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  1. Savino Rispondi
    Gli italiani amano solo divertirsi e non hanno alcuna voglia di lavorare. Debbono dirci, con questo stato di cose, come possiamo mai riprenderci dalla crisi economica ed essere più felici. Il lavoro nobilita l'uomo e gli dà le soddisfazioni della vita, non esiste alternativa. Chi, poi, vuole socializzare sui posti di lavoro deve rendersi conto del privilegio di cui dispone attualmente rispetto alla folla di disoccupati. Queste persone possono anche licenziarsi e verificare se, senza soldi in tasca, riescono ad essere più libere e felici al netto della "palla al piede" di recarsi in fabbrica o in ufficio. Penso che gli italiani di oggi debbono solo smetterla di fantasticare e di ubriacarsi di chiacchiere inutili e cominciare a sgobbare e sudare davvero, come hanno fatto le generazioni del primo dopoguerra, grazie alle quali abbiamo avuto 60 anni di benessere, che stiamo dando per scontato quando scontato non è affatto.
    • Simone De Angelis Rispondi
      Non sono d'accordo. Il problema è, a parer mio, che un incremento delle ore lavorate (soprattutto nei c.d "lavori d'ufficio") non sempre e anzi raramente si collega ad una maggiore produttività. Parlo per esperienza personale, lavorando nella PA, ma posso dire che gli italiani non sono un popolo di sfaticati ma semplicemente vorrebbero vedere valorizzati i loro sforzi con stipendi più alti o con qualsiasi altro incentivo legato ad una reale (non legata cioè solo al numero di ore lavorate) produttività sul lavoro. E' chiaro che se a fronte di un maggiore sforzo effettuato sul lavoro (più ore o lavoro più intenso nel caso di attività manuali) mi vedo riconosciuta solo una piccola remunerazione per il lavoro in più svolto cade l'incentivo per il lavoratore ad impegnarsi di più. Sostanzialmente credo in una buona organizzazione del lavoro fatta "dall'alto" e non in enormi sforzi dei lavoratori. Bisognerebbe che anche chi da lavoro si sforzi di creare un sistema di incentivi che valorizzi la maggiore produttività. sul discorso della socializzazione sul posto di lavoro sono invece pienamente d'accordo.
      • Savino Rispondi
        E la professionalità dov'è? La specializzazione dov'è? Proprio nella P.A., poi... zeppa com'è di raccomandati (non competenti) che vi si sono imboscati negli anni del debito pubblico a gogò, gente talora che dirige e comanda con la licenza media (inferiore anche), mentre oggi non ce la fai neanche con 5 lauree, 5 masters e 5 lingue straniere ottimamente conosciute!