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  1. Marcomassimo Rispondi
    E' incredibile come esimi intellettuali si interessino con sincera sollecitudine dei problemi sociali, basta che siano degli immigrati; quelli degli italiani gli interessano molto meno; resta ovviamente il dato di fatto che anche un lavoro italiano malpagato per uno che viene dal Bangla Desh o dalla Nigeria resta sempre una vincita alla lotteria; per quanto riguarda la Cina il problema si sta risolvendo perchè là i salari sono cresciuti e di nuovi cinesi che vengano qui non ce ne sono. Certo che se già ci sono molti italiani malpagati e disoccupati, mica si può pensare che quelli dell'africa campino di rendita appena arrivano; tuttavia il gioco vale bene la candela sennò è evidente che smetterebbero di venire; mi pare evidente anche che per questa gente un livello di vita che per un italiano è da "perdenti" e regressivo rispetto ai genitori, per questi costituisca una botta di vita terrificante, ed un salto sociale da campionato del mondo di atletica; tutto è relativo nella fisica come nelle società; relativo alla cultura, alla origine, ai punti di partenza.
  2. Enrico Motta Rispondi
    Dunque il 63% dei laureati stranieri maschi fa lavori per cui non è richiesta la laurea. La cosa è grave non solo dal punto di vista italocentrico come il suo, ma anche di quello dei paesi di immigrazione, che si vedono spolpati di capitale umano, nella cui istruzione avevano investito risorse già scarse. Prenda in considerazione qualche volta che la fuga dei cervelli non c'è solo dall'Italia, ma, molto più grave per quei paesi, dai poveri ai ricchi.
  3. Pippo Calogero Rispondi
    Ambrosini, oltre la metà degli stranieri in italia dichiara meno di 10000€ di reddito annuo. Ce lo spieghi per cortesia.
  4. Marco Ventoruzzo Rispondi
    Davvero un ottimo, equilibrato, razionale e condivisibile punto della situazione. Sarebbe ora che si riuscissero a comunicare in modo efficace queste verità e fare un serio programma di poitica immigratoria. Far capire che non si tratta di "buonismo" da limousine liberals (fermo che vi sono anche esigenze umanitarie e di giustizia sociale), ma al contrario di sviluppare approcci vantaggiosi per il Paese e tutti i suoi abitanti, italiani e non. Non posso rassegnarmi a credere che la maggioranza degli elettori non riesca ad andare oltre la bieca e superficiale propaganda, e che alle urne premi solo creare e alimentare paure irrazionali. Vi è anche un problema di efficacia comuicativa della quale i partiti e i leader più seri e responsabili devono sapersi (ri)appropriare.
    • Pippo Calogero Rispondi
      E invece si tratta proprio di "buonismo" da limousine. Perché non chiede all'esimio Ambrosini per quale motivo le donne del Bangladesh in Italia hanno un tasso di occupazione del 9% e un tasso di intattività di quasi il 90%? Noi pretendiamo pari opportunità e c'indigniamo per il fatto che non ci sia equality of outcome quando il qui presente elogia un sistema in cui le donne mussulmane sono sistematicamente escluse dal mondo del lavoro e quindi da ogni possibilità d'integrazione. Non per loro scelta. Le filippine, ad esempio, hanno un tasso di occupazione superiore a quello della controparte maschile. Le donne mussulmane sono escluse dal mondo del lavoro per motivi etnico-culturali. Chieda all'esimio Ambrosini se questo è un pregiudizio occidentale o quale sia la sua soluzione al problema. O se lo ritiene un problema...non si sa mai.
  5. Michele Daves Rispondi
    "Quando intraprendono si pensa che godano di indebiti vantaggi, di aiuti pubblici, di esenzioni fiscali o altri favoritismi." andrebbe aggiunto, purtroppo, che in genere gli imprenditori stranieri, con diverse sfumature a seconda della nazionalità, sono accusati anche di maggiore evasione fiscale e in generale di non rispettare le regole, il che e' paradossale in un paese come l'Italia dove questi comportamenti vengono sposso giustificati perfino dai politici. Addirittura l'ultimo governo ha promosso dei controlli ad hoc su esercizi pakistani e cinesi.
    • Giulio Biocca Rispondi
      Quindi visto che siamo in Italia è paradossale controllare gli stranieri? Michele sei un grande!!!
    • Pippo Calogero Rispondi
      Il fatto che in Italia ci siano elevati tassi di corruzione ed evasione fiscale non costituisce un buon motivo per condonare tali comportamenti a soggetti terzi. Il suo ragionamento è un non sequitur. Ci sono fenomeni, alcuni dei quali eclatanti, che andrebbero analizzati e spiegati con qualcosa di meglio del benaltrismo se si vogliono sfatare i luoghi comuni. Uno di questi è, ad esempio, la sostituzione etnica dell'intera filiera del tessile nel pratese, corredata da una sequela di notizie di cronaca di capannoni-dormitorio e lavoro minorile. Questi fatti lascerebbero presumere che ci siano dei tratti distintivi di natura culturale alla loro base e l'unico approccio possibile, per corroborare o confutare quest'ipotesi, sono i dati statistici e le analisi comparative. Il fatto che oltre la metà degli stranieri che presentano dichiarazione dei redditi in Italia dichiari un reddito inferiore ai 10000€/anno ci pone di fronte al sospetto che siano in larga parte evasori oppure che siano manodopera in eccesso o con qualifiche poco spendibili sul mercato del lavoro. Sarei ben felice di leggere altre spiegazioni del fenomeno, di certo non ci si può rifugiare nel "così fan tutti".