettere a punto una proposta convincente per i nostri dirigenti politici che, a tutt'oggi, si sono mostrati reticenti. Io porpongo l'idea su come sfornare liquidità, non può essere considerata una moneta parallela. Eviterei l'
  3. Asterix Rispondi
    Caro Daveri è esattamente l'opposto. La riduzione dello spread non è legato all''uscita del governo dei no euro, bensì dall' ingresso del partito dell'Europa ad ogni costo. I mercati festeggiano il ritorno al governo dell'unico partito italiano che ha fatto scattare l'incremento dell'Iva, che ha ridotto gli investimenti pubblici, che ha accettato le clausole per il rientro dal debito più severe (tranne la Grecia ovvio) anche a costo di deprimere il PIL. Mentre altri Paesi hanno fruito du deviazioni più ampie (francia, spagna, portogallo) questo partito ha sempre rispettato la politica degli avanzi primari anche a costo di ridurre la sanità pubblica, le infrastrutture civili e tecnologichenecessarie allo sviluppo del Paese. Ora in un momento di difficoltà per tutti (Germania in primis) a causa della brexit e dazi usa, che stanno chiudendo i mercari di sbocco per le imprrse UE, quando si allegeriranno i parametri del rigore, l'Italia si presenterà con un Governo docile che accetterà le vecchie regole. Questo consentirà di destinare le risorse europee al salvataggio degli altri Paesi UE (Germania, Francia). I mercati non festeggiano le future politiche di ripresa del PIL italiano, bensì le future misure di austerity che noi adotteremo (patrimoniale o Iva), o peggio, le future cessioni delle poche partecipazioni strategiche in mano ancora al MEF. Adesso hanno al governo il partito più pronto a difendere gli interessi europei, e meno quelli degli italiani, come il voto dimostra.
    • francesco daveri Rispondi
      Sofisticato commento con tante congetture, con i mercati che congiurano e si accordano e la godibilissima congettura su Francia e Germania da salvare a nostre spese. Ha però un difetto, cioè che non passa il test del rasoio di Occam: tra varie spiegazioni alternative, di solito meglio la più semplice.
  4. bruno puricelli Rispondi
    .. dei Minibot sia dei CCF. Recentemente, su Start Magazine, Salerno accenna alla cartolarizzazione del 20-25% del patrimonio privato. La vedo come la confrema della validità della mia proposta che tende a generare circa 1000 mlds in 30 anni praticamente gratis. Attenzione, non è una moneta parallela per via del fatto che: 1- il cespite è congruo, reale e valorizzato; 2- coinvolge praticamente tutti gli italiani che saranno interessati alla circolazione dei titoli ad hoc appositamente emessi; 3-non incidono sul debito affrancandoci dallo spread da subito e per 30 anni. La proposta è legata a doppio filo con la tenuta dei conti ma le risorse ci permetteranno il miglioramento del tessuto culturale, civile, strutturrale del paese
  5. bruno puricelli Rispondi
    Egr. Professore, credo sia un'illusione sperare in una politica economica capace di farci recuperare il terreno perduto in almeno un ventennio di cattive abitudini profuse da tutti i governi. Ora, qualunque richiamo a politiche economiche "corrette" non potrà cavarci d'impaccio perché la coperta è ormai troppo corta. Oltre il limite cruciale. Lo sanno anche i sassi! Molte e diverse sono le cause per le quali può esistere soltanto una disponibilità di risorse che non "pesino" sui parametri. Si potrebbe pensare che la riduzione dello spread sia la panacea ma, stante la situazione generale, io non lo penso. Non lo penso perché il nostro "cavallo" beve più di quanto dovrebbe. Sono arciconvinto che non ce la si può fare..... a meno che si escogiti un escamotage tipo Minibot o CCF CON un doveroso accordo con la UE. in tal caso ci sarebbe un aumento di liquidità monetaria a costo zero per parecchio tempo. Tuttavia penso i partner tedeschi ed olandesi in primis non lo consentirebbero. A noi servirebbe qualcosa di più del risparmio di ulteriori 100 p.b. a noi servirebbe un autentico booster da 30-50 mlds l'anno per almeno 200-400 mlds in 8 anni. Ciò non deve apparire fantascientifico in quanto, mentre lo Stato italiano si indebitava, noi italiani abbiamo risparmiato. Dati ufficiali delle Entrate citano 8-9 mila miliardi, di cui oltre 4000 mlds per il patrimonio immobiliare. Mi è capitato di indicare una possibile via per disporre di liquidità aggiuntiva più reale e più congrua ..segue
  6. Alessandro Pescari Rispondi
    Non vi sono dubbi che il nuovo governo dovrà fare maggiore attenzione ai temi dell'economia. Al di là dei manifesti di questi giorni, occorrono azioni strutturali con una visione del paese per il futuro che metta al centro il sostegno alla produzione (manifattura in primis) e ai redditi da lavoro (di qualsiasi tipo). Per fare ciò - l'esecutivo - non potrà appellarsi a maggiore spesa corrente/+ deficit e alle solite ricette di breve respiro. Al contrario occorre una seria revisione della spesa e in particolare l'eliminazione di "agevolazioni" che sono divenute in larga parte anacronistiche se non foriere di privilegi non più sostenibili. Di pari passo non è più rinviabile una riforma del sistema fiscale che dia priorità alla semplificazione del sistema con più equità della tassazione dei redditi da lavoro, rispetto alle altre categorie reddituali (fondiarie, capitale, ecc..) che paradossalmente scontano aliquote proporzionali e in molti casi largamente inferiori a quelle dovute sul lavoro. E' chiaro che in questi anni di crisi (e non solo), il nostro Paese non ha saputo approntare le vere riforme e ora che a livello europeo (Danimarca e Germania) si stanno sperimentando addirittura tassi negativi anche sui mutui a 10/20 anni, non possiamo permetterci di portare avanti una politica economica che non riesca a dare gli shock necessari per non finire in una stagnazione secolare.
  7. Alberto Isoardo Rispondi
    La banalità dell’analisi stupisce davvero.....o forse non dovrebbe visto che si tratta di un professore della Bocconi da cui arrivava pure il “senatore a vita” Mario Monti.Difendere a priori ed in modo acritico un’Europa che nessuno vuole davvero federata perchè oggi rappresenta soltanto gli egoismi, gli appetiti rappresentati da Francia, Germania e gli altri paesi che brillano per politiche fiscali che dovrebbero essere proibite. Penalizzare quelli che hanno evidenziato le criticità di un’Europa che non è più dei cittadini ma solo delle banche e delle imprese globalizzate significa voler negare il malcontento originato dalle distorsioni di questa politica europea e non penso si tratti di miopia ma di sguardo volutamente girato dall’altra parte. E poi, diciamoci la verità, quella dell’abbandono dell’euro è una vera balla usata da chi voleva rimanere ossequioso nei confronti dei burocrati EU che ora hanno dato il placet a questo governicchio. Ricordando Sciascia non mi rimane che sperare che i quaquaraquà della politica con la loro corte di giornalisti e accademici possano essere messi da parte da elezioni in cui i cittadini possano legittimamente e liberamente esprimere le loro scelte, qualunque esse siano. In fin dei conti chi ha condotto l’Italia in queste condizioni non è l’asta la Lega e nemmeno il M5S (che non mi piace), ma i professoroni ed io politici che, a torto, si sono sentiti moralmente migliori di quelli attuali. Leggete Galli della Loggia sul Corriere di oggi!
    • francesco daveri Rispondi
      Guardi il malcontento lo vedo io quanto lei. Solo che io diffido delle scorciatoie proposte dai pifferai noeuro. L'idea del'abbandono dell'euro è stato esposto in mille occasioni da Bagnai, Borghi e Salvini. Salvo poi ritirare la mano quando - arrivati nella stanza dei bottoni - si sono accorti che il solo parlare di Italexit (come nella bozza del contratto di governo di maggio 2018 poi sconfessata) costava 100 e più punti di spread.
  8. Mauro Peveri Rispondi
    Caro Prof. Daveri volevo sciogliere un dubbio: E' vero che gli interessi sui BTP sono composti, semplificando, da due componenti: Interesse + premio per il rischio? Es. 2% int (asta) + 3% (cds).= 5%. Non mi risulta che Banche acquistino CDS, per cui es. Banca Nazionale sottoscrive BTP incassa 5% e Stato IT paga 5%? Con meccanismi diversi Lo Stato non potrebbe risparmiare molto sugli interessi? Grazie Mauro Peveri
  9. Andrea Monti Rispondi
    In pratica i mercati comandano i governi. Non é paradossale? Immaginate Colbert che dice al Re Sole: 2Non comanda lei Sire... comanda lo Spread”!
    • shadok Rispondi
      "I mercati" non comandano nessuno. Semplicemente se uno stato chiede un finanziamento, il tasso di interesse che deve riconoscere dipende, anche, dalla sua credibilità. Se è intenzionato a fare sempre più debito e alcuni esponenti del governo lasciano intendere che si potrebbe ridenominare il debito, è normale che chiunque sottoscriva i titoli chieda, in cambio, un interesse più elevato, a compensazione del rischio di insolvenza. Poi, fare gli spacconi dicendo "faccio quanto debito mi pare", "lo ripago in pataccones, poi ridiamo", senza poterselo permettere (ovvero senza essere in grado di emanciparsi dal mercato del credito) non è molto furbo.
      • Michele Rispondi
        C'è un sacco di gente che non è mai andata in banca a chiedere un mutuo o un prestito. Se non sei l'amante del Direttore, generalmente ti fanno la Tac delle risorse (finanziarie, immobiliari, etc) e se proprio non hai niente vogliono almeno la firma di qualche tuo parente ricco. Dopo, forse, ti danno qualche soldo. Stringi stringi, la logica di chi presta denaro è (giustamente) sempre la stessa: vogliono garanzie. PS: tra l'altro, questi famigerati mercati, sono gli stessi che investono i soldi nei fondi pensione. Se non facessero bene il loro mestiere uno potrebbe ritrovarsi un importo molto inferiore a quello previsto. Immagino la felicità.
  10. Marcello Romagnoli Rispondi
    Più fondamentale è domandarci se è giusto che i mercati intervengano o comunque spingano verso decisioni politiche in un paese. E' democrazia? La variazione dei tassi dei titoli di stato avviene probabilmente per altri motivi che quelli che il prof.Daveri riporta perchè, se guardo i valori in questi giorni, molti paesi europei hanno segni negativi nei tassi ( i tassi diminuiscono). Non mi si dica perchè è avvenuto in allontanamento dei sovranisti in Italia dai....
    • Savino Rispondi
      Cosa dovrebbero fare di diverso coloro che finanziano, prestando soldi, la baracca? Cosa diamo in cambio della fiducia sul nostro debito pubblico, le figurine di Tardelli anche stavolta come con l'ipotesi mini-Bot ai creditori?
    • francesco daveri Rispondi
      "La variazione dei tassi dei titoli di stato avviene probabilmente per altri motivi che quelli che il prof.Daveri riporta ". Non è così. Nel pezzo provo a decomporre in modo semplificato la componente comune a tutti i paesi (che vale circa 0,15 in un paese come la Spagna e 0,20 negli Usa). Questa è la variazione a cui lei si riferisce. Questo effetto colpisce anche i titoli italiani. Ma il calo dei tassi italiani è di 0,84. Quindi c'è un delta (pari a 0,69, cioè 0,84 meno 0,15) che è specifico dell'Italia e che nel mio articolo ho chiamato effetto "basta noeuro".