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  1. Marco Casale-Rossi Rispondi
    Gentilissima, tutto fantastico, a parte la responsabilità civile in caso di evento avverso : in caso di utilizzo di un farmaco off-label è in capo al medico prescrittore. Secondo lei al medico chi glielo fa fare di rischiare per fa4 risparmiare il SSR? Cordialità.
    • valentina solfrini Rispondi
      l'uso in emilia romagna e in altre regioni su migliaia di pazienti per anni non ha prodotto nessun contenzioso, i pazienti sono informati e sottoscrivono l'avvenuta informazione, la regione si è assunta le sue responsabilità dichiarando le proprie linee guida basate su robusti studi scientifici. Come succede poi in molti altri casi in cui i medici chiedono usi off label di farmaci innovativi e costosi, spesso a carico del bilancio degli ospedali
      • Marco Casale-Rossi Rispondi
        Gentilissima, appurata la "equivalenza" tra bevacizumab e ranibizumab, e il comportamento illecito delle società` farmaceutiche, forse AIFA - la cui controversa decisione del 2012 e`, non dimentichiamolo mai, all'origine di tutto - potrebbe motu proprio integrare le indicazioni dell'autorizzazione all'immissione in commercio di Avastin, eliminando il problema alla radice. Sostenere che "i pazienti sono informati e sottoscrivono l'avvenuta informazione" considerata la giurisprudenza sul consenso informato e` una barzelletta.
  2. Margherita Ferro Rispondi
    Incredibile e insensata vicenda... L' aveva definita il dr. Piovella in un intervento recente
    • valentina solfrini Rispondi
      certamente, le mail che documentano l'accordo fraudolento tra le due multinazionali fanno accapponare la pelle